DEACIDIFICAZIONE DELL’ORGANISMO E ALIMENTAZIONE

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Tratto da un articolo del Dottor Michael Worlitschek[1]

Nella prima parte dell’articolo è stato analizzato il potenziale terapeutico della deacidificazione.

Per preservare un buono stato di salute è essenziale che acidi e basi siano in equilibrio e pertanto la deacidificazione dell’organismo deve essere considerata alla stregua di una terapia fondamentale per stare bene. Secondo il metodo di Joergensen di misurazione dei composti acidi nel sangue – a cui abbiamo accennato nella parte conclusiva dell’articolo “Equilibrio acido-base e deacidificazione dell’organismo” – gli esami ematici dimostrano come un’alimentazione eccessivamente sbilanciata verso le abitudini “moderne” tipiche della dieta libera all’occidentale possa, nella maggior parte dei casi, condurre a una forte iperacidificazione dell’organismo.

Questo vale in particolare quando si considerano soltanto i valori nutrizionali degli alimenti, senza tenere conto della capacità di digestione. Si tratta di abitudini che portano a un processo cronico di fermentazione intestinale e, quindi, a un eccesso di acidità.

Un indebolimento della capacità digestiva può essere attribuito a errori madornali nell’alimentazione (secondo F.X. Mayr), infatti si mangia:

  • velocemente;
  • in quantità eccessive;
  • troppo spesso;
  • esageratamente pesante;
  • tardi.

Un importante fattore fisiologico è la produzione da parte delle cellule della parete dello stomaco non solo di acido cloridrico, che è decisamente importante per la digestione nello stomaco, ma anche contemporaneamente di bicarbonato di sodio. Questo viene immediatamente inviato in quantità massicce agli organi che favoriscono le basi, come:

  • ghiandole salivari;
  • fegato;
  • cistifellea;
  • pancreas;
  • ghiandole intestinali.

L’acidità di stomaco esprime in genere il fabbisogno dell’organismo di un apporto di basi.

Cosa mangiare per la deacidificazione del corpo

Gli alimenti ricchi di proteine contengono zolfo e in genere anche fosforo.

Dopo la digestione delle proteine, questi elementi sono trasformati in acido solforico e fosforico e devono essere neutralizzati da calcio, sodio e potassio prima che i reni possano eliminarli.

cibi altamente proteici sono annoverati fra gli alimenti acidificanti, in quanto allontanano gli elementi basici dall’organismo.

Non è molto noto che la maggior parte dei cereali contiene zolfo e fosforo, quindi producono acidi, soprattutto se cotti al forno.

Al contrario, nella frutta e verdura, gli acidi organici contengono molte sostanze come

  • potassio;
  • sodio;
  • calcio;
  • magnesio.

Questi acidi organici, come il succo di limone, si trasformano in anidride carbonica (acido carbonico) e acqua attraverso il processo di combustione nell’organismo, consentendo la permanenza degli elementi basici.

Un fattore importante da sottolineare è che gli acidi organici dovrebbero sempre essere assunti in una diluizione sufficiente, poiché si è osservato che l’organismo non riesce sempre a gestire un afflusso concentrato anche di questi acidi “positivi”.

Gli stili alimentari più diffusi prevedono il consumo frequente di piatti a base di carne, che peraltro non possono essere criticati, al di là dell’eccessivo consumo di proteine, se serviti con quantità sufficienti di insalata, verdure e in particolare patate, che, se consumate con la buccia, presentano un contenuto elevato di basi. Pertanto, questo genere di piatti contiene elementi che producono sia acidi sia basi e consentono il mantenimento di un adeguato equilibrio acido-base.

Una dieta equilibrata deve prevedere un adeguato bilanciamento fra cereali integrali, insalate e piatti leggeri di verdure biologiche. In caso contrario, anche con un’alimentazione in apparenza più completa può verificarsi un eccesso di acidi.

Come contrastare l’acidità in eccesso

È necessario un apporto supplementare di minerali e oligoelementi in coloro che:

  • praticano attività sportive e lavoro fisico impegnativo;
  • sono in fase di crescita;
  • si trovano in convalescenza dopo una malattia grave;
  • attraversano un periodo di stress.

Anche la meteoropatia può essere causata da una condizione di Acidosi Metabolica.

Le sindromi emicraniche possono essere curate in buona parte con la pazienza e seguendo un trattamento di deacidificazione.

Vi è anche un fabbisogno considerevolmente più elevato di basi durante la gravidanza. In prospettiva olistica, i malesseri e la stanchezza tipici di questo periodo sono spesso sintomo di un’iperacidificazione dell’organismo. Un apporto tempestivo e sufficiente di minerali può contribuire a evitare le nausee molto sgradevoli e fastidiose della gravidanza e anche l’acidità gastrica.

L’uomo moderno è sottoposto allo “stress da acidi” sin dall’infanzia (a causa dell’eccesivo consumo di dolci, fast food etc.), pertanto in qualsiasi terapia occorre puntare il più possibile su un adeguato bilanciamento della dieta. È quindi essenziale somministrare le basi con tempestività.

Il Prof. Mehnert, ricercatore molto noto nel campo del diabete, raccomanda un’alimentazione iperbasica ai diabeticiin quanto consente una migliore metabolizzazione dell’insulina. Prima dell’avvento dell’insulina, ai pazienti diabetici si somministravano 30 grammi di bicarbonato di sodio al giorno

Vi sono vari integratori alimentari alcalinizzanti già pronti che presentano notevole efficacia …

È possibile anche ricorrere a una tipologia di terapia esterna che prevede bagni alcalini con l’aggiunta di bicarbonato di sodio. Gli ottimi effetti curativi delle acque termali contenenti carbonato di idrogeno e sodio nella malattie reumatiche sono attribuibili alla deacidificazione dell’organismo attraverso la cute.

Ciascuno può verificare la propria condizione, misurando il valore del pH nella seconda urina del mattino utilizzando strisce tornasole ed eseguire varie rilevazioni durante la giornata.

L’urina del mattino avrà un pH compreso fra 5 e 6, mentre durante la giornata il valore dovrebbe salire verso il 7. Nelle terapie a lungo termine, il pH dell’urina al mattino dovrebbe essere pari a 7,5, che corrisponde al valore di equilibrio nel sangue: in questo modo i reni non devono eliminare alcun eccesso né di acidi né di basi. I reni hanno una capacità massimadi eliminazione in presenza di un pH di 5,4. La funzionalità renale può essere alterata da condizioni pre-patologiche non note, ma è un problema che si può evitare somministrando le basi alla sera.

Infine, va ricordato che tramite un processo di deacidificazione aumenta il livello di energia dell’organismo e di conseguenza possono risultare più efficaci anche altri trattamenti adottati in contemporanea.

[1] “Deacidificazione – una terapia fondamentale. Gli acidi e le basi devono essere in equilibrio nell’organismo”, pubblicato su Omeopatia Oggi, anno 23, num. 50, settembre 2013

da https://www.acidosimetabolica.it/equilibrio-acido-base-e-deacidificazione/

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