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Psicopatia: lo psicopatico nel lavoro e negli affari mostra agli altri un volto ingannevole, il suo fascino superficiale viene scambiato per carisma e leadership, i suoi progetti grandiosi appaiono come l’espressione di un’elevata consapevolezza di sé, gli atteggiamenti manipolatori vengono considerati in realtà una manifestazione delle sue abilità di persuasione…

La psicopatia è una struttura di personalità in cui prevalgono l’incapacità di provare senso di colpa, la tendenza sistematica a prevaricare e a manipolare gli altri, nonché la costruzione di un’immagine di Sé falsa e irrealistica che viene utilizzata nei contesti interpersonali.

Il soggetto psicopatico riesce spesso a farsi ammirare negli ambienti sociali che frequenta poiché nel primo impatto con le nuove conoscenze assume una maschera brillante, ricca di abilità e risorse.

Il suo obiettivo è in generale essere riconosciuto come individuo carismatico; più nello specifico, esercitare su alcune persone da lui designate un’influenza manipolatoria che gli permetta di ottenere vantaggi concreti, denaro, successo, potere. L’assenza di un sentimento di colpa lo rende freddo e strategico nel perseguire i propri scopi a danno del prossimo, mentre le doti che spesso effettivamente possiede – eloquio fluente, capacità di persuasione, slancio prorompente nel portare avanti le proprie posizioni – gli consentono di conquistare la suggestione e l’obbedienza dell’altro.

Il soggetto psicopatico ha una maschera diversa per ogni contesto in cui agisce, talvolta per ogni singola relazione di lavoro o di amicizia, penetra negli stati mentali dell’interlocutore riuscendo a individuarne le vulnerabilità per sfruttarle a proprio vantaggio.

Nel lavoro e negli affari mostra agli altri un volto ingannevole, il suo fascino superficiale viene scambiato per carisma e leadership, i suoi progetti grandiosi appaiono l’espressione di un’elevata consapevolezza di sé, gli atteggiamenti manipolatori vengono considerati in realtà una manifestazione delle sue abilità di persuasione.

 Analogamente, la sua impulsività e la ricerca del rischio sono spesso intesi come dimostrazione di energia, capacità di azione, abilità nell’esecuzione di compiti complessi, mentre la natura irrealistica degli obiettivi che si pone viene facilmente confusa con un talento visionario; da ultimo, la mancanza di empatia finisce per essere valorizzata come segno inequivocabile di una predisposizione a guidare le operazioni con sangue freddo e pianificazione strategica….

Lo psicopatico, pur non riuscendo a creare un’intimità affettiva con nessuno – del resto non ne ha bisogno per realizzare i suoi scopi – è in grado di generare vincoli emotivi, relazionali, persino fisici con le sue vittime, osservando questi effetti dall’esterno, nella corazza della propria anaffettività ma facendoli percepire all’altro come conseguenze inevitabili di un’empatia reale, di un rapporto autentico.

… lo psicopatico può cercare di instaurare un legame fondato sulla possibilità esclusiva di comprendersi reciprocamente in virtù di un’intelligenza speciale condivisa, e se questa manipolazione ha successo le ripercussioni sono gravi.

…la personalità psicopatica è riconoscibile per l’autocompiacimento che rivolge alle proprie gesta, per la sicurezza che ostenta anche quando viene messa con le spalle al muro…

BIBLIOGRAFIA:

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