LA BUSSOLA COSTITUZIONALE, L’ EMBRIOLOGIA EMOZIONALE, I PRINCIPI DELLA TECNICA METAMORFICA

La malattia è il messaggio estremo del nostro corpo, un’opportunità che ci viene concessa per vivere la vita che vorremmo vivere. Per poter intraprendere il cammino che porta alla trasformazione possiamo inoltrarci in noi stessi, al di là della maschera o dell’immagine che abbiamo o hanno creato di noi.

Dal momento del concepimento a quando nasciamo e durante la prima infanzia il nostro corpo cronicizza le ferite che subisce o eredita e le archivia nel DNA, così ogni cellula porta con sé la registrazione delle emozioni negative primarie che sono alla base del nostro malessere e delle nostre malattie. L’utilizzo sinergico dell’approccio tra medicina funzionale, embriologia emozionale e principi della tecnica metamorfica accompagna e sostiene l’individuo verso la scoperta e il rilascio della causa primaria del malessere supportandolo nel riconoscere e liberare gli schemi mentali , emozionali e comportamentali che si attivano. La bussola costituzionale diventa, in questo percorso di comprensione, uno strumento diagnostico e terapeutico prezioso. Rinnova le secolari teorie  sulle costituzioni e propone un metodo completo e preciso, che dal sintomo ci riporta indietro al foglietto embrionale danneggiato e, in ultimo, all’emozione che è all’origine del danno, attraverso un percorso scientifico e dettagliato.
Le emozioni sono il linguaggio visibile della mente, le malattie sono il linguaggio visibile del corpo. Mente e corpo sono un tutt’uno. Riconoscere ed integrare la ferita originaria ci permetterà di vivere gli eventi della vita non più attraverso REAZIONI INCONSCE ma con AZIONI CONSAPEVOLI, passando dalla consapevolezza di “avere” la vita a quella di “essere” la vita.

Questa comprensione genererà un nuovo messaggio positivo che verrà registrato nel nostro DNA e ogni nuova cellula darà origine a cellule sane: ecco che la trasformazione sarà reale, profonda e duratura. La bussola costituzionale e i principi della tecnica metamorfica ci svelano il legame indissolubile che esiste tra il microcosmo del corpo umano e il macrocosmo delle leggi energetiche che regolano l’universo.

L’epigenetica ha messo in evidenza l’importanza e il ruolo dei genitori, quale ambiente di vita del nascituro, nella formazione del bambino. Queste informazioni sono note da molti anni sia tra medici, psicologi che ricercatori, i quali sanno perfettamente che il periodo prenatale e perinatale fanno parte, a tutti gli effetti, del percorso della vita, l’inizio di un continuum che è la nostra esistenza fisica e psichica.

Il grande psichiatra Thomas Verny, uno dei massimi esperti mondiali della vita prenatale, lo va dicendo da molto tempo: “Un’esplorazione della biologia cellulare, suggerisce che una forma di ‘coscienza’, una consapevolezza rudimentale del mondo circostante, esista fin dai primi giorni nel grembo materno. Oggi la prova dell’esistenza di questa memoria cellulare, viene confermata dagli scienziati del MIT (Massachusets Institute of Technology) e del National Institute of Mental Health. La loro scoperta comune, per cui le cellule dell’individuo accumulano esperienze basate sulla memoria, già prima che il cervello si sia formato, sottolinea il ‘dramma’ della vita embrionale, della quale l’urto che avviene al concepimento non è che l’inizio“.

Un recente studio dimostra che i MICRO-RNA ricordano i traumi subiti per generazioni, è accertato scientificamente che alcune esperienze psicologiche ed affettive traumatiche possono essere trasferite alle generazioni successive.
Coordinati da Isabelle Mansuy, i ricercatori del Brain Research Institute di Zurigo hanno rilevato che molecole dei cosiddetti microRNA erano in grado di trasferire la memoria di situazioni traumatiche e stressanti dai genitori alla discendenza. I microRNA sono piccole molecole endogene di RNA a singolo filamento capaci di alterarsi sotto stress e in grado di trasmettere l’informazione alla progenie.

In parole povere, una violenza, un evento conflittuale patito non genera solo conseguenze nell’individuo, ma riverbera lungo il suo albero genealogico.”Siamo stati in grado di dimostrare per la prima volta – riassume Mansuy – che le esperienze traumatiche influenzano il metabolismo a lungo termine, che i cambiamenti indotti sono ereditari” e che gli effetti del trauma ereditato sul metabolismo e i comportamenti psicologici persistono fino alla terza generazione”…

A breve inizieremo una serie di seminari esperienziali  che promuoveranno l’analisi della ferita primaria di ciascun partecipante passando dalla malattia, il sintomo e l’emozione,  all’ascolto fisico ed emozionale, per inoltrarci verso un viaggio che ci condurrà all’armonia. Come ogni cellula del nostro corpo ha una specifica funzione, uno spazio e un tempo per vivere in sintonia con miliardi di altre cellule, così ognuno di noi ha un compito, uno spazio e un tempo per vivere in armonia con se stesso e con gli altri. Comprenderlo e integrarlo significa vivere in salute.

Dott. Mauro Piccini
Cristiana Naldi

Per informazioni e prenotazioni contattare
Cristiana 0321/829687   340/2870987
[email protected]

VEDO, PRENDO COSCIENZA E LASCIO CHE SIA

Vedo, prendo coscienza e lascio che sia…La Tecnica Metamorfica ci ricorda che ogni manifestazione di vita ha un potere (la fonte di potere è l’energia che sta dietro ad ogni fatto. Il fatto è vibrazione e se lascio l’energia della vibrazione libera non solo ha il suo spazio ma avviene una trasmutazione in una sostanza più sottile) e la trasformazione è il rapporto tra coscienza e potere. Se non c’è coscienza nei propri modi di essere non ci potrà mai essere alcuna trasformazione, allo stesso modo se riconosciamo i nostri modi di essere ma rifiutiamo il nostro potere non si manifesterà ugualmente alcuna trasformazione.

“Ricordo di aver pensato:”Ci siamo Liz, questa è la tua opportunità. Mostrami la causa del tuo dolore. Fammi vedere tutto. Non tenere nascosto niente.” Uno per uno, i pensieri e i ricordi tristi hanno alzato la mano, per presentarsi. Ho guardato in faccia ogni pensiero, ogni unità di tristezza, ne ho riconosciuto l’esistenza e ho provato (senza tentare di eluderlo) il suo carico di dolore. E poi a ciascuno ho detto:”Va bene. Ti amo. Ti accetto. Adesso vieni nel mio cuore. E’ finita”. Sentivo veramente il dolore (come fosse una stanza accogliente). Poi dicevo:”Avanti il prossimo” e il dolore successivo si faceva avanti. Lo guardavo, lo provavo, lo benedicevo, e lo invitavo nel mio cuore. L’ho fatto con ogni pensiero doloroso che avevo – andando indietro con la memoria per molti anni – finché non è rimasto più niente.

Poi ho detto alla mia mente:”Adesso mostrami la mia rabbia”. Uno per uno, ogni motivo di rabbia della mia vita è apparso davanti a me e si è fatto riconoscere. Ogni ingiustizia, ogni tradimento, ogni perdita. Li ho visti tutti, uno per uno, e ne ho ammesso l’esistenza. Ho sentito ogni eccesso della mia rabbia, come se si verificasse in quel momento per la prima volta, e poi ho detto:”Adesso vieni nel mio cuore. Potrai riposare. Adesso è un posto sicuro. E’ finita. Ti amo.”. Sono andata avanti così per ore, ho oscillato tra due poli opposti – la rabbia che fa tremare le ossa e la freddezza che provavo quando entrava nel mio cuore e vi si adagiava, accoccolandosi accanto ai suoi fratelli, cessando di combattere.
A quel punto è cominciata la parte più difficile. “Mostrami i tuoi motivi di vergogna” ho chiesto alla mia mente. Dio mio non si possono immaginare gli orrori che ho visto. Una patetica sfilata di tutte le mie mancanze, le mie bugie, il mio egoismo, la mia gelosia, la mia arroganza. Ma per nessuno di questi dimostranti ho battuto ciglio. “Mostrami il peggio di te” ho insistito. Quando ho tentato di invitare i deplorevoli motivi di vergogna nel mio cuore, hanno esitato sulla soglia:”No – non crediamo che tu ci voglia li dentro…non sai cosa abbiamo fatto”. E io dicevo:”Io vi voglio. Persino voi. Vi voglio. Anche voi siete benvenuti. Va tutto bene, siete perdonati. Siete parte di me. Adesso potete riposare. E’ finita”.

Ero svuotata. Non c’erano più battaglie nella mia mente. Ho guardato nel mio cuore, dove c’è la mia bontà, e ho visto la sua ampiezza. E non era nemmeno lontanamente pieno, neanche dopo aver accolto ed essersi preso cura di tutti quegli infausti folletti fatti di dolore, rabbia e vergogna; avrebbe facilmente potuto perdonare anche di più. Il suo amore era infinito.
Così ho capito che questo è il modo con cui Dio ama tutti noi e ci accoglie, e che in questo universo non esiste il luogo chiamato inferno, se non forse nelle nostre menti terrorizzate. Perché, se un essere umano, distrutto e limitato, dimostra di essere capace, anche solo per una volta, di perdonare e accettare il proprio io, allora proviamo solo a immaginare quante cose possa perdonare e accettare Dio, con la sua eterna pietà.

Nello stesso tempo sapevo che quello era solo un intervallo di pace. Sapevo che avevo appena cominciato, che la mia rabbia, la mia tristezza e la mia vergogna sarebbero tornate, scappando furtive dal mio cuore, e andando ancora a occupare la mia mente. Sapevo che avrei dovuto discutere di nuovo con questi pensieri, finché non avessi, gradualmente e con determinazione, cambiato tutta la mia vita. E che sarebbe stato difficile ed estenuante. Ma il mio cuore ha detto alla mia mente, nel silenzio buio della spiaggia: “Ti amo, non ti abbandonerò mai, avrò sempre cura di te”.
Mangia prega ama – Elizabeth Gilbert

Cristiana Naldi

https://www.facebook.com/tecnicametamorficaluce/

FIORIRE A NOI STESSI

La perfezione con i suoi stereotipi non esiste, siamo costantemente condizionati da ideali e sopraffatti dalla necessità di raggiungerli, dimenticando che non siamo gli ideali ma qualcosa d’altro che è lì…in attesa che gli venga dato spazio. Manca l’atto di fede in se stessi, la fiducia nelle nostre capacità, quelle capacità che se avessero spazio ci permetterebbero di autorigenerarci.

Pensiamo di aver sempre bisogno di qualcuno per fronteggiare un dolore, degli ostacoli o imprevisti dimenticando di riconoscere che ciascuno di noi ha bisogno principalmente di se stesso e della fiducia nelle proprie forze.
Siamo ciò che viviamo, siamo il nostro dolore ma anche la nostra responsabilità, siamo i nostri limiti ma anche le nostre potenzialità.

Abbiamo trascorso parte della nostra vita a ‘creare noi stessi in funzione di’…nascondendo il ‘nemico’ dentro di noi e diventandone automaticamente schiavi, sottomessi al suo ipnotico volere. Proprio quel nemico o quella ferita o quella difficoltà sono la nostra fonte di luce che può manifestare ciò che siamo in origine, i nostri talenti, la nostra vocazione, il nostro potenziale.

Possiamo liberare la nostra energia allineandoci con ciò che detta il cuore anziché funzionare unicamente con la testa, come scrisse C.G.Jung nel Libro rosso: “Se vai dal pensiero, porta il cuore con te. Se vai dall’amore, porta la testa con te. Vuoto è l’amore senza il pensiero, vuoto il pensiero senza l’amore.”
Osiamo rischiare, incamminiamoci nel sentiero sconosciuto, sveliamo a noi stessi i veri tratti del nostro volto, i nostri bisogni più profondi e autentici.

“Il tradimento significa non riuscire più a esprimere, a se stessi e agli altri, ciò che veramente si sente e si è. Esprimere se stessi comporta un continuo esporsi all’aggressività altrui, oltre al pericolo di venire contraddetti semplicemente perché la sincerità è la prova schiacciante dell’altrui ipocrisia…Il collettivo disapprova e mette a tacere le voci profetiche che destabilizzano il sistema di convinzioni e convenzioni su cui esso si basa, e le conseguenze tragiche si pesano sulla bilancia della storia in roghi, esilii e condanne. Comunque, anche quando non è di scena la persecuzione, di certo non mancheranno il rifiuto e il dileggio. Più lontano si spinge il pensiero, più entra in crisi chi non ha mai guardato al di là del proprio naso…Come nella ferita si cela il segreto della nostra guarigione, così sarà la discesa al nostro inferno a consentirci la salita al nostro paradiso”. (I sotterrranei dell’anima-Aldo Carotenuto)

Cristiana Naldi
https://www.facebook.com/tecnicametamorficaluce/

Riproduzione consentita solo citando la fonte e priva di modifiche

ESSERE LIBERI

Il nostro corpo, la nostra mente, le nostre emozioni, il nostro comportamento e la nostra vita di tutti i giorni non sono altro che l’espressione della nostra condizione spirituale e del nostro livello di vibrazione. Il modo in cui rispondiamo al mondo esterno non è che il riflesso di quelle risposte al nostro mondo interiore.

Ci rendiamo conto che tendiamo a tornare e a bloccarci nella frequenza di vibrazioni che per noi significano sicurezza, che conosciamo bene e che ci danno una parvenza di stabilità? Proprio quella stabilità che con tanta energia tratteniamo, quella sicurezza alla quale ci aggrappiamo non sono altro che resistenza alla vita e a ciò che si manifesta.

In una situazione di malessere o di contrazione blocchiamo il naturale movimento dell’energia presente in ciascuno di noi impedendo ad un differente livello di energia vibrante di manifestarsi. Se ci apriamo a questo stato e lasciamo ad ogni emozione, dolore, paura, difficoltà semplicemente di essere, si manifesterà un movimento di espansione, di apertura che permetterà ad una vibrazione più sottile di manifestarsi. “Dentro di noi e intorno a noi, in questo istante c’è il paradiso. Per essere in paradiso non dovete andare da nessuna parte, non avete bisogno di muovervi da dove siete, …qualunque cosa vediate o sentiate possiede in sé la perfezione di un diamante e voi, se siete aperti, la percepirete…” Thaddeus Golas

Spesso la vita ci mette alla prova, non perché siamo sbagliati ma semplicemente per darci delle opportunità, per constatare se effettivamente ciò che comunichiamo, sentiamo o esprimiamo corrisponde alla verità di ciò che siamo, se il nostro cuore è in armonia con le nostre parole, se mentiamo a noi stessi, se ce la raccontiamo…proprio così…a volte creiamo immagini, ci raccontiamo storie per  illuderci di aver fatto un buon lavoro, di aver seguito chissà quale cammino, di aver lavorato così tanto per sentirci degni e meritevoli di chissà quale premio, ma il premio SIAMO NOI, il nostro diritto a splendere ad essere “solo” noi stessi.

Lasciamo andare tutto ciò che non serve, torniamo bambini, stupiamoci ancora della bellezza della vita, non sopravviviamo di scontato, non viviamo di rimpianti o paure, torniamo alla nostra nudità ed innocenza, apriamo gli occhi e vediamo la realtà che ci circonda, ORA, IN QUESTO ISTANTE…ADESSO, non domani, non quando avrò tempo. Distogliamo la mente dai ricordi del passato e dalle preoccupazioni o dai sogni per il futuro, questa folle corsa verso qualcosa che non esiste che ci ha impedito di  osservare la meraviglia di questo momento, trascurando le bellezze che ci circondano, vedendo sempre il bicchiere mezzo vuoto anziché mezzo pieno. Se siamo presenti, lucidi come dice William Samuel ci separiamo dal non-adesso, dal passato e dal futuro e iniziamo a vedere che nell’adesso siamo in contatto con il tutto, con la pace, la serenità e la felicità perché in realtà siamo sempre nella condizione di poter decidere su quale frequenza sintonizzarci.

Solo se saremo capaci di amare tutto quello che percepiamo e che facciamo, se saremo capaci di amare  ogni parte di noi anche la più meschina, arida, sfacciata, volgare e disonesta e se saremo capaci di amare il nemico dentro di noi, accogliendolo nelle “sue-nostre” imperfezioni e differenze, la nostra gioia continuerà a rinnovarsi. Solo quando capiremo che nessuno è superiore o inferiore a noi saremo liberi di cambiare e vivere nell’ equilibrio, in qualunque situazione ci troviamo possiamo essere nella pace, perché amando ogni parte di noi e dell’altro e amando tutto ciò che suscitiamo o l’altro suscita in noi, saremo liberi.

Concludo riportando un estratto di Thaddeus Golas: “Questo è un esempio perfetto: quando condanniamo gli altri, gli unici colpevoli siamo noi. Noi vediamo sempre e solo noi stessi, per cui è del tutto inutile pretendere di cambiare gli altri. Se un essere umano sapesse che cosa sta facendo, non lo farebbe; questo è evidente. Ma egli è in grado di rendersene conto tanto quanto lo siamo noi. E se non vuole assolutamente vedere che cosa sta facendo, basterà che glielo diciamo noi? Anche noi sbagliamo, quando gli neghiamo la libertà di sbagliare.”

Cristiana Naldi
https://www.facebook.com/tecnicametamorficaluce/

Riproduzione consentita solo citando la fonte e priva di modifiche.

CALENDARIO CORSI 2019 – Primo semestre

 GENNAIO

26/27 Corso base Tecnica Metamorfica

 FEBBRAIO

02/03 Corso avanzato Tecnica Metamorfica e Principi Universali 2° LIVELLO
23/24 Corso base Tecnica Metamorfica

 MARZO

23/24 Corso avanzato Tecnica Metamorfica e Principi Universali 2° LIVELLO

 APRILE

13/14 Corso base Tecnica Metamorfica

 MAGGIO

18/19 Corso avanzato Tecnica Metamorfica e Principi Universali 2°LIVELLO

 GIUGNO

08/09 Corso base Tecnica Metamorfica
22/23 Corso avanzato Tecnica Metamorfica e Principi Universali 2° LIVELLO

 

Coloro che parteciperanno ai corsi per percorso Praticanti potranno iscriversi a DBN Discipline Bio Naturali.
Corsi individuali e di gruppo, infrasettimanali e fine settimana.

Per informazioni:
[email protected]
Cristiana 340/2870987

Copy Protected by Chetan's WP-Copyprotect.