COMUNICAZIONE

COMUNICAZIONE

Buongiorno a tutti,

con la speranza che questa emergenza rientri al più presto, volevo comunicarvi che sono disponibile GRATUITAMENTE (esclusivamente per consulenze di ascolto e counseling, che non prevedono indicazione terapeutica) il sabato mattina dalle ore 10.00 alle ore 14.00 per supportarvi nell’affrontare un momento che probabilmente nessuno ha mai vissuto.
Confido che comprendiate che questo spazio è attivo non per passatempo ma per serie difficoltà emozionali o semplice conforto.

Di fronte a una crisi sanitaria di così vasta portata ho deciso di attivare la Consulenza on-line. Il video consulto (su Skype o Whatsapp video) omeopatico, fitoterapico, omotossicologico o di medicina funzionale sarà disponibile sia per coloro che necessitano una continuazione terapeutica sia per nuovi pazienti (anche distanti) dotati di documentazione diagnostica, per la cura di svariati disturbi acuti e cronici e per patologie di bambini e adulti.
Questa modalità non prevede ovviamente l’utilizzo del Vegatest Expert.

Ho avviato l’utilizzo di un nuovo approccio di Medicina Quantistica (on-line e non) attraverso una strumentazione che elabora dati personali e clinici del paziente dopo un’analisi anamnestica che permette una valutazione energetica, fisica ed emozionale con l’impostazione di un approccio terapeutico individuale.

I costi della consulenza on-line saranno differenti in base all’approccio e alla durata del consulto. Ovviamente appena consentito riprenderà la consueta attività ambulatoriale.

Per ulteriori informazioni o delucidazioni, lo studio rimarrà a disposizione. Non esitate a contattarci telefonicamente o via email.

Dott. Mauro Piccini

Allego sintetica descrizione:
MEDICINA QUANTISTICA: LA NUOVA MEDICINA
Il concetto applicato in medicina è ancora radicalmente legato ad una visione dell’ individuo che le nuove frontiere della fisica dell’ultimo secolo hanno messo in grande discussione ribaltando l’ottica di osservazione.
Una nuova branca della medicina definita “quantistica” o “energetica” sta emergendo grazie anche alla spiegazione  dei fenomeni biologici con le nuove conoscenze dei campi elettrici, magnetici e biofisici informazionali.
In base a quest’ottica diventa fondamentale una completa rivalutazione dei sistemi biologici ancora visti sotto l’aspetto meccanicistico e di causa-effetto.
La malattia non diventa più un problema di solo aspetti biochimici e degenerativi o genetici ma diventa anche l’espressione di una rottura di regolazione sotto l’aspetto chimico-elettrico dovuta a mancanza di “informazioni” e di flusso energetico tra i vari livelli dell’aspetto mentale, emotivo e fisico.
La salute si avrà non solamente applicando giusti aspetti terapeutici e alimentari ad un corretto stile di vita, ma anche attraverso l’utilizzo di nuovi strumenti che veicoleranno a livello cellulare le informazioni mancanti sotto forma di frequenze e rimedi specifici omeopatici, omotossicologici e agopuntura ecc.
Oltre al corpo fisico, anche la mente può essere bersaglio di invio di frequenze che possono modificare aspetti legati a traumi passati o problemi psicologici.
La patologia che appare come un’alterazione della struttura molecolare del corpo diventa anche disturbo della rete elettromagnetica di controllo del traffico molecolare.
Si può intervenire sul livello chimico dell’organismo, fornendo sostanze chimiche adatte a rimuovere l’anomalia presente nella struttura molecolare con la Medicina Allopatica oppure sul livello elettromagnetico rimuovendo il disturbo che altera il traffico molecolare con la Medicina Quantistica o energetica.
Ogni cellula, ogni organo emette una sua frequenza che può essere legata a strutture sane, oppure può essere generata da quadri patologici legati a oscillazioni di disturbo. Tali informazioni frequenziali possono essere captate dal corpo mediante strumenti che permettono la lettura del sistema e di impostare un segnale di riequilibrio sulle frequenze alterate.
L’approccio consente di testare e al tempo stesso di riequilibrare il corpo fisico ed emozionale inserendo dati personali e clinici del paziente dopo una valutazione anamnestica, effettuabile anche on-line, permettendo anche a distanza di avere una valutazione energetica personale con l’impostazione di un approccio terapeutico individuale che verrà discusso con lo stesso.

REPORT DEL GOVERNO SVIZZERO MOSTRA L’EFFICACIA DELLA MEDICINA OMEOPATICA

REPORT DEL GOVERNO SVIZZERO MOSTRA L’EFFICACIA DELLA MEDICINA OMEOPATICA

Report del governo svizzero mostra l’efficacia della medicina omeopatica

Riccardo Lautizi

Il governo svizzero ha una storia di neutralità lunga ed ampiamente rispettata, pertanto i reports di questo governo su argomenti controversi devono essere considerati più seriamente rispetto ad altri reports provenienti da paesi maggiormente influenzati da forze politiche ed economiche. Se si considera che due delle cinque più importanti aziende farmaceutiche del mondo hanno sede in Svizzera, si potrebbe supporre che questo paese possa avere pesanti interessi nei confronti della medicina convenzionale, ma tali assunti sono sbagliati.

Alla fine del 2011, il report del governo svizzero rappresenta la valutazione più completa sulla medicina omeopatica mai scritta da un governo ed è stata appena pubblicata in forma di libro in lingua inglese (Bornhoft e Matthiessen, 2011).

Questo rapporto approfondito ha affermato che il trattamento omeopatico è efficace ed economico e che, le cure omeopatiche dovrebbero essere rimborsate dal programma nazionale di assicurazione sanitaria.

L’inchiesta del governo svizzero sull’omeopatia e sui trattamenti complementari e alternativi (CAM) nasce da un’elevata domanda e da un diffuso utilizzo di trattamenti alternativi alla medicina convenzionale in Svizzera, non solo dai consumatori, ma anche dai medici. Circa la metà della popolazione svizzera ha utilizzato e valorizzato i trattamenti CAM. Inoltre, circa la metà dei medici svizzeri sostiene che i trattamenti CAM siano efficaci. Ancora più significativo, l’85% della popolazione svizzera vuole che le terapie CAM siano riconosciute ed inserite nel programma di assicurazione sanitaria del loro paese.

Non sorprende pertanto che più del 50% della popolazione svizzera presa in esame preferisce un ospedale che fornisce trattamenti CAM invece di uno che si limita alle cure mediche convenzionali.

A partire dal 1998, il governo svizzero ha deciso di allargare la sua assicurazione sanitaria nazionale per includere alcuni farmaci complementari e alternativi, compresa la medicina omeopatica, la medicina tradizionale cinese, la medicina fitoterapica, la medicina antroposofica e la terapia neurale. Questo rimborso era provvisorio, nel frattempo il governo svizzero ha commissionato un ampio studio su questi trattamenti per determinarne efficacia e convenienza. Il rimborso provvisorio per questi trattamenti alternativi è terminato nel 2005, ma a seguito di questo nuovo studio, il programma sanitario di assicurazione sanitaria del governo svizzero ha nuovamente ripreso a rimborsare l’omeopatia e a selezionare altri trattamenti alternativi. Infatti, come risultato di un referendum nazionale in cui più di due terzi degli elettori ha sostenuto l’inclusione di medicinali omeopatici nel programma nazionale di assicurazione sanitaria svizzera, il settore della medicina complementare e alternativa è diventato parte della Costituzione (Dacey, 2009; Rist, Schwabl, 2009).

I farmaci omeopatici hanno un effetto regolatore sulle cellule

La “valutazione delle tecnologie sanitarie” del governo svizzero sulla medicina omeopatica è molto più completa di qualsiasi precedente relazione governativa scritta su questo argomento fino ad oggi. Non solo questa relazione ha esaminato attentamente le evidenze scientifiche provenienti da prove cliniche randomizzate a doppio cieco e placebo sui farmaci omeopatici, è stata anche valutata l’efficacia reale, nonché la sicurezza e la convenienza in termini di costi. Il report ha inoltre condotto una revisione altamente completa del grande corpo di ricerca preclinica (ricerca fisico-chimica, studi botanici, studi sugli animali e studi in vitro con cellule umane).

Inoltre, questa relazione ha valutato recensioni sistematiche e metanalisi, studi sui risultati e ricerca epidemiologica. Questa ampia revisione ha esaminato attentamente gli studi condotti sia in termini di qualità dell’esecuzione della ricerca stessa (chiamata “validità interna”) sia in termini di validità per il modo in cui l’omeopatia è comunemente praticata (detta “validità esterna”). L’argomento della validità esterna è di particolare importanza poiché alcuni scienziati e medici conducono ricerche sull’omeopatia con poca o nessuna comprensione di questo tipo di medicina (alcuni studi hanno testato una medicina omeopatica raramente utilizzata per la condizione testata, mentre altri utilizzavano medicine non comunemente indicate per specifici pazienti). Quando tali studi dimostravano inevitabilmente che la medicina omeopatica non funzionava, la valutazione reale e accurata deve essere che questi studi sono stati istituiti per negare l’efficacia dell’omeopatia … o semplicemente lo studio è stato un trial esplorativo che ha cercato di valutare i risultati di un nuovo trattamento (sperimentazioni esplorative di questo tipo non sono intese a dimostrare o contestare il sistema dell’omeopatia, ma solo per valutare quel trattamento specifico per una persona con una condizione specifica).

Dopo aver valutato la ricerca di base pre-clinica e gli studi clinici di alta qualità, la relazione svizzera ha affermato che l’elevata efficacia delle cure omeopatiche sembra indurre effetti regolatori (ad esempio, effetti di bilanciamento o normalizzazione) e cambiamenti specifici nelle cellule o negli organismi viventi. La relazione ha anche riferito che 20 dei 22 riesami sistematici dei test di ricerca clinica sui farmaci omeopatici hanno rilevato almeno una tendenza a favore dell’omeopatia. (Bornhöft, Wolf, von Ammon, et al, 2006)

Omeopatia più efficace dei farmaci convenzionali nelle infezioni delle vie respiratorie ed allergie

Il report svizzero ha fatto emergere una prova particolarmente forte per sostenere il trattamento omeopatico nelle infezioni delle vie respiratorie superiori e nelle allergie respiratorie. Il rapporto ha citato 29 studi in “Upper Respiratory Tract Infections/AllergicReactions” di cui 24 studi hanno avuto esito positivo a favore dell’omeopatia. Inoltre, sei su sette studi che hanno confrontato il trattamento omeopatico con il trattamento medico convenzionale hanno dimostrato che l’omeopatia è più efficace degli interventi medici convenzionali (un altro studio ha considerato il trattamento omeopatico come equivalente al trattamento medico convenzionale). Tutti questi risultati derivanti dal trattamento omeopatico sono stati ottenuti senza gli effetti collaterali comuni del trattamento farmacologico convenzionale. Nel valutare solo i trial randomizzati controllati con placebo, 12 su 16 studi hanno mostrato un risultato positivo a favore dell’omeopatia.

Come è nata la storia che l’omeopata non funzionava

Gli autori del report svizzero riconoscono che una parte del riesame globale della ricerca includeva una valutazione negativa della ricerca clinica in omeopatia (Shang, et al, 2005). Questo studio aveva concluso che l’omeopatia non funziona. Tuttavia, gli autori hanno osservato che questa revisione della ricerca è stata ampiamente e duramente criticata sia dai sostenitori che dai non sostenitori dell’omeopatia. Il report ha rilevato che la squadra di Shang non ha rispettato le linee guida QUORUM standard ed ampiamente riconosciute per le relazioni scientifiche (Linde, Jonas, 2005).

Il team di Shang ha valutato inizialmente 110 studi clinici omeopatici e poi ha cercato di confrontarli con 110 studi medici convenzionali. Shang e il suo team hanno determinato che c’erano 22 “studi di alta qualità” omeopatici, ma solo 9 studi medici convenzionali di “alta qualità”. Invece di confrontare questi trial di alta qualità (che avrebbero mostrato un risultato positivo per l’omeopatia), la squadra di Shang creò criteri per ignorare la maggior parte degli studi omeopatici di alta qualità, a sostegno quindi della loro ipotesi originaria e cioè che i medicinali omeopatici potrebbero non essere efficaci (Lüdtke, Rutten, 2008).

Il rapporto svizzero rileva inoltre che il dott. David Sackett, medico canadese, generalmente considerato uno dei più eminenti pionieri della “medicina basata sull’evidenza scientifica”, ha espresso serie preoccupazioni per quei ricercatori e medici che considerano i trial randomizzati e a doppio cieco l’unico modo per determinare se un trattamento è efficace o no.

Dana Ullman, omeopata americano e uno dei maggiori studiosi e conferenzieri sull’argomento, autore di numerosi libri e del portale homeopathic.com, afferma che per determinare se un trattamento sia “efficace” o “scientificamente provato”, è necessaria una valutazione molto più completa su ciò che funziona e ciò che non funziona.

Per concludere, il report del governo svizzero sull’omeopatia rappresenta una valutazione dell’omeopatia che comprende un esame sia dei trial randomizzati a doppio cieco sia di altre evidenze scientifiche, ciò ha contribuito a determinare il fatto che i medicinali omeopatici sono effettivamente efficaci.”

REPORT DEL GOVERNO SVIZZERO MOSTRA L’EFFICACIA DELLA MEDICINA OMEOPATICA

Dott. Mauro Piccini

SONNO E MICROBIOTA INTESTINALE

SONNO E MICROBIOTA INTESTINALE

In questa sede desidero focalizzare l’attenzione sulla composizione del microbiota intestinale in funzione del sonno e valutare dalla letteratura se i due elementi, sonno e microbiota, possono influenzarsi reciprocamente e se un eventuale disequilibrio può avere effetti sulla salute.

Le modalità di collegamento ed influenza tra microbiota e cervello sono quattro:

  • la prima via è quella della regolazione immunitaria.
    I batteri intestinali influenzano la funzione cerebrale attraverso l’interazione con le cellule immunitarie che regolano la produzione di citochine, di prostaglandine, in particolare PGE2, e di altri micro-fattori immunitari.
  • la seconda via è quella neuroendocrina.
    La mucosa intestinale contiene almeno 20 tipi di cellule entero-endocrine. tanto da far considerare l’intestino come l’organo endocrino più esteso dell’organismo.
    Il microbiota intestinale può influenzare l’Asse Ipotalamo-Ipofisi-Surrene ed il collegamento con il Sistema Nervoso Centrale, sia- attraverso questo- la secrezione di cortisolo, triptofano e serotonina.
  • la terza via è quella del nervo vago.
    Il microbiota intestinale può influenzare attraverso i recettori neuronali situati nel Plesso Mioenterico e da qui stimolare informazioni ascendenti mediate dal nervo vago.
  • la quarta via è quella dell’assorbimento delle sostanze tossiche.
    Direttamente o indirettamente i batteri componenti il microbioma intestinale producono sostanze che, se in eccesso o se favorite dalla rottura delle giunzioni serrate, riescono ad attraversare la barriera enterica, entrare in circolo e raggiungere il cervello o perché autorizzate al passaggio attraverso la Barriera ematoencefalica o perchè questa, a causa dell’infiammazione silente e persistente, è diventata permeabile alle tossine.

Queste quattro vie di comunicazione tra intestino e cervello assumono un’importanza fondamentale per la salute, soprattutto se correlate allo stile di vita.

I batteri che popolano l’intestino hanno evidenziato ritmi circadiani sia nella composizione della popolazione delle colonie sia sull’attività funzionale.
Alcuni lavori hanno evidenziato che Clostridi, Lattobacilli e Bacterioidi, che rappresentano circa il 60 % dell’intero microbiota intestinale, mostrano fluttuazioni diurne significative.
Bacteroides e Firmicutes, in particolare, hanno dimostrato variazioni cicliche correlate non soltanto all’assunzione ritmica del cibo e più in generale alla dieta, ma anche alle funzioni scandite dall’orologio biologico dell’ospite.

In diverse occasioni è stato dimostrato che il mancato rispetto del ritmo sonno/veglia in funzione della presenza di luce naturale e dell’espressione dei geni orologio può interferire in modo bilaterale con la composizione del microbiota intestinale. Ciò è particolarmente evidente nelle persone che per ragioni lavorative o, per stile di vita sono costrette ad attività notturne o comunque a non rispettare il ritmo sonno/veglia.

La perturbazione dell’Asse cervello-microbiota sono state associate a disturbi gastroenterici, depressione, malattia di Parkinson, ansia e riduzione delle capacità cognitive.

Poiché diverse patologie sono correlate alla circadianità del Sistema Neuroendocrino, è possibile che vi sia una correlazione tra malattia, ritmo sonno/veglia e composizione del microbiota intestinale.

Uno studio ha dimostrato che la mutazione dei geni orologio (geni che regolano i ritmi) all’interno di una popolazione di ratti provava l’alterazione del microbiota e che questa viene esacerbata da stimoli dietetici. Questo risultato evidenzia che la popolazione intestinale svolge un ruolo cruciale nel mantenimento della normale espressione dei geni dell’ ospite.
In questa rubrica ho già scritto circa l’importanza del sonno anche per ciò che riguarda il drenaggio tossinico cerebrale. In particolare, è stato evidenziato come il Sistema Glinfatico operi durante le ore notturne quando la produzione di noradrenalina diminuisce, fino quasi ad esaurirsi.
Questo neurotrasmettitore ad attività simil-ormonale prodotto dal surrene è in stretta connessione con lo stress che, tra l’altro, è in grado di provocare disturbi della qualità del sonno.

E’ possibile correlare questi due elementi con la composizione del microbiota intestinale in un unicum funzionale in cui ognuno di questi tre attori può influenzare in maniera fisiologica o patologica lo stato di salute dell’individuo. Una disbiosi intestinale può essere causa di stress e/o di alterazione della qualità del sonno.
Ciascuno di questi elementi può essere il primum movens di disturbi che riguardano gli altri due.

Tutto questo si inserisce in un contesto di valutazione dello stile di vita in generale, non solo alimentare, allo scopo di coordinare le diverse componenti dello stile di vita in funzione del recupero della salute.

I punti da prendere in considerazione sono:

  • Qualità del sonno. Occorre indicare l’importanza di un sonno ristoratore che duri almeno 6 ore (non più di 9) in un ambiente aerato, buio, privo di influenze elettromagnetiche.
  • Ritmo e qualità dei pasti. Bisogna focalizzare l’attenzione sul ritmo dei pasti che, in particolare, rispetti le pause tra un pasto e l’altro e che preveda una cena leggera in funzione proprio della qualità del sonno.
  • Gestione dello stress. Inserire pause quotidiane di relax, meditazione, lettura, preghiera ecc. in modo da ridurre al massimo l’esposizione ai momenti stressogeni.
  • Attività fisica. Si rileva uno strumento indispensabile sia per l’eliminazione delle tossine metaboliche sia per la produzione di endorfine ad azione antistress.

Da La Medicina Biologica n. 163
Dott. Mauro Piccini

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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VITAMINA C: EFFICACE CONTRO VIRUS E BATTERI

VITAMINA C: EFFICACE CONTRO VIRUS E BATTERI

La vitamina C è in grado di contrastare i processi di ossidazione che avvengono nell’organismo e che sono strettamente correlati con l’invecchiamento e con le malattie provocate da virus e batteri.

La vitamina C (acido ascorbico o ascorbato, nel caso in cui ci si riferisca al sale sodico derivato dall’acido) è, com’è noto, un nutriente essenziale per l’organismo dell’uomo che, contrariamente alla stragrande maggioranza degli altri mammiferi, non essendo in grado di sintetizzarla per proprio conto, deve garantirsene l’apporto mediante l’alimentazione.

Quali sono le funzioni della vitamina C?

Contenuta in minime quantità negli agrumi, nella frutta e in molti vegetali, e in maggiori quantità in alcuni frutti “esotici”, la vitamina C assunta con gli alimenti, viene solo in piccola parte assorbita per svolgere le sue funzioni, che sono molto complesse e ancora non del tutto chiarite, ma che, a grandi linee, si possono distinguere in:

A) funzione enzimatica o “antiossidante” o “fisiologica”. La vitamina C, è il coenzima di almeno otto enzimi fondamentali per le cellule dell’organismo. In questo ruolo è coinvolta nel metabolismo dei neurotrasmettitori, dei lipidi e del collagene e, più in generale, il suo effetto antiossidante protegge l’organismo dagli effetti tossici dei radicali dell’ossigeno, che causano danni alle strutture cellulari determinando una vasta gamma di patologie, che spaziano da raffreddore comune alle malattie neurodegenerative, cardiovascolari e neoplastiche;

B) funzione pro-ossidante o “farmacologica”, che, in vitro, si estrinseca con uno straordinario effetto tossico, specifico e selettivo, sulle cellule tumorali.

Vitamina C: scarso interesse per una molecola non brevettabile

Di fatto, le funzioni della vitamina C sono molteplici, complesse e, purtroppo, non ancora definitivamente chiarite, dato lo scarso interesse della “comunità scientifica” per questa molecola, dai costi molto bassi e non brevettabile.

Contrariamente a quanto tramandatoci dalla tradizione della Medicina moderna, questa sorprendente molecola è, al tempo stesso, “riducente” e, “ossidante”, proprietà che ci consente di inquadrarla nel più ampio gruppo di sostanze definite “redox” (dalla combinazione dei termini inglesi “reducing” e “oxidating”).

Come tale, la vitamina C, è in grado da un lato di contrastare i processi di ossidazione che avvengono nell’organismo e che sono strettamente correlati con l’invecchiamento e la malattia (incluso il cancro) accentuando i processi ossidativi all’interno della cellula tumorale che, diversamente da quella normale, non possiede meccanismi di difesa efficienti contro i processi di ossidazione.

Illustri scienziati, come Irwin Stone, Linus Pauling, Albert Szent-Gyӧrgy e moltissimi altri, raccomandavano l’uso quotidiano di dosi massicce di Vitamina C, per prevenire tutte le malattie e garantire uno stato di salute ottimale; ma, da oltre settant’ anni, continuiamo ad ignorare questo consiglio!

Dott. Mauro Piccini
https://www.scienzaeconoscenza.it/

 

INTESTINO PULITO

INTESTINO PULITO

L’intestino viene definito anche come “secondo” cervello: ha innervazione propria indipendente dal Sistema Nervoso Centrale; è organo endocrino in quanto produce sostanze ormonali e network di comunicazione biochimica; è, inoltre, organo di confine dotato di un complesso sistema di controllo tanto da essere considerato parte integrante del Sistema immunitario.

E’ strettamente connesso con l’Asse ipotalamo-ipofisi-surrene; è.infatti, uno degli interpreti principali nella complessa rappresentazione dello stress.
E’ sede del microbiota intestinale, fucina di vitamine, proteine complesse e acidi grassi; è il solo organo in grado di produrre e trasmettere questi elementi vitali all’intero organismo.

Negli ultimi trent’anni la fisiologia degli organi del Tubo digerente è stata completamente rinnovata, approfondita e finalmente svelata.
Tutto ciò, purtroppo, non è molto servito a compiere sostanziali avanzamenti circa l’origine delle malattie: poco è conosciuto sull’origine della malattia di Crohn o della Colite ulcerosa, tantomeno sul perché del tumore del colon-retto che è, per incidenza il primo nel maschio ed il secondo nella femmina.

Riguardo alle intolleranze alimentari, i pareri medici sono molteplici e non sempre concordanti.
L’industria si adopera nella produzione di cibi innaturali, perché privi di nutrienti e composti da sostanze sospettate di essere “terribili nemici della salute”, ma nessuno si chiede perché qualcuno reagisce in modo diverso e, soprattutto, quale possa essere la reazione dell’organismo a questi “nuovi” alimenti, inevitabilmente ricchi di “chimica”.

La malattia infiammatoria intestinale ha uno stretto legame con lo stress, ma nessuno sa come contrastarla. E soprattutto nessuno sa come contrastare queste malattie.
Non progrediamo nella scoperta di nuovi farmaci e quelli attualmente considerati efficaci sono anti-qualcosa – antibiotici, antinfiammatori, ecc. ma nulla che si curi del terreno, ovvero delle condizioni dell’organismo che consentono alle malattie di attecchire.

Non abbiamo soluzioni a quest’ impasse, se non il tentativo di fare un passo ulteriore e diverso.

Von Bertalanffy per primo sostenne, nella Teoria dei Sistemi, che l’uomo è un Sistema di Flusso, ovvero una struttura che richiede energia, ha la capacità di trasformarla in lavoro e di eliminare le scorie che questo lavoro produce. Ovunque si arresti il flusso compare la malattia.

In considerazione di ciò analizziamo tre passaggi.
Il rifornimento di energia va inteso non solo come calorie ingerite, ma anche come materiale strutturale necessario. Un alimento carente di vitamine, ad esempio, non è completo e, dunque, rappresenta una minaccia per il sistema. Il lavoro della cellula per trasformare l’energia in azione vitale è strettamente dipendente dagli strumenti a disposizione e, ancora una volta, dalla qualità e completezza delle materie prime fornite.
Da ultimo i sistemi di drenaggio tossinico devono funzionare in modo corretto. Una qualunque alterazione dell’eliminazione delle scorie deve essere considerata come una fonte di malattia.

Prendiamo in considerazione il funzionamento basico dell’intestino, ovvero, l’eliminazione delle feci. In virtù di quanto affermato possiamo sostenere che un intestino che non funziona è una delle cause di malattia, non solo di quelle intestinali.

Limitando la nostra attenzione al colon e alla sua funzione di produzione e di eliminazione delle feci (con riassorbimento di acqua) cerchiamo di comprendere la dinamica del suo malfunzionamento e le possibili soluzioni.

1)  Il microbiota intestinale può essere alterato nei rapporti tra le colonie, produrre maggiori quantità di gas e di sostanze tossiche e minori quantità di sostanze indispensabili.
2) La funzione intestinale può essere minata da una carenza di afflusso ematico perché convogliato in altri distretti a causa dello stress cronico.
3) L’eliminazione delle feci è connessa con atteggiamenti psicologici che ne alterano la regolare funzionalità e periodicità.
4) Uno stato di infiammazione silente può condizionare la permeabilità della mucosa e lasciare entrare in circolo ematico sostanze potenzialmente pericolose e tossiche.
5) Le feci possano essere eccessivamente collose ed aderire alla parete intestinale in modo semi-permanente.

LE SOLUZIONI

1) Occorre insistere sulla ricolonizzazione dell’intestino con i 3 strumenti a nostra disposizione:
probiotici, prebiotici e stile di vita.
Ricordiamo che il probiotico può avere due funzioni, in acuto risolve un’alterazione immediata come una diarrea o un’infiammazione, ma la terapia per la disbiosi è lunga ed articolata nell’ordine di alcuni mesi di trattamento.
Per questo motivo è necessario associare i prebiotici, soprattutto se il paziente non è in grado o propenso a cambiare stile di vita.
Intervenire su quest’ultimo non è opzionale. L’intestino non riprende funzionalità senza la quantità ottimale di fibre, il movimento sufficiente e la corretta idratazione.

2) Lavorare sullo stress è di fondamentale importanza.

3) La digestione, a ben riflettere, è un processo infiammatorio. Una volta avviato il complesso meccanismo-biochimico della gestione del cibo, l’intera parete intestinale richiede più sangue, più cellule ematiche per affrontare il” nemico cibo”, riconoscerlo, suddividerlo, accettarlo o respingerlo.
La scelta di un alimento corretto, biologico e di provenienza conosciuta, che rispetti la stagionalità, che valga, che sia trattato il meno possibile dell’industria alimentare, si traduce in ultima analisi in una diminuzione della reazione infiammatoria dell’intestino.

Anche dare ordine all’ alimentazione con opportune pause tra i pasti può essere considerato un intervento antiinfiammatorio.
Ripristinare l’eubiosi intestinale e lavorare sullo stress sono procedure finalizzate allo stesso obiettivo.

4) La qualità delle feci è condizionata dal cibo, dai batteri e dalla qualità della peristalsi. Un eccesso di farine raffinate produce feci più collose ed aderenti alle pareti del colon.
In questo caso, oltre all’inevitabile infiammazione che ne consegue, la parete del colon può partecipare meno alla spinta peristaltica.
Un eccesso di grassi può rendere le feci dure e di difficile progressione; alterazioni batteriche possono produrre un eccesso di fermentazione con dolori e gonfiore; una carenza alimentare di fibre può ridurre la produzione gassosa dei batteri al punto di rallentare la progressione fecale per mancata distensione delle pareti.

Occorre intervenire inserendo farine integrali in luogo di quelle raffinate o, meglio, cereali in chicchi; occorre anche adeguare l’introduzione delle fibre con frutta e verdura, idratare correttamente e, nel caso, ridurre anche l’eccesso ponderale.

Tratto da La Medicina Biologica n. 163

L’approccio con la medicina funzionale permette di analizzare e determinare i punti in carico ed impostare un adeguato trattamento a livello alimentare e comportamentale, affiancato ad un recupero funzionale con approccio fitoterapico ed omeopatico.

Dott. Mauro Piccini

 

 

 

 

PROBIOTICI: LE TRAPPOLE DEL WEB

PROBIOTICI: LE TRAPPOLE DEL WEB

Occhio alle informazioni on line sui probiotici: nella maggior parte dei casi sono di carattere commerciale, derivano da fonti poco affidabili, nascondono gli effetti collaterali e promuovono impieghi non supportati da dati scientifici sufficienti.

L’allarme giunge dalle colonne di Frontiers in medicine per voce di un gruppo di ricercatori guidati dall’italiano Pietro Ghezzi che, dopo anni di lavoro all’Istituto Mario Negri di Milano, dal 2008 insegna alla Brighton and Sussex medical school in Inghilterra.

Alla luce del grande interesse che suscita l’argomento e della mole di dati circolanti, Ghezzi e colleghi hanno deciso di valutare le informazioni a cui il pubblico è esposto in caso di ricerche online.

Sono state prese in esame le prime 150 pagine web risultanti da una ricerca su Google con la parola chiave  probiotici. Diversi i criteri di valutazione. Innanzitutto, il profilo della fonte (commerciale, istituzionale, giornalistico-informativa, professionale e così via). Poi il cosiddetto punteggio Jama (Journal of the american medical association) basato su: presenza di firma/autore, data di pubblicazione e aggiornamento, indicazione del proprietario del sito e citazione delle referenze bibliografiche. E, ancora, presenza dell’HONcode, una certifcazione terza del sito basata su elementi quali, per esempio, autorevolezza, trasparenza, protezione dei dati, citazione delle fonti. Infine, gli autori annotavano se venivano indicate le specie dei microrganismi citati e se l’informazione fosse completa in termini di potenziali benefici ed effetti collaterali. Le evidenze scientifiche dei benefici promessi sono state verificate usando come riferimento la Cochrane library.

I risultati hanno evidenziato come soltanto il 10% delle pagine web soddisfaceva tutti i criteri di valutazione, solo il 40% riportava informazioni prudenti sui benefici, solo il 35% aveva riferimenti bibliografici e solo il 25% menzionava potenziali effetti collaterali.

“Tali dati ci hanno portato a diverse conclusioni” sottolineano gli autori. “Innanzitutto, le tipologie più frequenti di pagine web restituite da Google sono di carattere commerciale. Queste, poi, forniscono mediamente le informazioni meno affidabili e molti dei benefici dichiarati non sono supportati da prove scientifiche. In molti casi addirittura i risultati di ricerche sui topi sono stati utilizzati per sostenere affermazioni sui benefici dei probiotici nell’uomo”.

Non solo brutte notizie, però. Infatti, la cosiddetta Top10, ovvero i primi dieci risultati della ricerca on line, che poi sono quelli su cui si sofferma la maggior parte delle nostre scelte, è risultata quella con il giudizio qualitativo migliore, segno che Google ha impostato criteri rigorosi al suo algoritmo per la classificazione dei siti.

Così conclude Ghezzi: “E’ un bene che Google abbia sviluppato nel tempo parametri severi per valutare i siti web relativi alla salute. Ciononostante, però, dovremmo sempre chiederci da dove provengono le informazioni che stiamo ricevendo. Google dà la priorità alle pagine web contenenti le informazioni più complete e scientificamente affidabili sui probiotici e questi hanno un posizionamento più elevato rispetto ai siti web commerciali. Tuttavia, il fatto che vi sia una così grande quantità di informazioni orientate al mercato risulta un problema laddove i consumatori sono invece alla ricerca di risposte trasparenti e non condizionate”.

http://www.nutrientiesupplementi.it/index.php/attualita/item/713-le-trappole-del-web-nell-informazione-sui-probiotici

Dott. Mauro Piccini

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