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Marcia Angell non è un medico qualunque, ma è stata vice-direttrice e direttrice nientemeno che del New England Journal of Medicine, uno dei più famosi e rispettati giornali medico-scientifici del mondo (assieme a The Lancet, British Medical Jorunal, Journal of the American Medical Association). Lei stessa è stata una delle più famose e rispettate giornaliste medico-scientifiche.

La sua indiscussa esperienza sul campo l’ha lasciata delusa e fortunatamente anche piena di una gran voglia di fare chiarezza e di dire la verità. E così ha scritto il libro The Truth About the Drug Companies: How They Deceive Us and What to Do About It (La verità sulle aziende farmaceutiche: come ci ingannano e cosa fare al riguardo) ed alcuni lunghi articoli di denuncia della moderna medicina farmaceutica e specialmente della psichiatria. Vedi The illusions of psychiatry(L’illusione della psichiatria) e Drug companies & doctors: a story of corruption (Aziende farmaceutiche e dottori: una storia di corruzione).

Se qualcuno avesse ancora dei dubbi sulla veridicità di quanto appena asserito, può avere l’ennesima conferma leggendo la recensione del suo libro proprio sul sito del New England journal of Medicine: http://www.nejm.org/doi/full/10.1056/NEJM200410073511522.

Quante volte è stata annunciata la scoperta del secolo, per fare marcia indietro dopo pochi anni? Viene da chiedersi come sia possibile che gli enti responsabili diano il via libera a prodotti che poi si rivelano inutili o persino nocivi. Tra le possibili risposte ci sono i trial truccati perché sponsorizzati dalla sola industria, e le azioni di lobby su politici, medici e persino associazioni di pazienti. A rivelarlo è Marcia Angell, per anni direttore del New England Journal of Medicine, che ha appena pubblicato su Jama, la rivista della American Medical Association, un  articolo dal titolo eloquente: Industry Sponsored Clinical Research, ovvero “la ricerca clinica sponsorizzata dall’industria”. Già nel suo illuminante Farma & Co. (Il Saggiatore), Angeli aveva denunciato alcuni trucchi per pilotare i risultati degli studi: comparare i nuovi farmaci con placebo invece che con altri già sul mercato; scegliere campioni selezionati, per esempio arruolando solo giovani anche se i farmaci sono destinati agli anziani. Oppure presentare solo i risultati favorevoli. “E’ quanto avvenuto per l’antinfiammatorio rofecoxib della Merck”, segnala Angeli su Jama.

Com’è possibile tutto questo? Da uno studio del Center for Public Integrity risulta che le industrie del farmaco hanno speso, dal gennaio 2005 al giugno 2006, quasi 182 milioni di dollari  in attività di lobby per influenzare la legiferazione degli Stati Uniti. Per esempio per proteggere i brevetti o per vietare l’importazione di prodotti meno costosi dal Canada. Oltre cento milioni dal 1998 al 2006 sarebbero stati dati dalle case farmaceutiche a sostegno alle campagne federali .

 

Persino il New York Times riporta un articolo sulla Dr. Marcia Angell dal titolo “Un dottore mette l’industria farmaceutica sotto il microscopio” dove riporta storie di corruzione tra aziende farmaceutiche e dottori, eccone un passo tradotto:

Recentemente il senatore Charles Grassley, senatore Repubblicano che fa parte della commissione finanziaria del Senato, ha indagato sui legami finanziari tra l’industria farmaceutica e i medici accademici che determinano in larga misura il valore di mercato dei farmaci che vengono prescritti. Non ha avuto bisogno di indagare troppo a fondo. 

Prendiamo il caso del Dr. Joseph L. Biederman, professore di psichiatria all’Harvard Medical School e primario di psicofarmacologia pediatrica del Massachusetts General Hospital ad Harvard. Grazie soprattutto a lui, bambini in giovane età, perfino di appena due anni, vengono adesso diagnosticati come sofferenti di disordine bipolare e trattati con un cocktail di potenti farmaci, molti dei quali non sono stati approvati dalla Food and Drug Administration (FDA) per quello scopo e nessuno dei quali è stato approvato per l’uso in bambini di meno di dieci anni. 

I farmaci che sono già stati approvati per un particolare scopo, possono essere legalmente utilizzati dai medici per qualsiasi altro scopo che essi decidano, ma un tale utilizzo dovrebbe essere basato su valide prove scientifiche già pubblicate. Non sembra che questo sia successo in tale frangente. Gli stessi studi di Biederman sui farmaci che egli considera promuove per trattare il disordine bipolare nei bambini  erano, come il The New York Times ha riassunto le opinioni delle sue fonti esperte “così mal congegnati da essere largamente inconcludenti”. (1)

A giugno il Senator Grassley ha rivelato che le aziende farmaceutiche, incluese quelle che producono i farmaci che egli promuove per il disturbo bipolar dei bambini , hanno pagato a Biederman 1,6 milioni di dollari in pagamenti per consulenze e conferenze tra il 2000 ed il 2007. Due suoi colleghi hanno ricevuto simili somme [di denaro]. dopo la rivelazione, il presidente del Massachusetts General Hospital ed il dirigente della sua organizzazione dei medici hanno spedito una lettera ai medici dell’ospedale esprimendo non lo sgomento riguardo all’enormità dei conflitti di interesse, ma la simpatia per i beneficiari [di quelle somme]: “Sappiamo che questo è un momento incredibilmente doloroso per questi dottori e per le loro famiglie, ed i nostri cuori sono con loro.” 

(1) Gardiner Harris and Benedict Carey, “Researchers Fail to Reveal Full Drug Pay,” (ricercatori non rivelano per intero i pagamenti da parte delle aziende farmaceutiche) The New York Times, June 8, 2008.

da DIONIDREAM

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