ANSIA: IL MALE DEL NUOVO MILLENNIO

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Una strana oppressione che stringe la gola, uno stato di allerta generalizzato di cui non si sa il perché. Sono questi alcuni dei tanti modi con cui si manifesta l’ansia oggi. A volte è l’incontro con il nuovo ad innescare nelle persone uno stato di inquietudine: l’incertezza di non poter gestire qualcosa che ancora non si sa come sarà.
L’ansia, la tristezza, la vergogna sono solo alcune delle molteplici emozioni che sovente sconfinano le une nelle altre.
Le emozioni rientrano in quei processi intrapsichici che svolgono nell’uomo una funzione di adattamento. L’origine della parola “emozione” (ex-movere, muovere fuori) ci conduce al movimento del “portare fuori”. Ed  è sovente attraverso la somatizzazione nel corpo che portiamo fuori le nostre emozioni.

L’ansia, tra le tante manifestazioni possibili, è quella che maggiormente può stravolgere il linguaggio del corpo.  Questo stato di tensione, per un periodo indefinito, spesso improvviso, che può salire o scendere, a volte arriva a travolgerci, altre a mantenerci tesi in uno stato di conflitto che spesso resta lì, sospeso.
Se l’ansia, dal latino angere, rimanda allo stringere, l’angoscia, sempre dal latino angustia, si traduce con ” strettezza”.
Se l’ansia porta con sè qualcosa di vago, improvviso o continuato e indeterminato, la paura tende generalmente ad orientarsi su una situazione concreta e si fa problematica quando ogni giorno aumenta di intensità e  prende più spazio.
In questi casi la crisi d’ansia acuta può insorgere all’improvviso, come un episodio isolato, e sfociare nel panico travolgendo una condizione di vita che, fino ad un istante prima, pareva scorrere liberamente.

Una delle forme d’ansia che si presenta slegata da situazioni specifiche manifestandosi attraverso differenti sintomi è la cosiddetta ansia generalizzata. Questo tipo di disturbo si caratterizza per la presenza di un’ansia d’attesa che riempie il quotidiano estendendosi nel tempo e facendosi presente in maniera continua tra i pensieri del soggetto. In parallelo sul versante corporeo si possono affiancare vertigini, un aumento del battito cardiaco, tremori e disturbi respiratori.
Il corpo diventa il palcoscenico sul quale le nostre dinamiche interne ed esterne arrivano ad esprimersi. E il corpo ha una funzione importante non solo nella vita sociale, ma anche in rapporto a sé stessi.

Quando si è ansiosi una delle prime sensazioni correlate è la paura, seguita da tensione, da percezione della testa che si fa dolorante, a mal di stomaco, ecc. I sintomi fisici traducono così i messaggi nervosi inviati dal cervello nelle varie aree del corpo.
Quando l’ansia diventa panico contestualmente trascina con sè la componente somatica. Il senso di soffocamento, l’aumento della sudorazione e della temperatura corporea, i disturbi del sonno, l’affaticabilità, la difficoltà a concentrarsi sono alcuni dei correlati somatici cui l’ansia può accompagnarsi.

L’attacco di panico è uno dei più diffusi disturbi d’ansia. Le persone colpite riportano esperienze di terrore intenso e improvviso che sfocia nella paura di perdere il controllo, di impazzire o di morire. Il timore di un nuovo attacco può arrivare a limitare la libertà del soggetto che può rifiutarsi di uscire di casa, di guidare, di avvicinarsi a tutte le situazioni potenzialmente ansiogene.

Un’altra forma di reazione d’ansia, che vede la persona centrata su oggetti specifici che tenta di evitare è la fobia. Alcune delle fobie più comuni condivise da un alto numero di persone sono ad esempi l’agorafobia (paura degli spazi aperti) e la claustrofobia (paura degli spazi chiusi).
Ogni esperienza fobica porta con sé il timore del confronto con l’oggetto o la situazione che può attivare l’ansia. Si mette in moto così l’anticipazione di un fatto che non si è ancora realizzato, ma è vissuto come se lo fosse. Ne consegue un evitamento della situazione-stimolo ed un successivo ritiro sul piano sociale.

Spesso le persone arrivano in studio quando percepiscono l’ansia come “anormale”, spropositata rispetto alla realtà, persistente anche in situazioni non stressanti o più semplicemente insensata.

L’angoscia è uno stato che può portare a risvegliare risorse interiori inimmaginabili che  altrimenti potrebbero rimanere imprigionate.
L’ansia e le sue forme possono sfidarci a percepire l’importanza del prenderci cura di noi. La paura in molte situazioni risulta moderata dall’apertura di uno spazio protetto in cui potersi fermare, guardarla e, nel tempo, vederla ridursi.
Decidere cosa fare delle nostre ansie può significare decidere quale atteggiamento assumere nei confronti della vita. E proprio lì, tra il silenzio e la parola, liberiamo le nostre emozioni nel cammino prezioso di apertura alla vita e della cura di sé.
Attraverso l’approccio terapeutico della Medicina Funzionale è possibile valutando lo stato psico-emozionale del paziente,  impostare un percorso di terapia che aiuti non solo a gestire al meglio il sintomo ma attraverso l’analisi arrivare a determinare le cause più nascoste che si manifestano attraverso lo stato ansioso.
Con l’applicazione della tecnica dell’agopuntura si può modulare il disturbo e riequilibrare l’assetto energetico del paziente portandolo a recuperare lo stato di benessere precedente l’insorgenza dell’ansia.

Dott. Mauro Piccini

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