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La storia di un gabbiano che non vuole più seguire la massa, rifiuta la vita dello stormo, non vuole volare solo alla ricerca di cibo, ma aspira ad un ideale di libertà, di spazi e cieli azzurri, di calore e luce.
Ha il desiderio di lottare e di distinguersi, di ottenere quello in cui crede anche a costo di non essere compreso dalla propria famiglia e dai propri simili.
Nella società in cui si vive e si agisce molte sono le motivazioni che ci portano a preoccuparci di che cosa diranno gli altri.
Come ricercatori della verità, le azioni ed i nostri pensieri possono essere in disaccordo con le abitudini generali, ne nasceranno naturalmente delle critiche, dei giudizi intolleranti, del disprezzo, talvolta persino dell’odio.
Le malelingue entreranno in scena, la calunnia ci condannerà.
Questo non è sempre un fatto negativo, fintanto che l’individuo è certo di aver fatto il meglio; poiché tale scoglio mette alla prova la potenza della sua fede, della sua convinzione negli ideali.
In questo genere di prova è importante assumere un atteggiamento distaccato da tutto ciò che non è di natura spirituale, non bisogna mai occuparsi di personalità di gruppo, ma bensì dell’anima-gruppo e questo comporta obbligatoriamente il sacrificio del proprio piccolo io personale.
E’ consigliabile coltivare senza posa il supremo desiderio di eseguire le cose
conformemente al Dio del proprio cuore.
Essere indifferenti a tutto ciò che esula dalla propria vita e dalla propria
coscienza, di prestare orecchio non al rumore della moltitudine ma alla voce
del silenzio che consentirà di udire la sacra voce del maestro sotto forma di
una parola perduta per sempre ritrovata.
I maestri chiamano questo la “solitudine nella quale fiorisce la rosa
dell’anima”, solitudine come sinonimo di silenzio.
Esotericamente parlando sei solo, conduci un’esistenza solitaria perché
nell’ambiente in cui vivi non c’è chi abbia le tue stesse qualità o lo stesso
grado di percezione spirituale.
La vita ha i suoi punti costanti di rivelazione, alcuni li riconosciamo, altri passano inosservati.
Tutti gli individui devono passare attraverso la rivelazione di un certo tipo
di solitudine spirituale, è la prova di quel distacco che ogni individuo deve dominare.
Questa solitudine deve essere affrontata e compresa e dà per risultato due cose:
primo, il riconoscimento del punto esatto raggiunto sulla scala dell’evoluzione o sul sentiero;
secondo, una percezione intuitiva del punto evolutivo di coloro con i quali entriamo
in contatto lungo il cammino della nostra vita.
E coloro che ti conoscevano prima che il fato ti prendesse per mano non possono
capire quanto c’è di cambiato dentro di te, non possono valutare quanto sei
disposto a perdere. Ma tu sei lo strumento di un disegno perfetto e tutta la
vita può ritrovarsi in bilico…..forse sarebbe più comodo fare finta di niente,
voltarsi dall’altra parte, ritornare nel gruppo e fare come gli altri….ma
quando sentiamo il richiamo del volo….voliamo e lasciamo indietro il vecchio
mondo per prepararci a solcare i cieli del mondo che verrà …..prima soli, poi
in compagnia degli altri come noi……
è inevitabile.

commento al libro “Il gabbiano Jonathan Livingston”

 

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