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Cominciare ad alimentarsi in modo cosciente vuol dire iniziare a cambiare e dimostrare di voler essere responsabili della propria salute. Le terapie dietetiche sono uno dei pilastri per il recupero delle difese dell’organismo. Esse non richiedono né farmaci né interventi chirurgici e sono molto economiche.
Una delle principali finalità di queste terapie è regolare l’equilibrio acido-base, espresso dal valore del PH (acronimo di potenziale idrogeno). E’ fondamentale che questo sia neutro per mantenere in forma l’intero organismo, evitando i sintomi dell’“acidosi metabolica”.
L’equilibrio acido-base è importantissimo per mantenere costanti le funzioni vitali. E’ qui che intervengono i sistemi tampone: l’apparato polmonare, che espelle rapidamente l’anidride carbonica e l’apparato renale, che elimina lentamente gli idrogenioni provenienti dal catabolismo cellulare. Entrambi collaborano per scongiurare il rischio di acidità eccessiva e quindi di acidosi metabolica, condizione il cui insorgere viene favorito da una dieta ricca di alimenti acidificanti (carne, formaggi, dolci, ecc.) e dal consumo eccessivo di farmaci di origine chimica (in particolare quelli chemioterapici).

Cosa fare per non andare in acidosi metabolica?

1 Aumentare il consumo di alimenti ricchi di fito-estrogeni:lignami e isoflavoni che si trovano nei semi di lino, nella soia, nei cereali integrali, nei legumi, nei cavoli, nei frutti di bosco, nelle noci, nelle alghe.

2 Ridurre il consumo di zuccheri: fanno aumentare la glicemia e quindi l’insulina con diminuzione della produzione delle SHBG (Sex Hormone Binding Globulin).

3 Privilegiare alcuni condimenti: olio di oliva extravergine spremuto a freddo, olio di girasole spremuto a freddo, olio di colza, olio di lino, olio di camellina.

4 Assicurare l’apporto di nutrienti: il tutto per facilitare il buon funzionamento dell’insulina. Questo è favorito dalle fibre solubili presenti nella frutta, nei legumi e dalle fibre insolubili contenute soprattutto nei cereali e nelle verdure. Utili sono anche gli acidi grassi Omega-3 che si trovano nel pesce, nei semi di lino, nella soia, nell’erba portulaca deracea, così come il cromo presente nel lievito di birra e come la vitamina B6 contenuta nei cereali integrali.

5 Aumentare il consumo di ortaggi: come il cavolo, il cavolfiore, i cavoletti di Bruxelles, i ravanelli, le rape, la rucola e ogni altro componente della famiglia delle crocifere, le quali contengono sostanze capaci di modificare positivamente il metabolismo ormonale.

L’intestino: una “vera fornace energetica”
Da quanto detto, è evidente che l’intestino assume un’importanza fondamentale nella fisiopatologia del nostro organismo comportandosi come una vera “fornace energetica” che, per funzionare bene, deve avere un pH neutro (tra 6-7). Se questo diventa acido (3-5), il motore va in “tilt”, determinando un assorbimento degli antigeni normalmente presenti nel lume intestinale.

E’ l’alimentazione  che incide in misura determinante sul valore del pH e, di conseguenza, sulle funzioni metaboliche, regolando l’attività intra ed extra cellulare, quella enzimatica e il turnover delle vitamine e dei minerali.
Un’alimentazione il più possibile neutro-basificante, ha come scopo proprio quello di mantenere intatte le riserve alcaline dell’organismo.

Abstract da Omeopatia Oggi Febbraio 2014
 

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