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Mal di pancia, colite, sindrome dell’intestino irritabile…quanti modi per descrivere un disturbo tra i più diffusi. L’intestino è uno degli organi più bersagliati e colpiti dell’ era moderna. L’intestino tenue è quella parte del tubo digerente che viene dopo lo stomaco e il duodeno. La sua principale missione è quella di portare a termine la digestione del bolo alimentare, iniziata in bocca e proseguita nello stomaco, e assorbire quanto ne risulta attraverso le piccole pieghe della sua mucosa. Questa immane opera di riassorbimento svolta dal tenue è possibile grazie all’enorme superficie della sua parete che, se fosse dispiegata, sarebbe di circa 200 metri quadrati. Nel Colon avviene principalmente l’assorbimento dell’acqua e l’addensamento del materiale fecale. Alimenti disturbanti, farmaci, stress patologico, infiammazioni, uniti come in un esercito, agiscono giorno dopo giorno nel creare una disfunzione di questo organo.
La moderna gastroneuroimmunologia ha dimostrato l’esistenza nell’intestino di un apparato nervoso detto ” cervello addominale” composto da oltre 100 miliardi di cellule (più di quelle presenti nel midollo spinale ) che ha la funzione di mantenere ed organizzare la funzionalità di questo organo essenziale alla vita dell’individuo e ha dimostrato che la maggior parte della Serotonina (neurotrasmettitore deputato anche alla regolazione del tono dell’umore) è prodotta per oltre 80% in questo organo. E dulcis in fundo nell’intestino è presente circa il 75% delle cellule del sistema immunitario.
Quindi  un intestino in equilibrio significa buon metabolismo, buon umore e sistema di difesa efficiente cosa che oggi,  purtroppo,  è appannaggio di pochissimi individui.
Appare chiaro a questo punto che sintomi legati al disturbo disfunzionale, non dimostrabili con accertamenti clinici o endoscopici, non possono e non devono essere sempre etichettati dai medici come problematiche psicosomatiche (curate con ansiolitici ed antidepressivi) ma devono essere affrontati valutando il paziente nella sua totalità ( alimentazione, emozioni, stress) al fine di cercare di portare il paziente ad un recupero il più possibile vicino allo stato primitivo di benessere.
L’approccio della Medicina Complementare ( agopuntura, omeopatia, fitoterapia e medicina funzionale, ipnosi), anche se con metodiche diverse,  si pone come obiettivo , non solo il controllo del sintomo ma soprattutto l’eliminazione delle cause che hanno portato alla disfunzione. Questo non solo attraverso atti di terapia ma anche attraverso una informazione il più possibile dettagliata, data al paziente, di come gli atteggiamenti alimentari,  psichici ed emozionali  sono determinanti nel creare il disturbo ma soprattutto nel mantenere lo stato di benessere.

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