IL MARTELLO DEGLI SCETTICI PER I CHIODI DELL’OTTUSITA’

IL MARTELLO DEGLI SCETTICI PER I CHIODI DELL’OTTUSITA’

di Gino Santini

L’informazione scientifica è in crisi profonda e non riesce a trovare gli anticorpi giusti per uscire da questa sindrome del Marchese del Grillo che la avvolge. Fra le tante, una causa appare determinante: la tipica sicurezza con la quale l’illustre clinico-opinionista di turno, quando interrogato su un qualunque argomento, sguaina la sua verità incontrastata con il cipiglio di un Alberto da Giussano davanti a tanti Barbarossa ignoranti. Senza immaginare che la scienza procede per dubbi e che un simile atteggiamento spesso ha solo l’effetto di spingere la barca di chi lo ascolta verso le infide scogliere del complottismo.

Un problema che gli omeopati conoscono bene. Gli anglosassoni hanno un termine specifico per definire queste performance ad uso mediatico: lo chiamano “sciolism”. Aiutandoci con Wikipedia (dal latino “scio”, conosco), consiste nell’esprimere opinioni su un argomento conosciuto solo superficialmente o del quale si ha scarsa comprensione. Il passo successivo consiste nel considerare lo scenario proposto, per quanto approssimativo e superficiale, come scientificamente valido a prescindere e quindi non suscettibile di contraddittorio, che tra l’altro rischierebbe di deludere folte schiere di ben addestrati adepti osannanti. Come dire, l’esatto contrario di un corretto percorso di conoscenza scientifica, con una una visione del fenomeno in oggetto limitata quanto angusta e lontana dalla realtà, ma forse proprio per questo più facile da spiegare e altrettanto lineare da seguire. Con queste premesse parlare di visione totale dell’individuo, di interazione con l’ambiente e financo proporre dei modelli di patologia cronica è assolutamente vietato: concetti difficili e troppo complessi!

Questa visione “pret-a-porter” della scienza (in questo, sì, scarsamente democratica) favorisce inevitabili processi di estremizzazione e di generalizzazione: molto spesso il solito esempio negativo – reperibile in ogni categoria professionale – viene preso come rappresentativo di tutto un gruppo. Perchè perdere tempo con inutili distinzioni se ho già deciso a priori come stanno le cose? L’annosa questione della vaccinazione obbligatoria è esemplificativo: il pacchetto deve essere accettato “in toto”, senza mezzi termini. Chi si azzarda a scompaginarlo, come invece dovrebbe normalmente avvenire considerando l’estrema complessità del problema, viene subito inserito nella categoria ostile e, se medico, diventa in automatico a rischio radiazione per lesa maestà della verità depositata. Con tanti saluti al confronto scientifico. Lo stesso spettacolo già visto anche più recentemente per l’utilizzo delle mascherine, il ritorno dell’ondata virale o i vari gradi di distanziamento sociale. Così è, se vi pare, come direbbe il Laudisi pirallendiano.

Questo scenario clinico molto lineare (ma completamente immaginario) in cui esistono solo bianchi o neri smaschera l’incapacità dialettica e culturale dei paladini di una comunità scientifica da mass media che non hanno tempo e capacità di affrontare i discorsi “grigi” legati – per dirne una – alla complessità dell’individuo; senza pensare che i proclami dell’EBM di cui si riempiono spesso la bocca vanno esattamente in direzione opposta. E così finisce che chi sa usare solo il martello vede solo chiodi, come chiosava Mark Twain. Questo è quello che accade regolarmente quando si parla di omeopatia. Per pochi spiccioli di agognata visibilità televisiva questi novelli Torquemada si divertono a bollare dei loro colleghi come eretici, con qualche benpensante decisamente limitato che arriva a sblaterare anche di truffa e cialtroneria!

In sintesi, squallidi giochetti di bottega di piccoli personaggi che sono smascherati, in primis, dai risultati e dal fatto che i medici che hanno deciso di seguire i sentieri della Medicina Integrata lo hanno fatto mettendosi in gioco e superando gli angusti limiti accademici, per incrementare sia la loro “cassetta degli attrezzi” che la visione clinica di una medicina personalizzata. Per fortuna dei loro pazienti.

da Omeopatia33
Dott. Mauro Piccini

LA CURIOSITA’ DI SAPERE

LA CURIOSITA’ DI SAPERE

Il sapere non si conquista di colpo, per scienza infusa o per immediata illuminazione.
Presuppone lunghi e disciplinati processi di apprendimento. Non può, tuttavia, svilupparsi in mancanza di creatività e di propensione al rischio intellettuale.

Ogni individuo affronta dapprima un viaggio a ritroso per assorbire e recuperare parte di quanto ha ereditato dalla propria tradizione e dagli sforzi congiunti dell’intera specie umana. Non dovrebbe, in seguito, contentarsi di trasmettere semplicemente ciò che ha imparato, ma sforzarsi, secondo le sue capacità,  di restituire aumentato il patrimonio ricevuto.
Per quanto di poco, ciascuno può accrescere il sapere proprio ed altrui intraprendendo, attorno al globo intellettuale, viaggi di scoperta che conducono ad oltrepassare le posizioni raggiunte quando sono ormai diventate insoddisfacenti.
Inizia allora l’esplorazione di altre possibilità, e le anomalie e le dissonanze cognitive riscontrate passano dai margini al centro dell’attenzione. Nel disincagliarsi dall’immobilità stagnante di idee e convinzioni non più intimamente condivise, si prova un sentimento misto, di gioia e d’inquietudine. Si è finalmente abbandonata una rendita di posizione intellettuale di valore decrescente e, seppure in forma nebulosa, si sente che qualcosa comincia ad agitarsi nella mente.

Alla partenza non si sa ancora bene cosa si debba cercare. Ci si aiuta con criteri intuitivamente ritenuti fecondi, mediante l’installazione di ponteggi provvisori per elaborare possibili teorie: metafore, giochi combinati di concetti e immagini, ricerca di simmetrie e di eleganza formale. Se l’indagine ha successo, ci si meraviglia e ci si compiace di essere giunti, per abilità e fortuna, dove effettivamente si è. Questa soddisfazione non è da intendersi nel senso delle parole di Cromwell (che nessuno sale tanto in alto come quando non sa dove va), ma che solo quando si è trovata la soluzione si scopre retroattivamente la necessità del processo verso di essa.

Nell’ambito della scoperta scientifica, il tragitto può talvolta trasformarsi in metodo (ossia, etimologicamente, in meta-hodos,
“strada attraverso cui”), in cammino sicuro da indicare ad altri per conseguire determinati scopi.
Per scoprire qualcosa occorre spesso andare controcorrente, in direzione contro-intuitiva, capovolgendo il senso comune e spezzando pregiudizi millenari.
Vi è un enorme spreco di intelligenza e di vita nelle nostre società, vi sono energie latenti che restano imprigionate ed inespresse a causa del torpore mentale diffuso dai sistemi educativi inidonei a promuovere la curiosità e la ricerca e da politiche che non sono in grado di offrire strumenti adeguati.

L’arduo compito che ci attende -nella scuola, nell’università, nell’industria e nella politica, ma, per ciascuno, individualmente nel proprio settore di competenza- è quello di risvegliare tali energie, di coniugare la fantasia con la concretezza e il senso del possibile con i vincoli della realtà.

da Remo Bodei, Nella fucina dei saperi, Sole 24 Ore
Dott. Mauro Piccini

BUONA ESTATE E BUON SILENZIO

BUONA ESTATE E BUON SILENZIO

Buona estate e buon silenzio.

Gaston ci ha insegnato che siamo molto di più delle limitazioni della nostra mente, che il conoscere le cose è solo un pensare intorno alle cose e che l’emozione è un sentire non le cose, ma solo la nostra reazione ad esse. Ciascuno di noi ha una forza vitale che se liberata supera di gran lunga ogni limitazione. La vita è il nostro maestro, la vita è costante movimento, non si ferma mai, non possiamo incasellarla in un rigido sistema intellettuale.

Non possiamo trovare l’illuminazione nelle parole o nelle idee, l’illuminazione è una cosa viva, non può essere imprigionata in parole, facile è confondere la saggezza con la dottrina, potremmo studiare tutta la vita testi sacri senza diventare per nulla saggi, la dottrina mostra solo una via ma non la proclama. Come scrisse C.G.Jung: “Quello che vi do, non è né una dottrina né un insegnamento. E da quale pulpito potrei indottrinarvi? Vi informo della via presa da quest’uomo, della sua via, ma non della vostra. La mia via non è la vostra via, dunque non posso insegnarvi nulla. La via è in voi, ma non in dèi, né in dottrine, né in leggi. In noi è la via, la verità e la vita… Chi dovrebbe vivere la vostra vita, se non voi stessi? Dunque vivete voi stessi”.

Fino a quando non cesseremo di identificarci con la “persona” e non la useremo come mezzo di resistenza alla vita, quando non opporremo più resistenza al mondo esterno, quando porremo fine alla nostra ostilità, sperimenteremo il “vuoto”, non significa che esso sia il puro nulla, ma che oltrepassa ogni idea di cui la mente sia capace, il contenitore del tutto… Il vero IO non è un’idea ma un’esperienza.

Possiamo solo accogliere-abbracciare la vita e ogni sua manifestazione, senza opporre resistenza, passando da una fase all’altra così come alla primavera seguono l’estate e poi l’autunno e l’inverno… preoccuparci o aver timore di tutto sarebbe come proclamarsi ignoranti davanti a queste leggi della natura.

Tutto è movimento e crescita, è il corso della natura, il principio che determina il cambiamento e lo governa, il continuo movimento della vita che non si ferma neanche per un attimo. Nulla nell’universo è statico, immobile o perfetto perché sarebbe morto, tale pensiero è nato solo nella mente degli uomini che vorrebbero aggrapparsi alle cose nella speranza che si possano fermare o rimanere perfette, possiamo solo arrenderci alla loro forza senza opporci.

Auguro a tutti Voi una serena estate. La vita in questa particolare fase storica ci sta insegnando ad abbracciare ogni cosa e ricordiamoci ciò che è detto nel Mumon-kan:

Nessun cancello sbarra le pubbliche strade;
Vi sono sentieri di ogni genere;
Coloro che oltrepassano questa barriera
Camminano liberamente per tutto l’universo.

Cristin

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#cristin #cambiamento #libertà #universo #movimento #vita

UN NUOVO MONDO

UN NUOVO MONDO

Il femminile è stato per secoli sacrificato, abusato, calpestato e privato di dignità e rispetto; dal canto suo il maschile ha condotto e dominato il mondo dimenticando che l’incontro con il femminile è evoluzione, è forza generativa, è portare a compimento.

Il femminile è stato relegato.
Hanno cercato di spegnere la nostra luce, quella luce che illumina ogni cosa, che sa accogliere e abbracciare anche le più feroci atrocità, quella vitalità che nessuna prigionia o costrizione può spegnere o silenziare, quella sensibilità che sente e vede ciò che ancora non si è svelato; la capacità creativa di donare all’esterno e nutrire l’interno, di saper ricevere e rispondere… generatrice di vita.

Ciascuna di noi nel proprio piccolo spazio ha vissuto piccoli o grandi abusi, sia a livello psichico, mentale, emotivo, famigliare, lavorativo ed economico: ci siamo scontrate con la “sapienza razionale” maschile, con il suo potere che ha cercato in tutti i modi di zittire e offuscare quella natura imprevedibile che ci appartiene, che smuove montagne e crea tempeste, che fa tremare un mondo eccessivamente razionale, sempre attivo, controllore e manipolativo perdendo il valore dell’ESSERE, della condivisione e della fratellanza.

Vuole nascere un mondo nuovo dove maschile e femminile, uomo e donna si incontrano in un amorevole abbraccio – senza differenze, senza divisioni – per concepire e partorire una nuova vita, un nuovo modo di comunicare e di collaborare.
Una fusione creativa dove attivo e ricettivo interagiscono, dove volontà e intuizione si integrano, dove razionalità e sensibilità danzano insieme per far crescere un nuovo ESSERE. Un’ unione che radica una nuova vita.

Siamo noi a decidere che non ci sono più debiti da pagare, che siamo libere di andare incontro alla vita non certo per un esito finale ma per ricominciare… ricominciare a fiorire dai nostri dolori e dalle nostre risate.

Siamo pronte, è tempo, dobbiamo tornare a casa.

Adrienne Rich scrive:
Giù accanto al relitto

C’è una scala.
La scala è sempre lì
innocentemente penzola
lungo la fiancata della goletta…
Scendo…
Esploro il relitto…
Riesco a vedere i danni subiti
e i tesori che trionfano…

Cristin
#energia#unione#maschilefemminile#nuovomondo#cristin

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IL SALTO EPOCALE, IL SALTO DI FREQUENZA

IL SALTO EPOCALE, IL SALTO DI FREQUENZA

L’anno 2020 è l’anno nel quale non solo l’individuo, ma l’intera umanità si è vista costretta a scendere in battaglia per affrontare la più grande paura, quella della Morte.
La paura nei confronti di un nemico diverso, microscopico, non mortale per la maggior parte di noi.
Un nemico che non vediamo, che non possiamo conoscere e controllare fino in fondo. Questo destabilizza, toglie il respiro, sicurezze e certezze che credevamo di avere raggiunto. Il Golia dell’arroganza, espresso attraverso la Scienza e la Medicina, è crollato sotto il colpo di fionda di un Davide invisibile.

Il mondo occidentale si era dimenticato di cosa volessero dire guerra e malattia. Era solo proteso verso la ricerca di un eterno godimento illudendosi di poter giungere a vivere l’immortalità. Non era più abituato a fare i conti con una probabile fine di tutto ciò. E’ bastato un semplice virus per fare crollare il colosso dai piedi di argilla.
Tutto questo certamente ha un senso. Il senso della vita dove si nasce, si vive e si muore… sì, si muore, nonostante la ricerca illusoria di eterna giovinezza nascosta dietro al bisturi, nonostante la finta gioia di vivere data dagli psicofarmaci, nonostante la ricerca affannosa di non morire dato dall’illusione del farmaco o della tecnologia miracolosa.

Mai come ora, dopo 30 anni di attività professionale, sto assistendo ad un crollo della gestione emozionale dell’individuo. Il ritmo frenetico, che permetteva di assopire e non ascoltare il proprio sé, è venuto meno quando siamo stati costretti a fermarci. Questo ha permesso il riaffiorare di tutto ciò che era stato incatenato per paura, non voglia di viverlo. Le settimane senza tempo hanno aperto il vaso di Pandora liberando i demoni in esso contenuto obbligandoci a vederli, riconoscerli e affrontarli in una battaglia verso la liberazione. Coloro che però ancora e nonostante tutto si rifiutano di combattere si trovano persi, senza finti equilibri, senza finti sorrisi e sono travolti da questo immenso tsunami che inevitabilmente travolgerà coloro che non saranno in grado di cavalcarlo.

Il ritorno alla “finta” normalità precedente non permetterà di cancellare ciò che è successo. Solo coloro che avranno il coraggio di riconoscere il malessere e la forza di percorrere la dolorosa via della passione potranno giungere al monte Golgota per essere crocefissi così da poter sì morire, ma anche rinascere liberi da schemi condizionanti ed incatenanti. Solo passando attraverso l’estrema sofferenza si potrà rinascere alla vita come uomini nuovi.

Dott. Mauro Piccini

 

LA SCIENZA E IL RISVEGLIO DELLA COSCIENZA

LA SCIENZA E IL RISVEGLIO DELLA COSCIENZA

La scienza della nuova Era, della collaborazione, della coscienza, del nostro futuro.

La libertà di parola è un diritto, uno dei diritti più preziosi. La libertà di parola è poter dire tutto ciò che può far bene all’uomo e alla vita.
La libertà di parola comporta il buonsenso di ascoltare chi passa la vita a studiare, a sperimentare, a verificare la conoscenza. La libertà di parola implica anche il silenzio. Silenzio per tacere, per riflettere  e per documentarsi. Al contrario ripetere quello che si sente in giro, quel che si legge qui e là in internet, pensando di dire qualcosa di importante, è solo spreco della parola e danno per chi ascolta. In questo modo si alimenta solo la pessima informazione e una pericolosa confusione.
Spacciare per scientifiche cose che la scienza sta ancora studiando, fare collegamenti impropri ed inadeguati, usare termini scientifici per darsi un tono senza conoscerne bene il loro significato, non è scienza, non è divulgazione, è mistificazione e ciarlataneria o come si vuol dire, pseudoscienza.

Tutto ciò distorce la conoscenza e fa un danno alla scienza e alla comunità.
Tuttavia va precisato che la pseudoscienza non è costituita solo dallo spacciare per scientifiche cose che non hanno basi scientifiche. La pseudoscienza è anche il rifiuto pregiudiziale e denigratorio verso ogni forma nuova di ricerca e di applicazione che possa alterare interessi consolidati di parte.
La scienza deve poter discutere liberamente l’esito dei suoi studi.
La scienza è il complesso organico delle conoscenze che si possiedono intorno a uno o a più ordini di fenomeni naturali, ma è anche l’insieme delle conoscenze che permettono di strutturare nuove teorie.
La scienza è pertanto l’insieme delle discipline basate, sull’osservazione, il calcolo, la verificabilità, che studiano l’universo, la terra e gli esseri viventi, per comprenderne il funzionamento e migliorare la loro vita.
La scienza utilizzando linguaggi formalizzati, descrive l’insieme delle conoscenze che consentono di comprendere la realtà. A partire da Galieo Galilei la scienza, intesa come aquisizione di conoscenze verificabili, è libera di discutere al suo interno gli esiti dei suoi studi, liberandoli da ogni principio di autorità, da ogni forma di autoritarismo.
La scienza opera per favorire l’evoluzione dell’uomo e perciò, per sua natura, è democratica, e per questo va tutelata. Nella scienza ci sono modelli dominanti e marginali, e ognuno di questi è più o meno soggetto a continue pressioni.

Le piaghe della scienza

La purezza incontaminata della scienza, resta purtroppo inviolata solo nei testi fondamentali dei suoi fondatori.
Alla luce delle dichiarazioni e delle denunce di autorevoli scienziati, non si può negare l’ingerenza nel mondo scientifico di interessi e poteri che nulla hanno a che fare  con essa. I finanziamenti che pilotano i risultati, la manipolazione dei dati, le collusioni con i poteri forti di coloro che pensano solo al profitto e non a produrre benessere, sono le piaghe della scienza.
Ciò detto, è però molto limitativo ed erroneo confondere gli interessi di chi, dentro e fuori alla scienza, opera per il proprio tornaconto, con il lavoro accurato e rigoroso della stragrande maggioranza degli scienziati. Da molti secoli la storia ci dimostra che la migliore delle istituzioni ha sempre in sé il germe che la può danneggiare.
Oltre alla pseudoscienza e agli interessi di potere esiste un’altra piaga: lo scientismo.
Lo scientismo, o per meglio dire, il fenomeno del fondamentalismo totalitario scientista a cui assistiamo oggi, è la visione dogmatica ed innaturale della scienza che non ammette la discussione, l’intuizione creativa e la transitorietà della conoscenza.
Come ha mirabilmente spiegato T. Kuhn il cambio di paradigma implica necessariamente del tempo e delle precise fasi di reazione prima che il paradigma dominante lasci il posto al nuovo paradigma, ma un conto è la discussione scientifica serrata e rigorosa e un conto sono i furori e gli strali del dogmatismo, tipici dello scientismo fondamentalista.

Il fondamentalismo scientista occupa per fortuna un piccolo spazio nella comunità, scientifica, che, al suo contrario, è invece protesa verso quella curiosità e creatività che accompagna lo scienziato nell’applicazione del metodo scientifico.La storia e l’evoluzione della scienza dimostrano in modo ineccepibile che senza le grandi intuizioni degli scienziati, spesso scomunicati dagli scientisti, la scienza non avrebbe avuto modo di progredire e di evolvere. Chi ha il coraggio di guardare le cose che altri volutamente ignorano, o di spingersi verso ambiti di ricerca che possono minacciare il paradigma dominante, nella migliore delle ipotesi è guardato con sufficienza e deriso, nella peggiore viene tacciato di ascientificità e marginalizzato.
Il problema non è della scienza ma, come sempre, di taluni uomini che operano nella scienza.

La scienza non si lascia appiattire

La scienza è rigore e verifica continua, ma anche curiosità conoscitiva, intuizione e creatività.
La scienza implica la capacità di scoprire nuove certezza conoscendone la transitorietà.
La scienza è l’evoluzione della conoscenza a favore dello sviluppo dell’uomo e del pianeta.
Oggi più che mai abbiamo bisogno della scienza per affrontare i problemi in modo olistico, non più approssimativo e non più basato su soluzioni pilotate dagli interessi, capaci solo di produrre problemi ancora più gravi di quelli che si intendono affrontare.Dobbiamo percorrere una nuova strada.

La scienza e il risveglio della coscienza

In questi ultimi decenni i problemi strutturali dei sistemi produttivi, economici, culturali e sociali, con le relative criticità ambientali che hanno generato nel mondo, sono la dimostrazione concreta che molte scelte non hanno funzionato e che sono state male applicate. la scienza sa cosa fare e ha gli strumenti per operare a favore della Natura, del Pianeta e dell’Universo. La scienza può aiutare il sistema produttivo e l’economia a riconciliarsi con il Pianeta. La scienza può aiutare l’uomo a ritrovare se stesso. Per fare questo ha bisogno di incontrare la sua Coscienza, di calarsi in questa Coscienza e di riscoprire l’Unità della Conoscenza, per superare la frammentazione del sapere e le rigide divisioni disciplinari. Tutti i fenomeni, ogni realtà, l’umanità, gli esseri viventi appartengono a qualcosa di più vasto. Ogni processo di entità è interconnesso ed interdipendente, nulla è separato.
E’ ora di risvegliare le menti ed aprire i cuori per comprendere questa inseparabilità. Molti scienziati lo hanno già scritto a chiare lettere.

Tratto da SCIENZA E CONOSCENZA N. 71

Dott. Mauro Piccini

 

 

 

 

 

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