L’ORO AVVELENATO

L’ORO AVVELENATO

Abbiamo creato una società dove per sopravvivere devi sempre competere con qualcuno o qualcosa, dove occorre essere vincitori per essere uomini, dove vali solo se raggiungi…

Spiegare la trappola della performance ai ragazzi

Simone Biles non è una semplice ginnasta.
Simone è probabilmente la più grande ginnasta di tutti i tempi.
Quello che è accaduto … deve farci riflettere, non solo come genitori, ma come cittadini della ipermodernità.
Durante le finale a squadre si è ritirata lasciando stupito il mondo.
Un infortunio? No.

Ascoltate le sue parole:  “Devo concentrarmi sulla mia salute mentale. Dobbiamo proteggere la nostra mente e il nostro corpo e non sentirci OBBLIGATI a fare ciò che il mondo vuole che noi facciamo“.

Il Mito della Performance che domina il nostro tempo ci chiede di funzionare come macchine.
La sua diabolica astuzia è trasformare il DIRITTO DI PERFORMARE (e di avere successo) nell’OBBLIGO DI PERFORMARE (e avere successo).

Non solo nello sport, nella vita di tutti i giorni, nelle relazioni, a scuola, ma anche nella cura ossessiva del corpo, nel conto in banca…
Nel tempo antropologico della morte di Dio  “l’Io” ha sostituito Dio nel cielo, ma come Simone, siamo internamente lacerati dal DOVER brillare sempre e comunque come stelle lucenti.

Lo vediamo anche nei nostri ragazzi.
Siamo passati dal PARADIGMA DELLA COLPA (rispetto a criteri etico-morali) al PARADIGMA DELL’INADEGUATEZZA (rispetto a criteri di funzionamento).

Impariamo da Simone.

Impariamo a dire di NO.

Insegniamo ai nostri ragazzi a liberarsi dal dover essere perfetti, vincenti e popolari.

Liberiamo i nostri ragazzi (e forse anche noi stessi) da questa perversione.

Insegniamo loro a rifiutare questa medaglia d’oro avvelenata.

Per coltivare in classe “Menti critiche, cuori intelligenti” (Pearson).

da Stefano Rossi Didattica Cooperativa

Dott. Mauro Piccini

BUON NATALE

BUON NATALE

🔴Ogni anno ci troviamo a celebrare il Natale, un rito antico ormai alterato dal consumismo.
In chiave simbolica il messaggio del Natale potrebbe però trasformarsi in un’avventura per ciascuno di noi e diventare “viaggio dell’anima e nell’anima”.
Tutti possiamo, con il cuore libero, impegnarci ad abbattere i muri che ci separano e costruire ponti che ci uniscano, a vivere rapporti veri e leali dove si respira UNIONE e FRATELLANZA. Per fare questo è necessario che ciascuno di noi, nel proprio piccolo-grande spazio, superi l’egoismo, il pregiudizio, l’ostilità, l’intolleranza e molto altro e finalmente apra le braccia alla pazienza, all’umiltà, alla comprensione e al vero amore.

🔴 VIVIAMO INTERIORMENTE questo Natale affinché la sua LUCE riveli la sua origine divina e colmi il nostro spirito di pace, la nostra anima di luce e il nostro cuore di gioia.

❤️ Come per la nascita del Messia ricordiamo che alla notte si apre sempre una nuova aurora.

🔴 Quando la luce del Sole, la PRESENZA DIVINA, avrà illuminato e riscaldato tutti gli uomini, essi potranno riappropriarsi della loro integrità.

🔴 Riconciliamoci con la natura conflittuale del mondo e troviamo la forza di risalire verso l’alto. Risaliamo la corrente con gioia e positività e liberiamo le nostre SCINTILLE DI LUCE.

❤️ AUGURIAMO A TUTTI di vivere un Natale interiore, quello che ILLUMINA ogni uomo con la vera luce.

🌺 Buon Natale 🌺

Dott. Mauro Piccini
Cristin Gioia Naldi

PAROLE E VIBRAZIONI

PAROLE E VIBRAZIONI

Masaru Emoto è lo scienziato giapponese che ha dimostrato la capacità dell’acqua di memorizzare le informazioni e le vibrazioni che riceve dall’ambiente, dando forma a cristalli diversi per ogni tipo di messaggio. L’acqua sottoposta alle vibrazioni di parole e pensieri positivi forma dei cristalli bellissimi, simili a quelli della neve, l’acqua sottoposta alle vibrazioni di parole e pensieri negativi reagisce creando strutture amorfe e prive di armonia. Le frequenze delle preghiere, emozioni, musiche, parole scritte o pronunciate, influenzano la struttura molecolare dell’acqua.

Egli vide che le parole “amore e gratitudine” avevano dato all’acqua la forma di un cristallo meraviglioso che si era aperto come un fiore che sboccia.

Se vogliamo giocare e analizzare con la numerologia pitagorica le due parole (convertendo le lettere in numeri con la tabella di conversione pitagorica) vediamo a quali numeri a livello simbolico queste parole sono correlate:

A  M O  R  E

1  4   6  9  5 = 25 = 2+5 = 7

G  R  A  T  I  T  U  D  I  N  E
7  9   1  2  9 2  3  4  9  5  5  = 56 = 5+6 = 11

Amore = parola associata al numero 7, corrisponde all’archetipo del Saggio, rappresenta la sacralità e la saggezza ed è associata alla ricerca del divino. La parola amore unisce e armonizza ogni cosa nell’universo; amore è unità, intelligenza, silenzio, silenzio della mente e apertura del cuore affinché possano comunicare fluidamente tra di loro.

Gratitudine = parola associata al numero 11, corrisponde all’archetipo del Genio, è un catalizzatore che sintonizza la mente inferiore con la mente cosmica ed accelera i processi evolutivi; è ispirazione, è la luce dell’amore, è una scintilla che espande e splende.

Ricordiamo sempre che l’acqua ci ascolta e memorizza sul suo nastro magnetico le vibrazioni dei nostri pensieri e delle nostre emozioni.

Dato che l’acqua recepisce le informazioni vibrazionali delle parole e delle intenzioni, che ha una capacità di memoria e che l’uomo è per il 70% costituito da acqua, significa che molto del suo benessere o malessere dipende dai suoi pensieri, dal modo in cui si rivolge a se stesso e dal modo in cui gli altri a lui si rivolgono.

In un universo dove tutto è vibrazione, le onde informazionali abbattono ogni barriera fra il dentro e il fuori svelandoci i legami nascosti fra i nomi, le persone e le cose…

Se vogliamo ancora giocare, i nostri nomi personali sono parole e ogni parola è come abbiamo detto prima una vibrazione. Cercando il valore numerico ad esso associato possiamo scoprire le frequenze che emana e che influenzano la nostra vita. Il nome è una componente importante e ogni volta che diciamo o ascoltiamo il nostro nome interagiamo con tutte le cellule del nostro organismo, con il nostro DNA e con il nostro cervello.

Avere un buon nome con un buon valore non è sufficiente, ma importante è la correlazione con la data di nascita e altri fattori al fine di verificare se il nome è in accordo o disaccordo con tutti gli elementi. Un buon nome è quello che ha una valenza vibrazionale in armonia con l’intero nostro sistema.
Possiamo essere nati lo stesso giorno, mese, anno, alla stessa ora e nello stesso luogo di un’altra persona, ma avendo nomi diversi può cambiare l‘intero quadro.

La numerologia è la scienza antica che ha studiato queste interazioni e queste interdipendenze vibrazionali. Per comprendere la complessità di queste interazioni è importante utilizzare e integrare i risultati di più numerologie. Queste ricerche e i suoi parametri di valutazione non sono solo quelli psicologici ma anche fisici e biologici, per questo non c’è nulla di magico od esoterico, ma tutto questo è effettivamente collegato ad una scienza nuova che sta oggi emergendo in maniera preponderante.

Cristin Gioia Naldi
Diplomata in Numerologia Sacra presso l’Accademia Europea del Dott. Gian Piero Abbate
Sessioni e analisi quadri numerologici

SALUTE COME RESPONSABILITA’ PERSONALE

SALUTE COME RESPONSABILITA’ PERSONALE

“La salute è uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale e non semplice assenza di malattia od infermità”, questo è quanto viene definito dall’ OMS .

Sono sano non solo quando non presento sintomi o malattie sul piano fisico, ma anche quando sono emozionalmente e psichicamente in equilibrio con me e con ciò che mi circonda e quando non avverto sovraccarichi a livello interpersonale – nella relazione di coppia, nella relazione famigliare, nell’ambito lavorativo e con tutto ciò che socialmente mi coinvolge. Detto questo sorge spontaneamente una domanda: quanti individui allora sono sani? La risposta può essere una sola, nessuno o quasi.
Ora viviamo in una società che attraverso il controllo di un disturbo o di una patologia, che passa attraverso l’ uso del farmaco, illude l’individuo che la gestione della malattia sia sinonimo di sanità.

L’approccio farmacologico del sintomo ha portato alla creazione di problematiche di tipo cronico ed ha sganciato l’individuo dalle proprie responsabilità nell’ aver contribuito ad  innescare il carico attraverso una serie di fattori come la mancata capacità di ascolto di se stessi, del riconoscere i propri limiti, di delimitare i propri confini, di applicare piccoli accorgimenti e comportamenti necessari per la propria salute ecc.
Il concetto di prevenzione vera, al di là della propaganda fine a stessa, non viene quasi mai preso in considerazione dato che approcci salutari come alimentazione corretta, attività fisica e scarico dello stress vengono continuamente citati ma praticamente quasi mai messi in essere.

La salute non è un traguardo da raggiungere ma uno stato iniziale che deve essere mantenuto.
La rottura dell’equilibrio si presenta attraverso un sintomo o una malattia e il presentarsi di questi ci permette di capire che lo stato iniziale si è frantumato. Ogni sintomo se viene letto ed interpretato anche a livello simbolico ci permette di capire da dove parte il malessere e quali sono le cause che lo hanno innescato. Solo allora ognuno di noi potrà e dovrà prendersi la responsabilità della propria salute.

Il medico è solo un mezzo che permette, attraverso l’interpretazione dei segnali, di aiutare il paziente nella gestione del carico. Il pretendere che un atto esterno senza presa di responsabilità da parte dell’individuo possa risolvere il problema, inevitabilmente, porterà solo alla gestione del carico senza mai giungere ad un soluzione completa.

Dott. Mauro Piccini

 

 

LA “FINESTRA DI OVERTON”

LA “FINESTRA DI OVERTON”

Joseph Overton era un sociologo americano. Morto giovane, a 43 anni. Nel 2003 si schiantò a bordo di un aereo ultraleggero da lui stesso pilotato, in circostanze non del tutto chiare.

Ha avuto una certa notorietà postuma per la sua teoria di ingegneria sociale, denominata appunto “The Overton Window”, la finestra Overton. Nei suoi studi cercava di spiegare i meccanismi di persuasione e di manipolazione delle masse, in particolare di come si possa trasformare un’idea da completamente inaccettabile per la società a pacificamente accettata ed infine legalizzata.

Tecniche affinate, gli esperti di pubblicità e marketing ben le conoscono e sempre di più vengono applicate su scala globale dai think tank dell’economia e della politica per orientare il modo di pensare e le inclinazioni dell’opinione pubblica.

In fondo è lo schema tipico delle dittature. Ci si chiede infatti, spesso a posteriori, come interi popoli, non solo e non sempre a seguito di pressioni violente, abbiano potuto a un certo punto trovarsi a pensare tutti nello stesso identico modo e a condividere supinamente stili di vita prima nemmeno immaginabili, per ritrovarsi infine rinchiusi in una caverna di prigionia, come nella fiaba del Pifferaio Magico.

Eppure è successo e succede. Anzi nell’era di internet e dell’intelligenza artificiale – che ai tempi di Overton era appena agli albori – si sono spalancati nuovi sconfinati orizzonti, dove paiono materializzarsi scenari degni dei romanzi distopici di Orwell e Benson, dominati da invisibili grandi fratelli e padroni del mondo.

PROGRESSIONE A TAPPE

Sia chiaro che Overton non era un moralista, né uno strenuo difensore di principi non negoziabili su frontiere di lotta contro il relativismo etico. Neppure può essere ascritto tra i propugnatori di tesi “libertarie” per cui, dal momento che non esiste alcuna legge naturale, all’individuo tutto è concesso rispetto a se stesso e tutto può divenire lecito. Semplicemente Overton studia il percorso e le tappe attraverso le quali, ogni idea, sia pur assurda e balzana, può trovare una sua “finestra” di opportunità. Qualunque idea, se abilmente e progressivamente incanalata nel circuito dei media e dell’opinione pubblica, può entrare a far parte del mainstream, cioè del pensiero diffuso e dominante. Comportamenti ieri inaccettabili, oggi possono essere considerati normali, domani saranno incoraggiati e dopodomani diventeranno regola, il tutto senza apparenti forzature.

Secondo Overton questa progressione è scandita da una precisa sequenza che può essere sintetizzata nelle seguenti fasi.

  1. Impensabile E’ il momento in cui la “finestra” si apre. L’idea e i comportamenti annessi risultano impresentabili, suscitano generale repulsione, sono oggetto di divieto. Però se ne comincia a parlare … e, senza che nessuno se ne renda conto, se ne parla sempre di più. Il tam tam è partito e l’idea è pronta per il passaggio successivo.
  2. Divieto, ma con qualche eccezione A questo punto si apre il dibattito. La “finestra” resta confinata nel campo delle trasgressioni non ammesse. Tuttavia… non si può generalizzare. In alcuni casi occorre considerare le motivazioni e l’idea, per quanto estrema, radicale e inopportuna può trovare spazio, quanto meno a livello di provocazione.
  3. Accettabile “Io non lo farei mai, ma perché impedirlo ad altri?” Sia pur con i dovuti distinguo la “finestra” entra nella sfera del socialmente rilevante. Nei salotti televisivi scendono in campo esperti a vario titolo. L’opinione pubblica sospende il giudizio, si sposta verso posizioni più “soft” all’apparenza neutre.
  4. Ragionevole A questo punto l’idea ha già perso quasi del tutto l’iniziale carico eversivo. “Non c’è nulla di male”. E’ più che comprensibile,  normale, assolutamente normale… anzi necessario, “bisogna creare le condizioni affinché…”
  5. Diffuso La “finestra”, salita ad un nuovo stadio,  raccoglie crescente consenso politico e nel contempo può far aumentare i consensi alla politica. Rappresenta ormai un sentire comune ampiamente condiviso, che si specchia nella cultura popolare (testimonials, cantanti, attori, programmi televisivi ecc.)
  6. Legale  L’idea viene ufficialmente recepita nell’ordinamento dello Stato. L’obiettivo è raggiunto.

CANNIBALI, PERCHÉ NO?

La “finestra di Overton” non è progressista, né reazionaria. Lo schema funziona allo stesso modo sia che gli imput arrivino da destra, dal centro o dalla sinistra.

Qualche tempo fa il regista russo Nikita Mihalkov, ispirandosi alla Overton Window, ha ipotizzato gli spostamenti della “finestra” su un’idea oggi ritenuta totalmente estrema (…ma neanche troppo): quella del cannibalismo. Inaccettabile ai più, persino orripilante. Passata alla seconda tappa, la narrazione impercettibilmente cambierà: chiamare i mangiatori di carne umana “cannibali” è una semplificazione, meglio sarebbe parlare di “antropofaghi”. In alcuni casi il fenomeno, diffuso sin dall’antichità e radicato in alcune culture, trova spiegazione in lunghi periodi di carestia e forse anche in una predisposizione su base genetica.

Se un gruppo di pressione o una lobby riuscirà a far spostare la “finestra” in avanti, avremo un ritratto dei precedenti “cannibali” quasi edificante. Nei dibattiti qualche studioso comincerà a chiamarli “antropofili” (amanti del genere umano). Questa abitudine alimentare non va criminalizzata – si dirà –  è un’opzione possibile e in fondo naturale, fatte salve le precauzioni igienico-sanitarie, a condizione che non si provochi un danno permanente a terze persone e che queste siano consenzienti. E così via di seguito …

RANE BOLLITE

Per restare in tema già Noam Chomsky, filosofo anarchico contemporaneo, aveva declinato in termini sociologici il cosiddetto “principio della rana bollita”, prendendo spunto dai  risultati di un vecchio esperimento scientifico ottocentesco.

Se si butta una rana in un contenitore di acqua bollente, l’anfibio, come tocca l’acqua, spicca un salto fulmineo e quasi sempre riesce ad uscirne vivo. Se si mette nell’acqua fredda e si riscalda molto lentamente il contenitore fino ad ebollizione, la rana finisce bollita senza mostrare alcun segno di reazione e senza tentare di venirne fuori.    

“Se guardiamo ciò che succede nella nostra società da alcuni decenni – sostiene Noam  Chomsky – ci accorgiamo che stiamo subendo una lenta deriva alla quale ci abituiamo. Un sacco di cose, che ci avrebbero fatto orrore 20, 30 o 40 anni fa, a poco a poco sono diventate banali, edulcorate e oggi ci disturbano solo leggermente o lasciano decisamente indifferenti la gran parte delle persone. In nome del progresso e della scienza, i peggiori attentati alle libertà individuali, alla dignità della persona, all’integrità della natura, alla bellezza ed alla felicità di vivere, si effettuano lentamente ed inesorabilmente con la complicità costante delle vittime, ignoranti o sprovvedute”.

Proprio come la “rana bollita”, cotta a puntino, mentre sguazzava tranquilla nella sua acqua sempre più tiepida. C.F.

Da: https://www.nichelino.com/news/index.php/approfondimenti/33-etica/2862-la-finestra-di-overton
Dott. Mauro Piccini

CELLULE UMANE POSSONO CONVERTIRE RNA IN DNA: VACILLA IL “DOGMA DELLA BIOLOGIA”.

CELLULE UMANE POSSONO CONVERTIRE RNA IN DNA: VACILLA IL “DOGMA DELLA BIOLOGIA”.

È quanto emerso dai risultati di una ricerca dell’università americana Thomas Jefferson che, se confermati, potrebbero costringere a riscrivere i libri di biologia in quanto confutano l’assunto secondo cui le informazioni genetiche possano seguire una sola direzione

Le cellule umane possono convertire l’Rna in Dna. È quanto emerso dai risultati di uno studio dell’università americana Thomas Jefferson che, se confermati, potrebbero costringere a riscrivere i libri di biologia perché confutano il “dogma della biologia molecolare”, l’assunto fondamentale della biologia molecolare secondo cui le informazioni genetiche possano seguire una sola direzione.

Lo studio, condotto sotto la guida di Gurushankar Chandramouly e pubblicato sulle pagine della rivista specializzata Science Advances, potrebbe avere ampie implicazioni che interessano molti campi della biologia e apre la strada anche a nuove terapie contro i tumori.

Lo studio nel dettaglio

“Si tratta di una scoperta che se confermata ha un grande impatto sia a livello teorico che pratico. Dagli anni ’50 sapevamo infatti che le informazioni biologiche nelle cellule umane si trasferissero dal Dna all’Rna per poi arrivare alla produzione di proteine. Un meccanismo talmente importante e inconfutabile da essere considerato il Dogma della biologia. Negli ultimi anni questa certezza aveva iniziato a vacillare ma ora questo studio sembra, va sottolineato che serviranno altri approfondimenti, demolirlo completamente”, ha commentato il genetista Edoardo Boncinelli.
Nel corso dello studio, il team di ricerca si è focalizzato sull’analisi di una speciale variante della polimerasi (le macchine molecolari che si occupano generalmente di riparare il filamento di Dna) chiamata polimerasi teta. Tramite una serie di test, i ricercatori sono riusciti a dimostrare le polimerasi teta sono anche in grado di convertire sequenze di Rna all’interno del Dna con un meccanismo simile a quello utilizzato dall’Hiv per modificare le cellule umane.
“La nostra ricerca suggerisce che la funzione principale della polimerasi teta è quella di agire come una trascrittasi inversa”, ha commentato Richard Pomerantz, della Thomas Jefferson University, spiegando che nelle cellule sane lo scopo di questa molecola potrebbe essere la “riparazione del Dna mediata dall’Rna”.

Possibili applicazioni

Secondo Boncinelli, questa “scoperta dimostra quanto sia ancora vasto quel che non sappiamo e che potrà avere molte ricadute per lo sviluppo dell’ingegneria genetica”. I risultati emersi possono “avere un’importanza enorme in ambito medico perché i meccanismi della polimerasi sono direttamente legati alla proliferazione delle cellule tumorali e alla loro resistenza ai trattamenti. Nei prossimi anni avremo sicuramente un fiorire di nuove soluzioni contro i tumori e in tanti altri settori”, ha sottolineato Stefano Gustincich, responsabile scientifico del Non-coding RNAs and RNA-based all’Istituto Italiano di Tecnologia (Iit).

Da: https://tg24.sky.it/salute-e-benessere/2021/06/14/dna-rna-studio-dogma-biologia
Dott. Mauro Piccini

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