COME AFFRONTARE IL CAMBIO DI STAGIONE PRIMAVERA/ESTATE

COME AFFRONTARE IL CAMBIO DI STAGIONE PRIMAVERA/ESTATE

Durante Il cambio di stagione primavera-estate, una buona abitudine dovrebbe consistere nella cosiddetta “pulizia del terreno” utilizzando probiotici e medicinali naturali: ripulire e riattivare fegato ed intestino ci aiuta a reagire meglio agli attacchi di virus e batteri, maggiori cause delle patologie stagionali.

In realtà la “pulizia di terreno” non dovrebbe essere limitata al cambio stagionale, ma dovrebbe essere consigliabile in tutte le situazioni che prevedono terapie (farmacologiche e non): è fondamentale per amplificare ed accelerare i risultati della terapia stessa. Attraverso la pulizia del terreno si può aumentare l’efficacia delle terapie, indurre il nostro corpo a collaborare maggiormente e migliorare il sistema difensivo immunitario, velocizzando i tempi di eliminazione delle tossine.

L’abuso di sostanze eccitanti (caffè, tè, cacao, alcol, ecc.), il fumo, i cibi fritti, gli insaccati, i grassi e i formaggi fermentati mettono ogni giorno a dura prova il nostro fegato, predisponendoci sempre di più a problemi digestivi, come reflusso, gonfiori ed acidità. Parlando di difese immunitarie non va dimenticato l’intestino, nostro “secondo cervello”, nonché sede di tante reazioni vitali e di una grande percentuale del sistema immunitario. Riequilibrare e ripopolare al meglio la flora batterica “amica” è il segreto per rafforzare le difese immunitarie e prevenire le classiche patologie di stagione: integratori alimentari a base di fermenti lattici vivi risultano utili per favorire l’equilibrio della flora batterica intestinale che può risultare alterata da stress, alimentazione scorretta, terapie concomitanti e, soprattutto, in caso di terapie antibiotiche. In vista della stagione estiva avere un organismo sano, pulito e funzionante nei suoi meccanismi di filtro e di difesa ci permette di affrontare al meglio batteri, virus, funghi e carenze di difese, tipiche della prossima stagione.

Da: acidosimetabolica.it
Dott. Mauro Piccini

ONCOLOGIA E MEDICINA INTEGRATA

ONCOLOGIA E MEDICINA INTEGRATA

Negli ultimi anni l’oncologia sta andando verso una rapida evoluzione. L’aspetto globale del paziente non solo dal punto di vista fisico, ma anche psico-emozionale ha trovato una crescente considerazione, anche grazie  ai diversi Plan Cancer che ci hanno consentito di rimettere il paziente al centro  delle nostre priorità non vedendolo più come un organo ammalato ma come un insieme di sistemi interagenti tra loro.
Le medicine complementari non sono più stigmatizzate come una volta; sempre più dipartimenti di oncologia “integrano” le competenze degli specialisti in queste medicine cosiddette dolci e, come negli Stati Uniti, cominciano ad apparire lavori scientifici che assegnano un posto adeguato alle cure non convenzionali.

I dati pubblicati dimostrano che i pazienti affetti da tumore fanno uso delle medicine complementari, spesso senza comunicarlo al proprio oncologo.
Sta avvenendo sempre di più il riconoscimento da parte degli oncologi dell’efficacia e dell’innocuità di questi approcci.
Molte volte, a causa della forte tossicità, a molti pazienti non è permesso il trattamento oncologico tradizionale. Quindi l’approccio con la medicina integrata rimane l’unica possibilità che può essere data  per gestire la malattia.

Diverse discipline si possono articolare insieme nella cura del paziente oncologico.

L’agopuntura aiuta a stimolare e a mantenere il più attiva possibile l’energia globale del paziente riuscendo a modulare l’astenia e la bassa vitalità alle quali vanno incontro la maggior parte dei pazienti oncologici.

L’omeopatia permette, oltre a contrastare gli effetti secondari negativi, di mantenere in equilibrio i sistemi più esposti al carico del trattamento convenzionale chemioterapico e/o radioterapico e di modulare egregiamente l’aspetto psico-emozionale inevitabilmente messo alla prova dalla malattia.

La fitoterapia e la micologia agiscono direttamente sul sistema immunitario attivandolo in modo specifico verso le cellule cancerogene e  fornendo sostanze ad azione antiossidante ed antiinfiammatoria.

Dott. Mauro Piccini

 

PERMEABILITA’ INTESTINALE? CHIARIAMOCI LE IDEE

PERMEABILITA’ INTESTINALE? CHIARIAMOCI LE IDEE

La barriera intestinale

L’intestino rappresenta l’ultima porzione del nostro apparato digerente e viene definito anche secondo cervello, grazie alla presenza di un vero e proprio sistema nervoso presente nello spessore della sua parete. E’ l’area più estesa dell’organismo (lungo circa 7 metri), ed è sede della più importante stazione immunitaria del corpo, in quanto rappresenta la principale interfaccia di passaggio dall’ambiente esterno a quello interno dell’organismo. La parete del lume intestinale è organizzata come un sistema a più strati, che ha il compito di prevenire l’adesione batterica, regolare la diffusione para cellulare verso i tessuti dell’ospite sottostanti, e di discriminare tra i microorganismi commensali e quelli patogeni, organizzando la tolleranza immunologica verso i commensali e la risposta immune verso i patogeni. La barriera superficiale inizia dal microbiota residente che compete con i patogeni per guadagnarsi spazio e risorse energetiche, elaborare le molecole necessarie all’integrità mucosale e modulare il comportamento immunologico della barriera profonda. Il livello successivo è rappresentato dallo strato di muco, che separa il contenuto endoluminale dagli strati più interni e contiene prodotti antimicrobici e IgA secretorie. Al di sotto del muco, è presente un monostrato di cellule epiteliali gli Enterociti, unite strettamente tra loro da giunzioni serrate (in inglese tight junction), e che gli permettono di costituire una barriera fisica efficace nell’assorbire i nutrienti, ma altrettanto efficace nell’ impedire alla maggior parte delle molecole e dei germi più grandi di passare dall’interno dell’intestino nel flusso sanguigno e potenzialmente causare così diverse problematiche.

La permeabilità intestinale

Molteplici fattori, legati per lo più allo stile di vita e all’alimentazione, sono in grado di ridurre la selettività della barriera intestinale, determinando così l’insorgenza della cosiddetta “sindrome dell’intestino gocciolante”, leaky gut syndrome (1). In questa condizione, le strette giunzioni delle cellule intestinali subiscono un’alterazione tale da consentire il passaggio di molecole non self e quindi potenzialmente pericolose, che possono causare o contribuire alla comparsa dei seguenti sintomi:

  • diarrea cronica, costipazione o gonfiore;
  • infezioni genitourinarie ricorrenti;
  • Fatica cronica;
  • problemi della pelle, come acne, eruzioni cutanee o eczema;
  • dolori articolari;
  • infiammazione diffusa;
  • reazioni di ipersensibilità e intolleranza

 

Patologie associate alla sindrome dell’intestino permeabile

La letteratura scientifica ha confermato che la presenza di processi infiammatorio cronici in seguito all’aumento della permeabilità intestinale, si pone come base, in persone predisposte, per l’istaurarsi di diverse condizioni patologiche(2),(3),(4), come:

  • Morbo Celiaco
  • Diabete mellito di tipo 1
  • Asma
  • Sclerosi multipla
  • Malattie infiammatorie croniche intestinali
  • Spondilite anchilosante
  • Obesità
  • Epatopatia steatosica non-alcolica (Non-Alcoholic Fatty Liver Disease, NAFLD)
  • Psoriasi

Insomma si verifica un effetto domino con conseguenze a volte irrimediabili.

Fattori che portano all’instaurarsi della permeabilità intestinale

Le principali cause di un’alterazione della funzionalità della barriera intestinale sono:

  • Diete squilibrate;
  • il cambiamento nella composizione del microbiota (disbiosi);
  • l’uso dei farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS);
  • i chemio e radioterapici;
  • l’alcol;
  • lo stress;
  • l’infiammazione sistemica;
  • le infezioni.

Come identificare e misurare la permeabilità intestinale?

Partendo da studi sul colera e poi, successivamente a quelli, sul morbo celiaco, il medico italiano Alessio Fasano ha scoperto l’esistenza di una proteina chiamata zonulina (5) un precursore dell’aptoglobina 2, una molecola antichissima prodotta solo dalla specie umana che innesca una  serie  di  modificazioni  che  conducono al riarrangiamento  del  citoscheletro,  con conseguente segnale di apertura delle giunzioni strette (tight junctions). Questa scoperta ci ha permesso di  sviluppare un Test in grado di misurare questo metabolita nelle feci la cui concentrazione oltre i limiti è misura diretta della presenza di permeabilità intestinale.

Cosa fare in caso di permeabilità intestinale?

L’alimentazione è la prima arma in nostro possesso per la gestione o il miglioramento della sintomatologia legata alla permeabilità intestinale.  Esistono cibi che promuovono l’infiammazione e cibi che la attenuano:  tra questi ultimi citiamo la carne magra e il pesce, le patate, il riso, la frutta e la verdura (da preferire quella ricca di fibre solubili come carote, melanzane, zucchine, mele, pere, susine e la frutta secca), cereali integrali tra cui l’avena, e tanta acqua. I cibi pro infiammatori sono invece: tutto ciò che è lievitato o fermentato, compresi gli alcolici, il caffè, il tè, i cibi grassi. Inoltre risulta opportuno monitorare le allergie alimentari e le intolleranze, inclusa la sensibilità al glutine non celiaca in modo da poter seguire la dieta più adatta alle proprie esigenze. Per chi soffre di permeabilità  intestinale  è  sempre  utile  integrare  anche  con  probiotici  o prebiotici (6) (fibre a base di Frutto-Oligo-Saccaridi e Inulina) per migliorare l’equilibrio della flora batterica. Altri integratori utili possono essere quelli a base di L-Glutammina (7) che concorre a migliorar la riparazione e  il ricambio  cellulare, insieme  a  importanti  vitamine  e  minerali  come  zinco,  iodio,  selenio, vitamine  del  gruppo  B  e vitamina A che contribuisce al mantenimento di mucose sane; da non dimenticare l’utilità degli antiossidanti e di antiinfiammatori naturali (Aloe, curcuma, ecc.) . E’ inoltre importante scegliere la giusta attività fisica, per migliorare il transito intestinale (camminata, yoga, pilates, shiatsu, ad esempio).

“Il primo passo per contrastare questa condizione è sapere di esserne affetto.

BIBLIOGRAFIA

  1. Green P, Jones R. Celiac Disease: A Hidden Epidemic. New York, NY: Harper Collins; 2006:98.
  2. Barbara G. et al., Mucosal permeability and immune activation as potential therapeutic targets of probiotics in irritable bowel syndrome. J Clin Gastroenterol. 2012 Oct;46 Suppl:S52-5.
  3. Lerner A, Matthias T. Changes in intestinal tight junction permeability associated with industrial food additives explain the rising incidence of autoimmune disease. Autoimmun Rev. 2015;14(6):479-489.
  4. TEDDY Study Group. The Environmental Determinants of Diabetes in the Young (TEDDY) Study. Ann N Y Acad Sci. 2008 Dec;1150:1-13. doi: 10.1196/annals.1447.062.
  5. Fasano A. Intestinal permeability and its regulation by zonulin: diagnostic and therapeutic implications. Clin Gastoenterol H. 2012;10(10):1096-1100.
  6. Lamprecht M, Bogner S, Schippinger G, Steinbauer K, Fankhauser F, Hallstroem S, et al. Probiotic supplementation affects markers of intestinal barrier, oxidation, and inflammation in trained men; a randomized, double-blinded, placebo-controlled trial. J Int Soc Sports Nutr (2012) 9(1):45. doi:10.1186/1550-2783-9-45
  7. RadhaKrishna Rao and Geetha Sama. Role of Glutamine in Protection of Intestinal Epithelial Tight Junctions. J Epithel Biol Pharmacol. 2012 Jan; 5(Suppl 1-M7): 47–54.Published online 2011 Aug 22. doi: 10.2174/1875044301205010047

I consigli alimentari e fitoterapici presenti nell’articolo devono intendersi al solo scopo formativo. Tali informazioni non devono mai sostituire la consulenza personalizzata. Pertanto, ogni decisione presa sulla base di queste indicazioni dev’essere intesa come personale e secondo propria responsabilità.

http://www.natrixlab.it/permeabilita-intestinale/
Dott. Mauro Piccini

PREVENZIONE E COVID-19

PREVENZIONE E COVID-19

Prima dell’epidemia originatasi a Wuhan ad opera del SARS-CoV-2 è probabile che la maggior parte dei non addetti ai lavori non avesse mai sentito parlare di questo virus, nonostante fossero già salite alla ribalta della cronaca altre forme di coronavirus come, appunto, la SARS o la MERS.
L’epidemia da SARS-CoV-2 è stata denominata COVID -19 dove CO sta per corona, VI sta per virus, D sta per disease (malattia) e 19 è l’ anno di manifestazione.
Molti trattamenti farmacologici sperimentali si stanno utilizzando allo scopo di trovare, al più presto, una possibile soluzione alla malattia.

In questo ambito può essere inserito, non tanto come metodo di cura, ma principalmente come approccio preventivo una schema di trattamento nutriceutico e funzionale che permette di stimolare le cellule implicate nel sistema difensivo. Tale trattamento può contribuire a favorire una migliore reattività organica in caso di infezioni virali.
Il sistema immunitario è un meccanismo di difesa complesso e potente. La sua funzione è quella di difendere il corpo da agenti patogeni, come batteri e virus, che causano malattie. Una complessa rete di tessuti, cellule e proteine lavorano insieme per raggiungere questo risultato.

In letteratura scientifica esistono molti studi che dimostrano quanto malattie, carenze nutrizionali e vitaminiche, cattivi stili di vita, disidratazione, fumo, invecchiamento gravano sul corretto funzionamento del sistema di difesa.
Altro fattore di enorme rischio, come si è visto, è determinato da una eccessivo quadro infiammatorio, espresso anche da un enorme innalzamento della IL 6, che predispone a maggiori possibilità di essere attaccati dal virus.

Il controllo dello stato di acidosi mediante elementi alcalinizzanti ed il controllo del quadro di infiammazione (molte volte subclinica e quindi asintomatica) può giovare enormemente ad ostacolare qualunque attacco, non solo virale.
Diventa fondamentale valutare anche l’aspetto legato all’equilibrio del sistema delle mucose (principalmente quella intestinale), dato che queste sono il primo baluardo di difesa nei confronti dei patogeni.
Secondo vari studi, compreso quello cinese, è possibile che la COVID-19 possa essere correlata ad un’alterazione del microbiota intestinale, essendoci (secondo la Medicina Tradizionale Cinese)  un ponte di collegamento tra polmone e intestino, organi che se in perfetto funzionamento determinano uno stato di equilibrio e salute degli stessi.

Uno stato minimo di infiammazione è necessario perché permette al sistema di attivare tutti i meccanismi utili alla difesa. Quello che occorre capire è che se questo effetto supera  valori soglia, il quadro innesca un meccanismo controproducente. Diventa  quindi, di fondamentale importanza mantenere questi parametri entro un limite considerato di normalità.
Per fare ciò occorre capire quali sono i fattori predisponenti all’innalzamento di questo parametro.
Lo stile di vita gioca un ruolo primario e fondamentale in questo gioco di equilibri.

La gestione dei fattori di stress, l’assunzione di alimenti corretti e integratori specifici, l’eliminazione del fumo di sigaretta e dell’alcool, una sana attività fisica e una buona qualità del sonno, l’uso dei farmaci solo se necessario sono fattori che appartengono ad un buon stile di vita.

Ma quante persone mettono in atto questi accorgimenti?

Nell’emergenza, se non si è seguito un corretto stile di vita, non ha alcun senso assumere tutta una serie di sostanze allo scopo di contrastare il problema,  queste sostanze sono sì utili e magari fondamentali ma necessitano di diversi mesi per poter manifestare la propria efficacia e modulare l’effetto. Quale senso ha, per esempio,  assumere sostanze antiossidanti, vitamine ecc., se non si modificano i parametri che innalzano i radicali liberi in modo vertiginoso? E’ come voler pretendere di addolcire l’acqua salata del mare con un una bottiglia di acqua dolce.

Quante persone preferiscono, invece di cambiare, assumere farmaci a palate  come fossero caramelle per il controllo dei sintomi?

Viviamo in una società dove il malessere deve essere subito annullato, dove quasi nessuno è disposto a mettersi in gioco personalmente per modificare il  proprio stato fisico e le proprie difficoltà emozionali.
Lo stato di paralisi che stiamo vivendo tutti, indistintamente, potrebbe e dovrebbe farci riflettere non solo sul senso della vita, ma sulla qualità della vita stessa.

Dott. Mauro Piccini

COMUNICAZIONE

COMUNICAZIONE

Buongiorno a tutti,

con la speranza che questa emergenza rientri al più presto, vi comunico che ho attivato in modo permanente la consulenza on-line, cosicché possiate decidere quale modalità utilizzare. Il video consulto (su Skype o Whatsapp video) omeopatico, fitoterapico, omotossicologico o di medicina funzionale sarà disponibile sia per coloro che necessitano una continuazione terapeutica sia per nuovi pazienti (anche distanti) dotati di documentazione diagnostica, per la cura di svariati disturbi acuti e cronici e per patologie di bambini e adulti.
Questa modalità non prevede ovviamente l’utilizzo del Vegatest Expert.

I costi della consulenza on-line saranno differenti in base all’approccio e alla durata del consulto. Ovviamente appena consentito continuerà la consueta attività ambulatoriale.

Ho avviato l’utilizzo di un nuovo approccio di Medicina Quantistica (on-line e non) attraverso una strumentazione che elabora dati personali e clinici del paziente dopo un’analisi anamnestica che permette una valutazione energetica, fisica ed emozionale con l’impostazione di un approccio terapeutico individuale.

Per ulteriori informazioni o delucidazioni, lo studio rimarrà a disposizione. Non esitate a contattarci telefonicamente o via email.

Vi comunico inoltre che sono disponibile telefonicamente, GRATUITAMENTE (esclusivamente per consulenze di ascolto riguardanti l’emergenza, che non prevedono indicazione terapeutica) il sabato mattina dalle ore 10.00 alle ore 14.00 per supportarvi nell’affrontare un momento che probabilmente nessuno ha mai vissuto.
Confido che comprendiate che questo spazio è attivo non per passatempo ma per serie difficoltà emozionali o semplice conforto.

Dott. Mauro Piccini

Allego sintetica descrizione:
MEDICINA QUANTISTICA: LA NUOVA MEDICINA
Il concetto applicato in medicina è ancora radicalmente legato ad una visione dell’ individuo che le nuove frontiere della fisica dell’ultimo secolo hanno messo in grande discussione ribaltando l’ottica di osservazione.
Una nuova branca della medicina definita “quantistica” o “energetica” sta emergendo grazie anche alla spiegazione  dei fenomeni biologici con le nuove conoscenze dei campi elettrici, magnetici e biofisici informazionali.
In base a quest’ottica diventa fondamentale una completa rivalutazione dei sistemi biologici ancora visti sotto l’aspetto meccanicistico e di causa-effetto.
La malattia non diventa più un problema di solo aspetti biochimici e degenerativi o genetici ma diventa anche l’espressione di una rottura di regolazione sotto l’aspetto chimico-elettrico dovuta a mancanza di “informazioni” e di flusso energetico tra i vari livelli dell’aspetto mentale, emotivo e fisico.
La salute si avrà non solamente applicando giusti aspetti terapeutici e alimentari ad un corretto stile di vita, ma anche attraverso l’utilizzo di nuovi strumenti che veicoleranno a livello cellulare le informazioni mancanti sotto forma di frequenze e rimedi specifici omeopatici, omotossicologici e agopuntura ecc.
Oltre al corpo fisico, anche la mente può essere bersaglio di invio di frequenze che possono modificare aspetti legati a traumi passati o problemi psicologici.
La patologia che appare come un’alterazione della struttura molecolare del corpo diventa anche disturbo della rete elettromagnetica di controllo del traffico molecolare.
Si può intervenire sul livello chimico dell’organismo, fornendo sostanze chimiche adatte a rimuovere l’anomalia presente nella struttura molecolare con la Medicina Allopatica oppure sul livello elettromagnetico rimuovendo il disturbo che altera il traffico molecolare con la Medicina Quantistica o energetica.
Ogni cellula, ogni organo emette una sua frequenza che può essere legata a strutture sane, oppure può essere generata da quadri patologici legati a oscillazioni di disturbo. Tali informazioni frequenziali possono essere captate dal corpo mediante strumenti che permettono la lettura del sistema e di impostare un segnale di riequilibrio sulle frequenze alterate.
L’approccio consente di testare e al tempo stesso di riequilibrare il corpo fisico ed emozionale inserendo dati personali e clinici del paziente dopo una valutazione anamnestica, effettuabile anche on-line, permettendo anche a distanza di avere una valutazione energetica personale con l’impostazione di un approccio terapeutico individuale che verrà discusso con lo stesso.

REPORT DEL GOVERNO SVIZZERO MOSTRA L’EFFICACIA DELLA MEDICINA OMEOPATICA

REPORT DEL GOVERNO SVIZZERO MOSTRA L’EFFICACIA DELLA MEDICINA OMEOPATICA

Report del governo svizzero mostra l’efficacia della medicina omeopatica

Riccardo Lautizi

Il governo svizzero ha una storia di neutralità lunga ed ampiamente rispettata, pertanto i reports di questo governo su argomenti controversi devono essere considerati più seriamente rispetto ad altri reports provenienti da paesi maggiormente influenzati da forze politiche ed economiche. Se si considera che due delle cinque più importanti aziende farmaceutiche del mondo hanno sede in Svizzera, si potrebbe supporre che questo paese possa avere pesanti interessi nei confronti della medicina convenzionale, ma tali assunti sono sbagliati.

Alla fine del 2011, il report del governo svizzero rappresenta la valutazione più completa sulla medicina omeopatica mai scritta da un governo ed è stata appena pubblicata in forma di libro in lingua inglese (Bornhoft e Matthiessen, 2011).

Questo rapporto approfondito ha affermato che il trattamento omeopatico è efficace ed economico e che, le cure omeopatiche dovrebbero essere rimborsate dal programma nazionale di assicurazione sanitaria.

L’inchiesta del governo svizzero sull’omeopatia e sui trattamenti complementari e alternativi (CAM) nasce da un’elevata domanda e da un diffuso utilizzo di trattamenti alternativi alla medicina convenzionale in Svizzera, non solo dai consumatori, ma anche dai medici. Circa la metà della popolazione svizzera ha utilizzato e valorizzato i trattamenti CAM. Inoltre, circa la metà dei medici svizzeri sostiene che i trattamenti CAM siano efficaci. Ancora più significativo, l’85% della popolazione svizzera vuole che le terapie CAM siano riconosciute ed inserite nel programma di assicurazione sanitaria del loro paese.

Non sorprende pertanto che più del 50% della popolazione svizzera presa in esame preferisce un ospedale che fornisce trattamenti CAM invece di uno che si limita alle cure mediche convenzionali.

A partire dal 1998, il governo svizzero ha deciso di allargare la sua assicurazione sanitaria nazionale per includere alcuni farmaci complementari e alternativi, compresa la medicina omeopatica, la medicina tradizionale cinese, la medicina fitoterapica, la medicina antroposofica e la terapia neurale. Questo rimborso era provvisorio, nel frattempo il governo svizzero ha commissionato un ampio studio su questi trattamenti per determinarne efficacia e convenienza. Il rimborso provvisorio per questi trattamenti alternativi è terminato nel 2005, ma a seguito di questo nuovo studio, il programma sanitario di assicurazione sanitaria del governo svizzero ha nuovamente ripreso a rimborsare l’omeopatia e a selezionare altri trattamenti alternativi. Infatti, come risultato di un referendum nazionale in cui più di due terzi degli elettori ha sostenuto l’inclusione di medicinali omeopatici nel programma nazionale di assicurazione sanitaria svizzera, il settore della medicina complementare e alternativa è diventato parte della Costituzione (Dacey, 2009; Rist, Schwabl, 2009).

I farmaci omeopatici hanno un effetto regolatore sulle cellule

La “valutazione delle tecnologie sanitarie” del governo svizzero sulla medicina omeopatica è molto più completa di qualsiasi precedente relazione governativa scritta su questo argomento fino ad oggi. Non solo questa relazione ha esaminato attentamente le evidenze scientifiche provenienti da prove cliniche randomizzate a doppio cieco e placebo sui farmaci omeopatici, è stata anche valutata l’efficacia reale, nonché la sicurezza e la convenienza in termini di costi. Il report ha inoltre condotto una revisione altamente completa del grande corpo di ricerca preclinica (ricerca fisico-chimica, studi botanici, studi sugli animali e studi in vitro con cellule umane).

Inoltre, questa relazione ha valutato recensioni sistematiche e metanalisi, studi sui risultati e ricerca epidemiologica. Questa ampia revisione ha esaminato attentamente gli studi condotti sia in termini di qualità dell’esecuzione della ricerca stessa (chiamata “validità interna”) sia in termini di validità per il modo in cui l’omeopatia è comunemente praticata (detta “validità esterna”). L’argomento della validità esterna è di particolare importanza poiché alcuni scienziati e medici conducono ricerche sull’omeopatia con poca o nessuna comprensione di questo tipo di medicina (alcuni studi hanno testato una medicina omeopatica raramente utilizzata per la condizione testata, mentre altri utilizzavano medicine non comunemente indicate per specifici pazienti). Quando tali studi dimostravano inevitabilmente che la medicina omeopatica non funzionava, la valutazione reale e accurata deve essere che questi studi sono stati istituiti per negare l’efficacia dell’omeopatia … o semplicemente lo studio è stato un trial esplorativo che ha cercato di valutare i risultati di un nuovo trattamento (sperimentazioni esplorative di questo tipo non sono intese a dimostrare o contestare il sistema dell’omeopatia, ma solo per valutare quel trattamento specifico per una persona con una condizione specifica).

Dopo aver valutato la ricerca di base pre-clinica e gli studi clinici di alta qualità, la relazione svizzera ha affermato che l’elevata efficacia delle cure omeopatiche sembra indurre effetti regolatori (ad esempio, effetti di bilanciamento o normalizzazione) e cambiamenti specifici nelle cellule o negli organismi viventi. La relazione ha anche riferito che 20 dei 22 riesami sistematici dei test di ricerca clinica sui farmaci omeopatici hanno rilevato almeno una tendenza a favore dell’omeopatia. (Bornhöft, Wolf, von Ammon, et al, 2006)

Omeopatia più efficace dei farmaci convenzionali nelle infezioni delle vie respiratorie ed allergie

Il report svizzero ha fatto emergere una prova particolarmente forte per sostenere il trattamento omeopatico nelle infezioni delle vie respiratorie superiori e nelle allergie respiratorie. Il rapporto ha citato 29 studi in “Upper Respiratory Tract Infections/AllergicReactions” di cui 24 studi hanno avuto esito positivo a favore dell’omeopatia. Inoltre, sei su sette studi che hanno confrontato il trattamento omeopatico con il trattamento medico convenzionale hanno dimostrato che l’omeopatia è più efficace degli interventi medici convenzionali (un altro studio ha considerato il trattamento omeopatico come equivalente al trattamento medico convenzionale). Tutti questi risultati derivanti dal trattamento omeopatico sono stati ottenuti senza gli effetti collaterali comuni del trattamento farmacologico convenzionale. Nel valutare solo i trial randomizzati controllati con placebo, 12 su 16 studi hanno mostrato un risultato positivo a favore dell’omeopatia.

Come è nata la storia che l’omeopata non funzionava

Gli autori del report svizzero riconoscono che una parte del riesame globale della ricerca includeva una valutazione negativa della ricerca clinica in omeopatia (Shang, et al, 2005). Questo studio aveva concluso che l’omeopatia non funziona. Tuttavia, gli autori hanno osservato che questa revisione della ricerca è stata ampiamente e duramente criticata sia dai sostenitori che dai non sostenitori dell’omeopatia. Il report ha rilevato che la squadra di Shang non ha rispettato le linee guida QUORUM standard ed ampiamente riconosciute per le relazioni scientifiche (Linde, Jonas, 2005).

Il team di Shang ha valutato inizialmente 110 studi clinici omeopatici e poi ha cercato di confrontarli con 110 studi medici convenzionali. Shang e il suo team hanno determinato che c’erano 22 “studi di alta qualità” omeopatici, ma solo 9 studi medici convenzionali di “alta qualità”. Invece di confrontare questi trial di alta qualità (che avrebbero mostrato un risultato positivo per l’omeopatia), la squadra di Shang creò criteri per ignorare la maggior parte degli studi omeopatici di alta qualità, a sostegno quindi della loro ipotesi originaria e cioè che i medicinali omeopatici potrebbero non essere efficaci (Lüdtke, Rutten, 2008).

Il rapporto svizzero rileva inoltre che il dott. David Sackett, medico canadese, generalmente considerato uno dei più eminenti pionieri della “medicina basata sull’evidenza scientifica”, ha espresso serie preoccupazioni per quei ricercatori e medici che considerano i trial randomizzati e a doppio cieco l’unico modo per determinare se un trattamento è efficace o no.

Dana Ullman, omeopata americano e uno dei maggiori studiosi e conferenzieri sull’argomento, autore di numerosi libri e del portale homeopathic.com, afferma che per determinare se un trattamento sia “efficace” o “scientificamente provato”, è necessaria una valutazione molto più completa su ciò che funziona e ciò che non funziona.

Per concludere, il report del governo svizzero sull’omeopatia rappresenta una valutazione dell’omeopatia che comprende un esame sia dei trial randomizzati a doppio cieco sia di altre evidenze scientifiche, ciò ha contribuito a determinare il fatto che i medicinali omeopatici sono effettivamente efficaci.”

REPORT DEL GOVERNO SVIZZERO MOSTRA L’EFFICACIA DELLA MEDICINA OMEOPATICA

Dott. Mauro Piccini

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