TECNICA METAMORFICA, SPAZIO E LIBERTA’

Amo questo approccio con tutta me stessa, perché va al di là di tante teorie, suggerimenti o indicazioni e sebbene abbia una sua struttura, credo che oltre a questa la Tecnica Metamorfica sia estremamente rivoluzionaria e avveniristica, perché riconosce il potere della vita presente in ciascuno di noi, perché da spazio alla nostra unicità, al nostro sentire al di là di giusto e sbagliato, di bello e brutto. Ci offre uno spazio che difficilmente riusciamo a vivere nella folle corsa quotidiana, sommersi da pensieri, impegni, paure e sollecitazioni pressanti.

Ricordiamoci che questo spazio possiamo donarcelo (anche con l’auto-sessione), sentire il nostro respiro, sentire il nostro cuore, il “suo-nostro” battito…perché non riusciamo più ? Perché è così difficile stare con noi? Perché abbracciare ciò che siamo è cosi complicato? Chi può fare tutto questo al nostro posto? Qualcuno può respirare o dormire o amare per noi? Cosa aspettiamo? Iniziamo poco per volta, doniamoci questo spazio vitale, entriamo in comunione e comunicazione con la vita.

La vita non è compiacere gli altri o indossare le infinite maschere che la società, noi stessi o gli altri richiedono; questo non fa altro che allontanarci da noi, soffoca le nostre emozioni e la nostra manifestazione. Ognuno di noi può, in ogni istante, essere autore della propria vita.

Cominciamo a fare delle scelte per le quali non ci si aspetti l’approvazione di nessuno; assumiamoci l’intera responsabilità di noi stessi e di quello che stiamo vivendo correndo anche il rischio di sbagliare, una, due o più volte se necessario, permettiamoci il rischio dell’ imperfezione. Solo così possiamo fare un salto nell’ ignoto.

Non possiamo accedervi attraverso la mente ma solo osando affidarci con fiducia a noi stessi e verso ciò che non possiamo concepire o comprendere con la mente.

Il passato è passato, il futuro deve ancora arrivare; non ci resta che vivere l’ADESSO, l’unico momento reale, l’ unico che ci permette di accedere al nostro potenziale, a ciò che non conosciamo, all’invisibile e misterioso progetto che ci attende con pazienza. Andiamo oltre il principio di causa ed effetto, oltre il karma, oltre il positivo e negativo.

Abbiamo semplicemente il diritto di essere ed esistere nella nostra totalità che comprende tutto.

Cristiana Naldi

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NOVITA’ DA SETTEMBRE

A PARTIRE DA SETTEMBRE NUOVI INCONTRI SERALI, PARLEREMO DI MEDICINA FUNZIONALE E DELL’EQUILIBRIO TRA MENTE, CORPO, EMOZIONI

La Medicina Funzionale si differenzia da quella tradizionale per il suo concetto di salute: non solo come stato di benessere fisico e psichico dell’organismo umano derivante dal buon funzionamento di tutti gli organi ed apparati, ma anche salute come stato di completo benessere fisico, mentale e sociale, dovuto all’assenza di malattie e alla presenza di una vitalità positiva unica per ogni individuo, determinata dall’avverarsi di tutta una serie di circostanze strettamente personali in cui il paziente si sente veramente bene ed in salute.
Lo sviluppo di una malattia o la manifestazione di sintomi clinici sono diversi in ogni individuo e dipendono da diversi fattori: possono esserci caratteristiche personali di predisposizione genetica, ma per condurre ad una patologia è necessario che esse si associno a vari cofattori quali cattive abitudini alimentari e di vita, tossicità ambientale, di stress, traumi fisici, droghe, ricordi di momenti stressanti, rapporti sociali negativi.

Diventiamo coscienti della nostra fisicità, dei nostri movimenti, della nostra respirazione e della nostra carica emotiva o corpo di dolore.
Solo nell’armonia tra corpo, mente ed emozioni possiamo raggiungere un senso di integrità, pace e completezza.
Nessuno ci insegna a farlo. Abbiamo riposto tutta la nostra fiducia nella capacità della mente e del pensiero, perdendo la capacità di sentire il proprio corpo. Il nostro corpo sa fare cose meravigliose, a partire dal respiro. Abbiamo permesso al pensiero/mente di sviluppare e dominare la nostra vita in modo sproporzionato rispetto al sapere istintivo e a quell’intelligenza innata presente in ciascuno di noi. Siamo in conflitto con noi stessi, la mente vuole cose che il corpo non desidera e il corpo desidera cose che la mente non permette, la mente impone istruzioni che il corpo non vorrebbe seguire e il corpo invia segnali che la mente non vuol sentire.
Ecco perché “sentire il corpo e ciò che è giusto per noi nell’ ADESSO, non a livello mentale” è difficile e faticoso.
VIVERE è vivere nel presente ed essere nel corpo.

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TECNICA METAMORFICA: LEGAMI EMOTIVI TRA FIGLI E GENITORI

Legami emotivi tra figli e genitori

La struttura genetica proprio al cuore delle nostre cellule ci è stata data dai nostri genitori; noi siamo veramente dei nostri genitori; la loro unione ha dato luogo al bambino che siamo stati. La realizzazione del nostro potenziale di esseri umani , tuttavia, è l’emergere di un altro tipo di bambino.

Quando lo spermatozoo e l’ovulo si sono uniti, queste due cellule sono morte a se stesse per formare lo zigote. E così pure devono cessare di esistere i legami emotivi che ci uniscono ai nostri genitori, cosicché l’energia che si libera può essere usata per integrare il passato contenuto nelle strutture genetiche di padre e madre proprio al cuore delle nostre cellule. Noi dobbiamo scendere a patti con il vuoto da cui ci proteggono i nostri genitori, tenendo a bada, ed è proprio ciò che questi ultimi fanno, i terrori atavici che sorgono dalle notti dei tempi.
Anche il nostro desiderio di perpetuarci nel futuro di cui graviamo i nostri figli deve cessare: ecco ancora un altro vuoto…

Ciò non significa che genitori e figli non debbano rimanere amici, ma devono essere liberi dalle proiezioni emotive che succhiano proprio quelle energie necessarie che la nostra forza vitale può usare per attualizzare il nostro potenziale e dare forma al nostro destino in armonia con la sua propria necessità cosmica…

Dunque il bambino che ognuno di noi può essere è l’essere di luce che sgorga dal cuore stesso delle nostre cellule. I legami emotivi vengono tagliati cosicché noi diventiamo i nostri propri padre e madre e siamo veramente i genitori del bambino emergente. Come genitori di noi stessi, possiamo andare oltre…(al di là dei genitori).

Gaston Saint-Pierre

GRAVIDANZA E TECNICA METAMORFICA

 

Nei nove mesi di gestazione si forma non solo il nostro corpo fisico ma anche la nostra struttura mentale, emotiva e comportamentale; ecco perché questo periodo rappresenta una fase estremamente delicata, decisiva e fondamentale.
Il vivere ed esprimere il nostro sentire profondo, l’assumerci la responsabilità di noi stessi, della nostra realtà e della nostra vita con dedizione, amore e volontà alleggerirà il nostro essere e quello dei nostri figli, lasciandogli così uno spazio libero da condizioni, memorie e schemi all’interno del quale potersi manifestare nella loro totalità, liberi di essere e di sperimentare la loro unicità, liberi da risentiti generazionali che soffocano la loro possibilità di volare, alleggeriti da pesi che non gli appartengono.

“I problemi della gravidanza indicano sempre un rifiuto del bambino. Questa affermazione sarà probabilmente rifiutata violentemente da qualcuno, ma se teniamo alla verità, se davvero vogliamo conoscere noi stessi, dobbiamo una buona volta liberarci da certe opinioni preconcette. Sono queste che impediscono a noi di essere onesti. Fintanto che si è convinti che esista soltanto un certo atteggiamento o modo di comportarsi per poter essere una brava persona, si continuerà a reprimere tutti quegli impulsi che non rientrano in questo schema. Sono questi impulsi repressi che ristabiliscono l’equilibrio attraverso i sintomi corporei.
Vorremmo sottolineare questo rapporto affinché qualcuno non si affretti a dire con troppa sicurezza: “Ma nel mio caso questo non vale!”, ingannando anche se stesso. L’ostilità ai bambini è uno dei temi più difficili ed è per questo che tante insincerità si trasformano in sintomi. Il vomito delle gravide è un sintomo del rifiuto del bambino: un sintomo che si presenta con particolare frequenza nelle donne delicate e snelle, perché la gravidanza provoca in loro un rialzo notevole di ormoni femminili. Ma proprio nelle donne con minore identificazione femminile questo rialzo (ormonale) della femminilità suscita paura e rifiuto, che si manifestano in malessere e vomito. La frequenza dei malesseri in gravidanza indica semplicemente fino a che punto l’attesa di un bambino possa suscitare gioia ma anche rifiuto. Il che è perfettamente comprensibile, in quanto un bambino rappresenta un enorme ribaltamento della vita che si è finora condotta e l’assunzione di responsabilità che all’inizio spaventano. Se però non si riesce ad elaborare consapevolmente questa conflittualità, il rifiuto scende a livello corporeo e si somatizza.”
Malattia e destino Thorwald Dethlefsen Rudiger Dahlke

Ascoltiamo il nostro corpo e le nostre emozioni più oscure affinché possano illuminare con consapevolezza il nostro cammino e quello dei nostri figli.

Cristiana Naldi
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CONTENITORE-GREMBO

Giorni di silenzio, di raccoglimento, di spazio che contiene i due lati di ogni cosa, ci facciamo “contenitore-grembo” di noi stessi per poter nascere in una nuova forma, ancora invisibile e non-manifesta; un mistero non da spiegare, interpretare o definire, ma semplicemente da vivere, attimo per attimo, affidandoci con fiducia a ciò che dentro di noi, con potenza vibra, a quel movimento silenzioso e sconosciuto che vuole farsi forma.

Dove termina l’oscurità e inizia la luce? Dove termina l’odio e inizia l’amore? Ciascuno non è altro che il polo della stessa cosa ma al di là di essi troviamo la “realtà”, la nostra verità, al di là della dualità troviamo un’unione con l’origine, con il tutto, con la vita stessa.

Noi siamo energia, forza e creazione, non siamo quello che la mente vede e intende, la mente è limitata rispetto all’inconoscibile potenziale che pulsa, che spinge, che vuole mostrarsi nella sua infinita grandezza.

Siamo insicuri? Abbiamo paura? …non importa, accogliamo, coccoliamo e abbracciamo le nostre difficoltà. Esse sono semplici manifestazioni di vita che contengono nella loro essenza un potenziale nascosto.

Non neghiamo l’esistenza del dolore, della rabbia, della paura, viviamoli nella loro totale intensità. Non manipoliamo o controlliamo le circostanze e gli ostacoli che si presentano, sono il nostro aiuto, la nostra opportunità. Accogliamo ciò che è, entriamo in quel dolore, solo allora comincia la nostra guarigione.

Non abbandoniamo noi stessi,  innamoriamoci di noi e della vita, rinnoviamoci nel suo interminabile flusso e lasciamoci  accarezzare dal vento della libertà.
Siamo tutti sul sentiero che conduce verso casa, fermiamoci ogni tanto a riposare.

Ascoltiamo quell’impulso creativo che sussurra al nostro cuore e seguiamo il nostro unico ritmo.

Cristiana Naldi

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CORSO BASE TEORICO-PRATICO DI TECNICA METAMORFICA 26/27 MAGGIO

La Tecnica Metamorfica si basa sul principio intuito da Robert Saint John in base al quale sulla zona di riflesso della colonna vertebrale su piedi, mani e testa corrisponde il periodo prenatale, durante la gestazione il nuovo essere forma non solo il suo corpo fisico, ma anche la struttura mentale, emotiva e comportamentale. Le cellule del nostro corpo sono quindi impregnate di tutte le esperienze della nostra vita, incluso il periodo prenatale (dal concepimento alla nascita).

Durante la fase di gestazione sono state gettate le basi del nostro modo di essere e di comportarci. Disturbi e/o malattie di vario genere sono la manifestazione di debolezze codificate anche in questo periodo.

Quindi lavorare sull’area corrispondente a tale periodo significa lavorare sulla struttura temporale durante la quale tutte le nostre caratteristiche, forze e debolezze si sono formate. Si tratta di un leggero sfioramento su piedi, mani e testa per entrare in contatto con se stessi e liberare il proprio potenziale, attingendo alla forza vitale insita in ciascuno di noi. La forza vitale una volta liberata può modificare e sciogliere i blocchi e le memorie formatisi nel passato o ereditate dai nostri avi, ma ancora attive in noi.

Si è rivelata un valido supporto quando ci si sente stressati, nelle fasi di passaggio della vita ( infanzia, adolescenza, menopausa e andropausa…), durante la gravidanza e il post-partum, in caso di lutto, di separazione, di dipendenze, di salute carente e come mezzo di integrazione del nostro essere.

La Tecnica metamorfica è un grandissimo strumento di auto-guarigione che tutti possono imparare, per se stessi, per la propria famiglia, per i propri figli.

In questi due giorni si imparerà la Tecnica Metamorfica e la necessaria attitudine interiore per utilizzarla subito in famiglia o con gli amici e come base di un percorso per Praticanti. Insieme affronteremo alcuni dei Principi Universali, che sono il fondamento di questo lavoro eccezionale.

Coloro che parteciperanno al corso potranno usufruire di incontri gratuiti di gruppo per lo scambio reciproco di sessioni con cadenza mensile e la possibilità, qualora si scegliesse il percorso praticanti, di iscrizione DBN Discipline Bio Naturali.
Ricordo per percorso praticanti che partiranno i corsi sui Principi Universali.

Si raccomanda prenotazione: cristiana@dottorpiccini.it 340/2870987
Cristiana Naldi

CORSO BASE DI TECNICA METAMORFICA 24/25 MARZO

Transformation of Lime Butterfly

 La Tecnica Metamorfica si basa sul principio intuito da Robert Saint John in base al quale sulla zona di riflesso della colonna vertebrale su piedi, mani e testa corrisponde il periodo prenatale, durante la gestazione il nuovo essere forma non solo il suo corpo fisico, ma anche la struttura mentale, emotiva e comportamentale. Le cellule del nostro corpo sono quindi impregnate di tutte le esperienze della nostra vita, incluso il periodo prenatale (dal concepimento alla nascita).

Durante la fase di gestazione sono state gettate le basi del nostro modo di essere e di comportarci. Disturbi e/o malattie di vario genere sono la manifestazione di debolezze codificate anche in questo periodo.

Quindi lavorare sull’area corrispondente a tale periodo significa lavorare sulla struttura temporale durante la quale tutte le nostre caratteristiche, forze e debolezze si sono formate. Si tratta di un leggero sfioramento su piedi, mani e testa per entrare in contatto con se stessi e liberare il proprio potenziale, attingendo alla forza vitale insita in ciascuno di noi. La forza vitale una volta liberata può modificare e sciogliere i blocchi e le memorie formatisi nel passato o ereditate dai nostri avi, ma ancora attive in noi.

Si è rivelata un valido supporto quando ci si sente stressati, nelle fasi di passaggio della vita ( infanzia, adolescenza, menopausa e andropausa…), durante la gravidanza e il post-partum, in caso di lutto, di separazione, di dipendenze, di salute carente e come mezzo di integrazione del nostro essere.

La Tecnica metamorfica è un grandissimo strumento di auto-guarigione che tutti possono imparare, per se stessi, per la propria famiglia, per i propri figli.

In questi due giorni si imparerà la Tecnica Metamorfica e la necessaria attitudine interiore per utilizzarla subito in famiglia o con gli amici e come base di un percorso per Praticanti. Insieme affronteremo alcuni dei Principi Universali, che sono il fondamento di questo lavoro eccezionale.

Coloro che parteciperanno al corso potranno usufruire di incontri gratuiti di gruppo per lo scambio reciproco di sessioni con cadenza mensile e la possibilità, qualora si scegliesse il percorso praticanti, di iscrizione DBN Discipline Bio Naturali.

Cristiana Naldi

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RISVEGLIARE IL POTERE DELLA VITA

potere

Nasciamo con un’energia irradiante, ogni parte di noi, il nostro corpo, la nostra psiche, vibra ed emana una vivace energia, siamo un movimento vivo di pura energia.

Crescendo cominciamo ad accorgerci che alcune parti di questa vivacità non riscontrano l’approvazione delle persone che ci circondano e cominciamo a plasmarci in funzione di quello che gli altri si aspettano da noi, in funzione di quell’immagine che è stata da loro creata alla quale abbiamo affidato tutto il nostro potere, in funzione di quello che il contesto sociale pretende da noi e al quale ci sottomettiamo per paura di essere rifiutati, non essere accettati, di essere abbandonati, di sentirci soli.

Quante pene provocano queste paure? Quante difficoltà incontriamo negando ciò che siamo? Non ci sono perché, non ci sono colpevoli come non ci sono vittime, ma ci siamo noi.

In ogni istante, se sentiamo le vibrazioni del nostro cuore possiamo essere i veri creatori della nostra vita, della nostra realtà e della nostra vera natura.

Abbiamo a disposizione un’opportunità: LA VITA.

La vita è il potere che guarisce, ma nel corso dei tempi abbiamo perduto la capacità di utilizzarlo. Se permettiamo a noi stessi di entrare in contatto con il potere dentro ciascuno di noi, ci risveglieremo da questo intorpidimento offuscante, da questa fitta nebbia.

Coloriamo la nostra vita dei colori dell’arcobaleno, liberiamo la nostra forza, viviamo ogni singolo colore dal più luminoso al più buio, sapendo che la loro fusione è il bianco…LA LUCE.

Liberiamo il sacco che ha raccolto nel tempo tutte quelle parti che non piacevano agli altri, la rabbia che abbiamo accuratamente depositato, le insicurezze che ci hanno frenato e ciò che abbiamo dovuto imparare ad essere.

Liberiamo ciò che realmente siamo,
liberiamo la nostra parte selvaggia e istintuale,
liberiamo la nostra LIBERTA’.

Congediamoci dai condizionamenti, dalle convinzioni, dalle memorie nostre e del mondo, non interferiamo con quel che muore.
Solo accettando “la loro-nostra” morte potremo trasformare la nostra energia e rafforzare la vita.

“Lasciamo morire… lasciamo vivere” e permettiamo a questo ritmo naturale e fondamentale di manifestarsi. È il ciclo della vita.

Il compito della nostra vita è quello di fare esperienza di questa unità-unicità presente in noi.

Cristiana Naldi

VITA, MOVIMENTO, DISTACCO E TECNICA METAMORFICA

bruco-farfalla

 Come abbiamo più volte scritto perchè avvenga la trasformazione occorrono due condizioni fondamentali:

la prima è che ci sia vita
la seconda che nulla di esterno interferisca durante il processo

come praticanti siamo solo catalizzatori, non stimoliamo nulla e tanto meno la tecnica metamorfica produce, stimola o scioglie ma è solo ed esclusivamente la FORZA VITALE  liberata del ricevente che attualizzerà il suo potenziale.

Come praticanti mettiamo semplicemente a disposizione uno spazio libero da interferenze, manipolazione e volontà all’interno del quale la persona può meravigliosamente essere, senza dare consigli o direzione alcuna.

Ricordiamoci che solo noi possiamo sapere cosa è bene e perfetto per noi, come solo noi possiamo respirare , amare o dormire “per noi”. Cristiana Naldi

LA CRISALIDE E LA FARFALLA

“Divenendo crisalide, il bruco ha praticamente completato la sua trasformazione in Lepidottero. Tuttavia, ha ancora una prova da superare per diventare una vera farfalla: deve riuscire a rompere il bozzolo nel quale è avvenuta la trasformazione per potersene liberare e prendere il volo.
Al contrario del bruco, che ha tessuto il suo bozzolo a poco a poco, in maniera graduale, la futura farfalla non può liberarsene allo stesso modo, lasciandolo gradualmente.
Dovrà raccogliere abbastanza forza nelle ali da riuscire a rompere questa costrizione fatta di seta in un unico tentativo.
È grazie a questa prova e alla potenza che richiede di accumulare nelle giovani ali che la farfalla sviluppa la muscolatura in grado di farla volare in seguito.
Un giorno, apparve un piccolo buco in un bozzolo; un uomo che passava per caso, si mise a guardare la farfalla che per varie ore, si sforzava per uscire da quel piccolo buco.
Dopo molto tempo, sembrava che essa si fosse arresa ed il buco fosse sempre della stessa dimensione.
Sembrava che la farfalla ormai avesse fatto tutto quello che poteva, e che non avesse più la possibilità di fare niente altro.
Allora l’uomo decise di aiutare la farfalla: prese un temperino ed aprì il bozzolo. La farfalla uscì immediatamente.
Però il suo corpo era piccolo e rattrappito e le sue ali erano poco sviluppate e si muovevano a stento.
L’uomo continuò ad osservare perché sperava che, da un momento all’altro, le ali della farfalla si aprissero e fossero capaci di sostenere il corpo, e che essa cominciasse a volare.
Non successe nulla! In quanto, la farfalla passò il resto della sua esistenza trascinandosi per terra con un corpo rattrappito e con le ali poco sviluppate.
Non fu mai capace di volare.
Ciò che quell’uomo, con il suo gesto di gentilezza e con l’intenzione di aiutare non capiva, era che passare per lo stretto buco del bozzolo era lo sforzo necessario affinché la farfalla potesse trasmettere la forza del suo corpo alle sue ali, così che essa potesse volare.
Era la forma con cui la Vita la faceva crescere e sviluppare”.
Da Giorgio Bisirri