CALENDARIO CORSI TECNICA METAMORFICA E PRINCIPI UNIVERSALI 2019/2020

CALENDARIO CORSI TECNICA METAMORFICA E PRINCIPI UNIVERSALI 2019/2020

La Tecnica Metamorfica si basa sul principio intuito da Robert Saint John in base al quale sulla zona di riflesso della colonna vertebrale su piedi, mani e testa corrisponde il periodo prenatale, durante la gestazione il nuovo essere forma non solo il suo corpo fisico, ma anche la struttura mentale, emotiva e comportamentale. Le cellule del nostro corpo sono impregnate di tutte le esperienze della nostra vita, incluso il periodo prenatale (dal concepimento alla nascita).

Durante la fase di gestazione sono state gettate le basi del nostro modo di essere e di comportarci. Disturbi e/o malattie di vario genere possono essere la manifestazione di debolezze codificate anche in questo periodo.

Lavorare sull’area corrispondente a tale periodo significa agire sulla struttura temporale durante la quale tutte le nostre caratteristiche, forze e debolezze si sono formate. Si tratta di un leggero sfioramento su piedi, mani e testa per entrare in contatto con se stessi e liberare il proprio potenziale, attingendo alla forza vitale insita in ciascuno di noi, un approccio semplice, delicato e rispettoso. La forza vitale una volta liberata può modificare e sciogliere i blocchi e le memorie formatisi nel passato o ereditate dai nostri avi, ma ancora attive in noi.

E’ un grandissimo strumento di auto-guarigione che tutti possono imparare, per se stessi, per la propria famiglia, per i propri figli, esprime un modo rivoluzionario di guardare la vita, è una possibilità per scoprire chi siamo veramente oltre le convinzioni e i pensieri limitanti.

Nel primo livello si imparerà la Tecnica Metamorfica e la necessaria attitudine interiore per utilizzarla subito in un ambito ristretto ed informale, con famigliari, conoscenti o altri partecipanti ai corsi o come base di un percorso per Praticanti.
Nel secondo livello si approfondirà la Tecnica Metamorfica e insieme affronteremo i Principi Universali che sono il fondamento di questo lavoro eccezionale, unitamente alla discussione del periodo di tirocinio del percorso formativo per Praticanti (per operatori del settore od operatori sanitari).

I corsi possono essere individuali o di gruppo, infrasettimanali o nel fine settimana e su richiesta in altre sedi.

Dott. Mauro Piccini 
Cristin Naldi

Per informazioni: cristin@dottorpiccini.it
Tel. 340/2870987
0321/829687

RITROVIAMO IL NOSTRO SPAZIO

RITROVIAMO IL NOSTRO SPAZIO

In questi mesi il silenzio è stato un caro compagno, mi sono lasciata cullare, abbandonata nelle sue confortevoli braccia.
In questo spazio protettivo e disarmante allo stesso tempo, una parte di me ipnotizzata e alienata ha aperto gli occhi; un bagliore quasi accecante mi ha svegliata. Tremante e impaurita ho visto e sentito vibrare in ogni mia cellula un dolore antico, vivo, fulmineo, chiaro e maledettamente lucido.
Come ho potuto ignorarlo quando per giorni, mesi e anni quel sentire era chiaro ma una parte di me ne rifiutava l’esistenza?

Come scrive Maria Rosaria Iuliucci: “Ho sempre saputo tutto fin dall’inizio… e non mi sono mai sbagliata… non è presunzione ma frutto di un sentire”… che ci/mi accompagna ma che spesso l’insicurezza e il senso di inadeguatezza hanno offuscato con prepotenza.

Ecco che di nuovo mi sono tradita… ma non importa, è stata l’ennesima esperienza, l’opportunità per espandere ed arricchire la mia coscienza, l’opportunità di avvicinarmi alla fonte di ciò che sono…
ORA SCELGO di essere fedele a me stessa, con volontà, fiducia e forza… perché ne occorre molta.

Restare fedeli a se stessi, alla propria unicità, impone quasi sempre un costo altissimo ai danni di un ego imbroglione: il costo della solitudine e dell’esclusione.
Ciascuno di noi ha bisogno di trovare, raggiungere e vivere il “proprio spazio” a costo di perdere l’approvazione o l’amore di coloro che ci circondano, che hanno riposto le loro aspettative in noi, dei quali senza accorgercene siamo diventati strumenti di compensazione, a costo di sentirci abbandonati, sfiniti, soli e rifiutati.

Ora non siamo più soli, siamo con noi stessi, con la vita, siamo in tanti; tendiamoci le mani, uniamo i nostri cuori, condividiamo i nostri talenti e le nostre esperienze.
L’amore è nell’aria, c’è e c’è sempre stato, perché non l’abbiamo sentito? C’è… sentitelo, vi prego… Sentitene il profumo, le scintille che emana, il calore che diffonde, avvolge tutti noi, siamo insieme.

Siamo liberi di manifestarci così come siamo, recuperiamo noi stessi nonostante i nostri continui tradimenti: qualcosa di più grande opera in noi, qualcosa di più grande dell’Io. Non importa cosa pensano di noi, non importa cosa diranno, inoltriamoci in questa esplosiva sperimentazione di ciò che siamo, immergiamoci nelle profondità più nascoste per poter poi riemergere ed assaporare con stupore “l’immenso nuovo in noi”.

Amiamo ogni centimetro di noi, nessuno può farlo al posto nostro. Non abbandoniamoci, teniamoci per mano, abbracciamo e coccoliamo gli infiniti misteri del nostro essere.
Siamo stati abituati ad essere amati “se”, festeggiati “se”, riconosciuti “se”, ma tutto questo non siamo noi, non è per noi. In noi c’è una luce che vuole brillare, un fuoco che vuole ardere, un progetto che vuole manifestarsi, non sottraiamoci a questo, non sottraiamoci nemmeno alla sofferenza ma apriamoci ad essa e viviamola tutta fino in fondo, affinché un giorno nessuno di noi possa avere alcun rimpianto.

Mi amo e vi amo.

Cristin Naldi
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TECNICA METAMORFICA…SPAZIO VITALE

TECNICA METAMORFICA…SPAZIO VITALE

La Tecnica Metamorfica è un meraviglioso SPAZIO dove il nuovo, che noi siamo, può fiorire.

La vita è il potere che guarisce; l’uomo di oggi ha perso la capacità di entrare in contatto con se stesso e la Tecnica M. offre semplicemente lo spazio e l’ambiente speciale privo di qualsiasi interferenza, giudizio o direzione, all’interno del quale la nostra energia ha la possibilità di fluire liberamente e operare la trasformazione necessaria in quel preciso momento.

E’ importante durante una sessione non dare direzioni, non consigliare o giudicare alcuna persona, alcun fatto, alcuna situazione ma attraverso il distacco metterci di lato e permettere alla persona semplicemente di ESSERE.

Riporto questo estratto di William Samuel che in modo chiaro e semplice esprime l’importanza di mettere a disposizione uno spazio libero, senza fare nulla, di permettere all’altro di essere se stesso, nella sua modalità senza preoccuparsi dei “come”, dei “perché” o dei “se”:

“Guarda gli alberi lungo la riva; si occupano semplicemente di essere alberi, senza rammaricarsi del luogo in cui crescono o del perché. Chiedono forse al sole e alla pioggia quando dovrebbero fiorire? Oppure semplicemente fioriscono?

Se tu fossi uno di quegli alberi – e il tuo Sé comprende ogni albero nell’universo – chiederesti al sole, alla pioggia, al vento e agli uccelli volteggianti nel cielo quando fiorire? Ne dubito fortemente; ma supponiamo che tu lo faccia, e che la pioggia ti dica di fiorire il 27 marzo, il sole di fiorire il 10 aprile, mentre il vento e lo stormo di uccelli ti dicano di non fiorire affatto. Cosa faresti? Sarebbe una gran confusione cercare di seguire tutti i consigli ricevuti dall’esterno, non credi?

Ora rovesciamo il discorso.Tu dici forse al vento quando ulurare e ai fiori quando sbocciare? Dici alle foglie quando cadere dai rami? Diresti mai alla foglia che scende volteggiando verso il suolo su quale lato del sentiero posarsi? Certo che no.

Il mistero è: se riteniamo assurdo dare o seguire simili consigli, perché lo facciamo continuamente?

DOMANDA: Quando qualcuno mi chiede un consiglio, cosa devo dirgli?
RISPOSTA: In casi del genere, io spiego al mio interlocutore chi sono io e chi è “lui” (è la stessa Identità), e qualche volta racconto come sono arrivato a scoprirlo. Resto sempre consapevole che la persona con cui parlo è il mio stesso Sé; di conseguenza, non è un discorso a tu per tu a “io” per “io”. Non ho alcuna responsabilità per come appaiono e agiscono le immagini là fuori, perciò posso dire (e spesso lo dico): ‘non devi fare nient’altro che essere’.”

Cristin Naldi

LA TECNICA METAMORFICA

LA TECNICA METAMORFICA

Ogni volta che cerco di esporre la Tecnica Metamorfica mi rendo conto di quanto il termine ‘Tecnica’ sia fuorviante e riduttivo, con la mente ho difficoltà ad esprimere e definire ciò che non può essere definito e compreso intellettualmente.

Quando tocco il piede della persona o lascio il mio nelle mani di qualcun altro entro in uno spazio incantato dove la mente perde potere e tutto il mio essere si abbondona alla vita, si lascia cullare da un vivo, pulsante e avvolgente amore; le paure, le resistenze, le difficoltà e i limiti si dissolvono e il loro peso si fa più leggero e impalpabile.

Gli occhi osservano una nuova realtà e una nuova energia vibra in ogni mia cellula, sono rapita da un sentire che non posso e non voglio descrivere perché lo posso solo vivere e conservare nel cuore. Il suo ricordo è vitale per non dimenticarmi che tutto questo è possibile e reale.
A volte una leggera malinconia verso questo ”stato” mi accompagna ma so che esiste, C’E’, è una possibilità che posso concedermi se non la lascio sfuggire nell’ordinarietà della vita, può ancora accadere che mi scivoli dalle mani ma più la rincorro, più svanisce.

Questa vita è un dono che ci è stato regalato e nella frenesia della quotidianità travolti dal fare, dal correre, dal raggiungere qualcosa o qualcuno ne dimentichiamo il valore, tutto sembra scontato e i nostri sensi si sono abituati a non percepirne più la straordinarietà.

Possiamo ancora lasciarci sorprendere dal profumo di un fiore, dal suono di una voce, dalle note di una melodia, dalla leggerezza e stupefacente bellezza di una farfalla.

Questa è la vita…una magica danza.
Questa è la Tecnica Metamorfica…una magica danza.

Cristin Naldi

IL CORAGGIO DI TRASFORMARSI

IL CORAGGIO DI TRASFORMARSI

Come spesso Gaston affermava possiamo celebrare la nostra libertà abbracciando tutte le manifestazioni della vita senza le nozioni di buono/cattivo, positivo/negativo, miglioramento/distrazione, affermando così l’unità che soggiace alla polarità. Se lottiamo contro i fatti che ci disturbano, non facciamo altro che ritardare il loro rilascio di energia ed essi continueranno a manifestarsi finché ci nutriremo della loro sostanza.La conoscenza, la comprensione e i pensieri sono spesso ostacoli all’esperienza dello stato di grazia, alla comunicazione nell’unità, alla comunione.

Ricordiamo ciò che disse Einstein.”La teoria è quando uno sa tutto e nulla funziona. La pratica è quando tutto funziona senza sapere il perché”.

Vi riporto un interessante articolo in perfetta sintonia con i principi della Tecnica Metamorfica.

A. Grühn: Il coraggio di trasformarsi.
Qual’è la differenza tra cambiamento e trasformazione? Mentre il cambiamento e spesso “violento”, la trasformazione avviene molto più “dolcemente”. Mi pare una tesi molto interessante quella Grühn, che merita un approfondimento, anche al di là di questo piccolo e interessante saggio. Può accadere che ci convinciamo che dobbiamo “cambiare”: qualcosa in noi non va bene e allora dobbiamo assolutamente cambiarla. Non va bene come siamo tanto che vorremmo essere addirittura un’altra persona.

Trasformarsi invece

“implica che tutto può esistere in me, che tutto è buono e ha un significato, che le mie passioni e le mie debolezze hanno un senso, anche se a volte mi opprimono. Trasformazione vuol dire che ciò che è reale deve fare breccia in ciò che non è reale, l’autenticità nell’apparenza. Le mie passioni e le mie debolezze rimandano sempre a un bene prezioso, vogliono indicarmi che in me vuol vivere qualcosa che io non ho ancora accettato” (A. Grühn, Il coraggio di trasformarsi,Edizioni San paolo, 1995, p. 5).

Nell’era del coaching, del counseling e delle “terapie strategiche” animate da una forte tensione al cambiamento ottenuto in tempi brevi, mi pare interessante seguire queste riflessioni di Grühn, monaco benedettino tedesco e grande estimatore di Carl Gustav Jung che in questo scritto fa dialogare lo psichiatra svizzero con Teillard de Chardin e Dürckheim, facendoci riflettere sul

“mistero di Dio, che traforma l’uomo mediante tutto ciò che accade” (ibidem, p. 7).

È importante stare in guardia rispetto agli estenuanti lavori su se stessi, all’ossessione di cambiare a tutti i costi e in tempi brevi, a voler eliminare i sintomi con tecniche e strategie troppo appuntite, come se le nostre difficoltà e i nostri sintomi non avessero alcun senso ma fossero solamente delle imperfezioni da eliminare.

Chi vuole cambirare? Che cosa va cambiato? E perché? Come ci fa notare Grühn è infatti Dio ad operare e non per cambiarci in qualcosa d’altro, ma per trasformarci proprio attraverso quel disagio che stiamo vivento, il conflitto che stiamo attraversando, la malattia che stiamo portando con sofferenza e fatica nel nostro corpo.

In termini psicologici questo significa che non è certo l’Io a compiere la trasformazione, ma il mistero del Sé! E questa trasformazione non avviene mediante delle tecniche speciali, ma proprio attraverso il contatto profondo con le nostre ferite, portando quotidianamente sul corpo piaghe dolenti e facendoci carico delle nostre più profonde debolezze. Come ci ricorda anche Carotenuto la ferita è in fondo una feritoia.

“La trasformazione è divinizzazione dell’uomo. […]. Quando Dio incontra l’uomo, lo traforma e lo salva” (ibidem, p. 10).

“Dio appare in ciò che è debole e lo trasforma” (ibidem).

Una immagine di questo processo e per Grühn è contenuta nell’Antico Testamento e cioè nell’Esodo (Es 17,6). Qundo gli Israeliti, nel loro cammino attraverso il deserto, rischiano di morire di sete, Mosé colpisce la roccia con il bastone e subito sgorga acqua e tutto il popolo può bere. Acqua e asciutto vengono a contatto. Entrambi sono elementi ambivalenti, possono dare la vita o distruggere. Il tocco di Mosè unisce gli opposti e avviene una trasformazione. La nostra interiorità indurita come la roccia, il nostro corpo diventato rigido e arido, viene “toccato” e la roccia si trasforma. Quando coscienza e inconscio vengono a contatto avviene una trasformazione. Un tocco che unisce gli opposti e trasforma.

Anche Gesù, nel Nuovo Testamento, guarisce gli ammalati toccandoli, mettendo qualcosa in movimento dentro di loro. Qualcosa di più grande entra nell’esperienza psichica del malato e lo salva, cioè gli ridona la salute.

L’autore di questo tocco non può essere evidentemente il nostro Io, bensì qualcosa di più grande. Jung ha scritto cose fondamentali sulla trasformazione come motore del principio di individuazione. Il processo di autorealizzazione è infatti un continuo cammino di trasformazione che consiste nell’unificazione degli opposti e nel superamento del contrasto di fondo tra istinto e spirito. È proprio da questa tensione che scaturisce tutta la dinamica psichica e si crea l’energia necessaria per evolvere.

Il superamento di questo conflitto, come in fondo di ogni conflitto psichico, non è allora affidato all’Io che mediante qualche tecnica negoziale possa mettere daccordo gli opposti, bensì alla grazia, ad una funzione superiore all’Io che Jung definisce “funzione trascendente” e che non è altro che quella possibilità misteriosa della psiche di fare sintesi e cioè di produrre simboli. Jung chiama i simboli “trasformatori” per la loro capacità di trasformare l’energia biologica in energia spirituale:

“I simboli funzionano come trasformatori, in quanto trasferiscono la libido da una forma inferiore a una superiore” (Jung, Vol. V, p. 232).

Il processo di trasformazione viene sempre attivato da un contrasto ossia da un conflitto all’interno del quale il sintomo è segno di una incapacità della psiche di produrre un simbolo che trasformi il conflitto. Contrasto tra conscio e inconscio, intelletto e sentimento, istinto e spirito.

Non è l’Io a guidare, bensì il Sé. Non siamo noi a risolvere i nostri conflitti più profondi bensi la grazia, un “tocco” misterioso in grado di portare la guarigione. La nostra parte, il ruolo dell’Io, è quello di portare la sofferenza, stare tra gli opposti, portare il peso del conflitto senza cedere all’unilateralità. Stare tra due opposti, in fondo, è come essere crocifissi.

Jung pensa che l’uomo abbia spesso bisogno di crisi nelle quali è costretto a confrontarsi con il suo inconscio e quindi con le proprie parti istintive, con le passioni e con le proprie ferite e debolezze. E questo confronto con l’inconscio provoca quella differenza di potenziale necessaria perché possano avvenire trasformazioni. Ma non tutti sono disposti veramente a confrontarsi con se stessi.

“Chi non ricorda certi amici e compagni di scuola, che da giovani erano esemplari e promettenti, e che, dopo molti anni, si ritrovano inariditi e limitati dalla monotonia della vita quotidiana?” (Jung, Vol. VIII, p. 423).

Grühn in questo saggio ci rammenta che tutto può esistere in noi e che tutto è buono e ha un significato, le nostre passioni come le nostre debolezze anche se ci opprimono, perché sono i materiali della nostra trasformazione. E ci vuole coraggio!

da: https://www.minella.info/trasformarsi/

Tecnica Metamorfica, tecniche d’ascolto corporeo
Cristin Naldi

CORSO AVANZATO DI TECNICA METAMORFICA E PRINCIPI UNIVERSALI 2° LIVELLO 28/29 SETTEMBRE

CORSO AVANZATO DI TECNICA METAMORFICA E PRINCIPI UNIVERSALI 2° LIVELLO 28/29 SETTEMBRE

Impariamo ad allentare la pressione e la tensione della nostra vita allineando la nostra energia alle leggi che regolano l’universo. La Tecnica Metamorfica e i Principi Universali agiscono come catalizzatori degli schemi di energia (forza vitale), consentendoci di trasformare senza sforzo la nostra vita e di passare da chi siamo a chi possiamo essere in accordo con i Principi Universali.

Con la mediazione dei Principi Universali è possibile annullare le barriere che ostacolano la trasformazione, trovare equilibrio interiore, espandere la coscienza attraverso la comprensione delle leggi che regolano le proprie azioni e gli eventi della vita e cessare di essere alla mercé delle circostanze e del fato.

Tratteremo i nove Principi Universali (Genere, Causalità, Corrispondenza, Ritmo, Polarità, Vibrazione, Impulso creativo/Mentalismo, Visione profonda/Illuminazione e Comunicazione/Comunione) offrendo una spiegazione teorica di ogni Principio e mostrando come essi siano in relazione uno con l’altro, il loro reciproco dinamismo e interazione. Presenteremo la pratica, cioè l’identificazione dei punti di riflesso sui piedi, le mani e la testa che corrispondono a sette dei nove Principi e illustreremo due di essi considerati “trascendenti” o “sovraumani”, nel senso che non sono ancora raggiungibili attraverso il corpo fisico o il corpo sottile. La pratica è stata sviluppata nell’intento di fissare questi Principi nel proprio essere, in modo che divengano esperienza vissuta e non soltanto arredamento mentale.

In questi due giorni approfondiremo la Tecnica Metamorfica ed i Principi Universali, che sono il fondamento di questo lavoro, unitamente alla discussione del periodo di tirocinio del percorso formativo per praticanti, per chi ha eseguito il primo livello presso la nostra o altre sedi (previo colloquio), operatori del settore, operatori sanitari.

Coloro che parteciperanno ai corsi come Praticanti, potranno iscriversi a DBN Discipine Bio Naturali (con relativa copertura assicurativa).

STUDIO MEDICO DOTT. MAURO PICCINI
cristin@dottorpiccini.it
Tel.340/2870987

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