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“…Per quanto attiene al potenziale, la scienza ci dice che l’uomo non usa nemmeno il 5% del suo cervello. Nel frattempo è necessario notare che la scienza attualmente sa molto poco sulle finalità di alcuni organi – ad esempio, della parte del cervello che è la ghiandola pituitaria. Quindi, parlare di un uso del 5% del potenziale del cervello per ora è prematuro. L’uso del pieno potenziale dell’uomo non è praticamente iniziato. Confrontiamo l’uomo come una persona che ha trovato rifugio in una stanza di un grande edificio con numerosi piani: questo edificio è la sua casa, ma lui non lo sa, o peggio ancora non sospetta che esistono altre sale e altri piani. La conquista di tutti questi spazi, che appartiene a lui per diritto, devono e possono essere raggiunti attraverso lo sviluppo della coscienza…” -Grigori Grabovoi

Per questo è necessario iniziare un nuovo percorso (rappresentato per me dalla Tecnica Metamorfica) che ci allontani da ciò che la mente, nel tentativo di mantenere il controllo, crea e che ci conduca verso la realizzazione del nostro potenziale, che ci metta in contatto con tutto ciò che si trova al di là della nostra identità, ciò che esiste al di là del tempo e dello spazio. L’incontro con lo sconosciuto che cambierà il nostro destino, la magia dell’imprevisto, dell’inspiegabile.

Quando partiamo alla scoperta del senso della nostra vita, dobbiamo staccarci dal conosciuto ed esplorare il mistero nei suoi vari aspetti, momenti delicati, in cui una identità è caduta, ma ancora non ne è subentrata un’altra, come se sostassimo sulla soglia, in attesa di varcarla ed iniziare una nuova fase nella vita.
Ci rendiamo conto che non riusciamo più ad accettare un qualcosa della nostra vita, consapevoli di essere altro da ciò che abbiamo sempre creduto e di aver vissuto entro dei confini che ad un tratto sono diventati stretti.

Siamo chiamati ad addentrarci in un nuovo e sconosciuto territorio, a rompere i vecchi schemi, diventando indispensabile e pressante la necessità di cambiare il nostro livello di coscienza. A volte cerchiamo fuori di noi e ci imbattiamo in più esperienze, alimentando sempre lo stato di cose attuale, ma è soltanto cambiando la frequenza delle nostre vibrazioni che noi potremmo attrarre una nuova realtà.

“Perché non essere vincitori e considerare la forza e la meraviglia dei fatti – che noi siamo – invece di cercare di evitarli e amare proprio le caratteristiche che vogliamo cambiare, prendendone atto e lasciando che siano? Queste caratteristiche liberano così la loro energia e vi sarà un nuovo livello vibrazionale, una nuova coscienza e una differente realtà.” ˗G.S.P.

E così l’uomo potrà finalmente ottenere una reale armonia tra lo sviluppo interno e quello esterno.

Cristiana Naldi

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