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Descrizione originale di Bach:
Per quelli che hanno sofferto per disgrazie o avversità e non riescono ad accettarli senza lamentele o risentimento, perchè giudicano la vita in funzione del successo. Pensano di non aver meritato una prova così grande, che la vita sia stata troppo ingiusta con loro e ne sono amareggiati. Spesso arrivano così a perdere interesse e diventano meno attivi in quelle cose che prima facevno con piacere.

Parole chiave: Risentimento, amarezza, senso di frustrazione e di fallimento, negatività, avversione, rancore, diffidenza, sfiducia, aggressività passiva, ira trattenuta, ritenzione, irritazione, rigidità.

Livello tipologico:
In Willow, l’individuo proietta all’esterno delusioni, rancore, risentimento. Nota solo il lato negativo della vita.
“Si sente incompreso, sfortunato, disprezzato, sfortunato e svalutato dagli altri. Riconosce di sentirsi amareggiato, scontento e disilluso dalla vita.”
Willow non è soddisfatto del bilancio della sua vita e incolpa della sua sventura gli altri, una persona precisa, la società, il destino, il karma, Dio, in ogni caso una forza cosmica che agisce su di lui condannandolo a un’esistenza piena di difficoltà. In questo modello, la persona crede di non avere alcuna responsabilità della situazione: la colpa è sempre degli altri.
Willow si considera una vittima del destino perverso, chiedendosi spesso: “Che ho fatto per meritare questo?” oppure: “Perchè succedono a me queste cose?”, con un atteggiamento di autocommiserazione e ipocrisia.
“Spesso si mostra suscettibile, irritabile e di malumore, perciò si chiude in se stesso imbronciato…petulante e impaziente, disprezza senza motivo le figure di autorità e afferma di sentirsi facilmente a disagio o frustrato a causa loro.”
Willow sembra gestito da un potente meccanismo di difesa costruito mattone per mattone, perchè si è sentito ferito e boicottato in diversi aspetti della vita: professionale, sociale, affettivo. In seguito a ciò e secondo la sua scala di valori, non ha raggiunto i risultati che credeva di meritare, sentendosi ora frustrato e fallito.
Gli impedimenti addotti da Willow possono essere oggettivi (reali) o semplicemente soggettivi (parzialmente o completamente falsi), come nel caso della personalità paranoide. Come quest’ultima, Willow è fondamentalmente sospettoso e troppo diffidente, molto predisposto a tergiversare e a mal interpretare il senso degli avvenimenti, le parole e i gesti altrui.
“Se dice questo o fa quell’altro, è perchè sicuramente trama qualcosa contro di me.”   Ha una gran necessità di confemare i suoi sospetti e da ciò sembra derivare il senso delle sue interpretazioni distorte, mediante le quali giustifica il suo comportamento vigile e sulla difensiva.
Willow non possiede gli strumenti, nè la sufficiente autocritica per vedere la sua implicazione nello svolgersi degli avvenimenti. Pretende di sottrarsi alle conseguenze delle sue azioni passate e presenti, attribuendo tutta la responsabilità agli altri e giustificandosi in caso di comportamenti inadeguati, cosa che fa di lui una persona fondamentalmente cinica.
In molti casi possono esserci all’origine infanzie complicate, segnate da abbandoni, famiglie assenti o destrutturate, abusi infantili ecc., ma non sono precedenti presenti in tutti i Willow. In ogni caso, credono che queste circostanze avverse li legittimino, come se possedessero una licenza particolare, ad avere un atteggiamento egoista e sconsiderato con i propri simili.
Willow è il tipico astioso, il guastafeste. Le sue sofferenze lo rendono scontroso, depresso, permaloso, e con il tempo, man mano che aumentano l’amarezza e il risentimento, tende chiaramente all’isolamento. Il suo carattere negativo, inacidito, meschino e imbronciato non predispone a stabilire nè a mantenere rapporti di amicizia. Inoltre, come abbiamo già detto, è tremendamente diffidente. D’altra parte, molti Willow sono litigiosi, sprezzanti, mordaci e privi di scrupoli.
Willow emana un’energia molto negativa e, quel che è peggio, molto contagiosa, devitalizzante e distruttiva. Chi vive con lui può sentire di perdere energia, perciò è molto necessario proteggersi.
La condizione Willow è un pò più comune negli anziani, avendo avuto più tempo per perseverare in un atteggiamento sbagliato, ma non è una loro esclusiva.
Willow non è incline a dare, ma non fa resistenza quando si tratta di ricevere, perchè lo considera una compensazione “che la vita gli deve”, il che lo rende assolutamente ingrato. Non s’interessa affatto agli altri e declina le sue responsabilità in quanto è “una vittima del destino”, trasformandosi così in un grande egoista.
Nella sua negatività, Willow non comprende gli altri (empatia zero) e lo infastidisce addirittura che altre persone possano sentirsi allegre, sane e se la cavino bene nella vita, cosa che viene da lui percepita come una provocazione, che si manifesta con invidia e che lo fa sentire chiamato a combattere questa felicità. Da qui l’appellativo di guastafeste. E’ come se invece di sintonizzarsi con il positivo, desiderasse che tutti avessero il suo livello di frustrazione e fallimento. Il suo motto sembra essere: “Se io sto male, perchè gli altri devono stare bene?” Per questo coltiva un tipo di aggressività passiva, che tradizionalmente è stata descritta nella letteratura floreale come ira trattenuta.
L’aggressività passiva si può esercitare in vari modi. Abbiamo già citato il suo “lavoro” di guastafeste, al quale dobbiamo aggiungere ora la critica malevola e denigrante che cerca di minare i meriti altrui.
In qualsiasi lavoro Willow si sentirà sfruttato, al di là di quello che fa o tralascia di fare, poichè si relaziona con gli altri partendo da un atteggiamento di disappunto e di sospetto, perciò è molto probabile che esprima l’aggressività passiva di cui si parlava mostrandosi poco collaborativo e rifiutandosi di soddisfare le aspettative altrui, rimandando le cose da fare e comportandosi in modo inefficace e ostinato, perchè in realtà si sente gratificato nel minare il benessere e le aspirazioni degli altri (Millon). Ciò non significa che nel lavoro adotti sempre un comportamento chiaramente ostruzionista, altrimenti spesso rischierebbe il licenziamento (e a volte accade), però fa il minimo possibile. E’ chiaro che un atteggiamento così egoista diventa più evidente quando il tipo di lavoro non ha una supervisione diretta ed efficace.
Altre forme ideali di boicottaggio da parte di Willow possono essere quelle di ritardare fino all’ultimo momento un pagamento, pur sapendo che la persona cui è destinato ha bisogno di quel denaro con urgenza, rifiutare ogni piatto cucinato dalla nuora, adducendo di non sentirsi bene ecc. Certamente, tutti questi comportamenti lo pongono al primo posto dell’antipatia.
L’ira trattenuta, come abbiamo visto si mostra in modo più o meno passivo, è stata paragonata dalla Scheffer a “un vulcano attivo, che emette colonne di fumo ma senza arrivare all’eruzione”. Tuttavia, molti Willow non hanno questa capacità di contenimento ed esplodono in Holly, che rappresenta davvero il vulcano in eruzione.
E’ facile comprendere che tanta frustrazione, fallimento e delusione producano in molte persone rabbia costante o – che è lo stesso – un’aggressività latente che genera una pressione interna, vissuta generalmente con ansia. In altre parole, Willow è un arrabbiato cronico, fatto che lo rende molto pericoloso: un linciatore potenziale.
Anche la vita attuale si può considerare un grande vivaio di frustrazioni e spesso è solo il timore della legge che riesce a mantenere tanti Willow nei limiti dell’aggressività passiva.
Nella malattia, i pazienti Willow sono difficili da trattare a causa della loro diffidenza e negatività, poco inclini a guarire e ancor meno a collaborare. Quando migliorano gli costa ammetterlo: “Mi sembra di stare un pò meno male”.
Possono soffrire di ogni tipo di disturbi, ma di solito manifestano ansia e hanno una tendenza depressiva. Presentano anche sintomi fobici, che servono da pretesto per non soddisfare le aspettative altrui. Molti strumentalizzano ed esagerano le loro malattie per ottenere congedi lavorativi e assistenza sociale permanente, per esempio l’invalidità. Non dimentichiamo che la maggior parte degli Willow sono litigiosi e credono che gli altri “debbano loro qualcosa”.
Sono stati descritti molti casi di artrosi riferiti a questa personalità, oltre a gastriti, problemi epatici e cutanei.

Willow come stato
Chiunque, anche se non in forma cronica, può vivere episodi Willow. Nessuno è esente dal subire gravi ingiustizie che gli procovano risentimento verso alcune persone o istituzioni, senza necessariamente coincidere con la descrizione tipologica. In altre parole ognuno può sentirsi fallito in qualcosa o manifestare atteggiamenti negativi di critica o di avversione ed essere nel contempo anche una persona positiva e tranquilla. In questi casi, Willow è un’essenza molto utile per aiutare a gestire il vincolo negativo rappresentato dal risentimento.
E’ chiaro inolte che quasi tutte le malattie in un particolare momento possono suscitare in noi rifiuto e risentimento, perchè le sentiamo come qualcosa di estraneo e, soprattutto, ingiusto. Anche in questo caso, dove Willow nasce come conseguenza e non come causa della malattia, è indicata l’assunzione del rimedio.
E’ una buona essenza per trattare le reazioni di risentimento verso Dio (o il destino, o il karma, la vita), che può nascere nella fase di dolore successiva alla morte di una persona molto cara.
L’assunzione di Willow può aiutarci quando, per un certo periodo, una serie di avversità ci fanno sentire che la vita è contro di noi oppure che siamo sfortunati.
Esistono casi di Willow “tematico” dove, a causa di esperienze negative, o anche in assenza di queste, una persona è risentita contro qualche categoria (tassisti, polizziotti, politici, cani) o un genere (uomini o donne), cosa che indubbiamente può risultare molto limitante. Questo meccanismo costituisce un’ipergeneralizzazione, come possiamo riscontrare in molte persone tutti i giorni. Rappresenta una semplificazione del mondo per renderlo più gestibile. In seguito a qualche esperienza negativa, per difenderci dall’agente che ci ha procurato frustrazione o dolore, cerchiamo di allontanarlo da noi il più possibile. Per questo, abbiamo bisogno di includervi tutti gli “esseri od oggetti della stessa specie”. Senza dubbio, è un meccanismo che rivela un’evidente immaturità, poichè implica una mancanza di discernimento.

Livello spirituale
Le persone Willow sembrano molto frustrate a causa dei loro sentimenti negativi e delle loro convinzioni molto negative sulla vita. Vivere in uno stato di rabbia cronica porta a percepire numerose informazioni dell’esterno in modo alquanto distorto. Ovviamente, non tutti vogliono controllare o danneggiare il prossimo.
In questo modello, quasi tutte le competenze dell’intelligenza emozionale non sono sviluppate. L’autocoscienza è minima, la capacità di autocontrollo è quasi nulla, perchè Willow non riesce a gestire positivamente le sue emozioni, essendo prigioniero di un flusso di pensieri nocivi sui quali rimugina e  che rendono cronico il suo livello di rabbia.
Nei rapporti interpersonali la mancanza di empatia è totale, perchè non solo gli altri non sembrano interessargli, ma spesso rappresentano una specie di bersaglio contro cui scagliarsi. D’altra parte bisogna ricordare che molti Willow percepiscono gli altri come esseri spregevoli, guidati da perfide motivazioni.
Indubbiamente, la loro aggressività mal dissimulata li separa definitivamente dal resto degli esseri umani. “Gli altri” fanno parte di quel concetto astratto e diffuso che Willow chiama “la vita”. E non dimentichiamo che la vita gli è debitrice, quindi tutti gli altri lo sono. In qualche modo ha rinunciato a gestire la propria vita in modo responsabile ed etico.
E’ chiaro che la persona Willow sembra essere agli antipodi dell’evoluzione spirituale, perchè i suoi sentimenti e comportamenti costituiscono un forte ostacolo all’apprendimento di qualsiasi lezione di Bach.
Tuttavia, l’essenza del salice è tra le più spiritualizzate (terza generazione floreale), quindi può sempre aiutare a ricondurre la personalità deviata da questo agglomerato di tratti negativi che chiamiamo Willow sotto la protezione dell’anima.

Abstract: Ricardo Orozco – opere

 

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