ATTEGGIAMENTO DEL DISTACCO

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Come praticanti, operando il distacco non imponiamo la nostra verità, non interferiamo nella vita degli altri, ma con umiltà riconosciamo che tutto è dentro di loro. Come esseri umani, se osserviamo con gli occhi della mente, siamo limitati rispetto al potere della vita; la vita dentro di noi è la sola in grado di trasformare e trasformarci.
Ogni interferenza, giudizio o consiglio non fa altro che porci ad un livello superiore rispetto all’altro esercitando, consapevolmente o inconsapevolmente, il nostro potere.
Potere che diventa prigione, potere che può farci sentire forti e importanti, un falso potere in grado di imprigionarci tanto quanto imprigioniamo.

Non abbiamo bisogno di riconoscerci attraverso l’altro, di alimentare il nostro ego per sentirci falsamente vivi, di legare o vincolare la vita della persona proiettando su di essa (o all’esterno) le nostre debolezze anziché osservarle, accoglierle e prenderle per mano, consapevoli del fatto che le stesse contengono nella loro essenza un potenziale che può  rendere o renderci liberi.

Possiamo semplicemente mettere a disposizione uno spazio vitale, libero da condizioni e volontà, all’interno del quale il nuovo può emergere.

Importante è riconoscere che durante la sessione  possiamo attivare i ruoli di vittima, carnefice e salvatore, creando uno spazio-prigione e una illusoria comunicazione. Ruoli attraverso i quali giochiamo con noi stessi e gli altri per manipolare o farci manipolare.
I ruoli si attivano quando ci allontaniamo dalla nostra origine, alimentando il mondo della mente e delle illusioni, negando parti del nostro essere, negandoci la vita.
Giocando con questi ruoli ripetiamo come un nastro registrato un dramma che limita la nostra creatività.

Attraverso un atteggiamento di distacco, che non è indifferenza, apatia o mancanza di energia, ma semplicemente presenza, siamo in comunione e comunicazione nell’unità, in uno spazio privo di direzione in connessione con il nostro potenziale, ed ecco che gli ostacoli diventano opportunità, le gabbie, infinite e libere praterie.

Il distacco-presenza è la realtà, la mente è illusione.

Cristiana Naldi

 

LA CHIAVE DELLA TRASFORMAZIONE

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Nel processo di trasformazione da bruco a farfalla, la natura ci offre un importante spunto di riflessione. Nello stato di crisalide avviene una vera e propria trasmutazione:  il bruco nel suo bozzolo racchiude il potenziale della sua nuova identità; non possiamo impedire questo processo perché è naturale e automatico, il bruco non si deve impegnare per questo ma semplicemente lasciarlo accadere. Questo movimento in sé  (naturale e automatico) è l’effetto della reale forza vitale  del bruco che attualizza il suo potenziale nel divenire farfalla. Se la crisalide si attaccasse alla propria forma non riuscirebbe mai a diventare farfalla, tale movimento include una disposizione al “sacrificio” della vecchia forma per  permettere la nascita della nuova.

Spesso l’uomo si identifica con l’immagine che ha o hanno creato di lui, non  consapevole della trasformazione che lo attende. Immergendosi nel  sonno profondo dell’incoscienza viene  dominato dalla paura che la mente genera e viene spinto alla conservazione ossessiva della vecchia forma, precludendosi alla trasformazione.
Oggi ciascuno di noi è chiamato ad abbandonare la crisalide di ciò che ha sempre creduto di essere e permettere a ciò che realmente è di nascere; se non siamo disposti al “sacrificio” della vecchia parte  non potremo mai realmente spiccare il volo.

È solo nel qui ed ora che possiamo metterci in contatto con il potenziale dentro di noi e dentro ogni cosa, solo allontanando l’attenzione dal passato, da ciò che la mente già conosce o dalla paura del futuro siamo nella presenza, quell’insieme di attimi in cui non permettiamo all’energia della mente di ostacolare o dirigere il nostro cammino.

Lo spazio in cui viviamo durante le sessioni di T.M. è uno spazio privo di manipolazione, direzione o controllo, uno spazio dove entriamo in comunicazione e comunione con la parte profonda di noi, la parte non manifesta ma meravigliosamente viva.

Quando ci lasciamo travolgere dalle difficoltà, dai pensieri e dai problemi, l’energia degli stessi ci priva di quello  spazio vitale nel quale il nuovo può emergere imprigionandoci nella crisalide della mente, delle memorie e delle credenze, soffochiamo la vita dentro di noi e spegniamo la sua luce.    Il passato e il futuro non possono sopravvivere nella nostra presenza ma possono farlo solo nella nostra assenza.

Questo spazio-presenza è la chiave per la libertà. La vita è adesso.

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CORSO DI TECNICA METAMORFICA 11/12 NOVEMBRE 2017

 

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In questo preciso momento storico ci troviamo immersi in un profondo, a volte, doloroso processo di trasformazione, stiamo liberando e sciogliendo tutto ciò che fino ad oggi ci ha imprigionato e soffocato, abbiamo vissuto ciò che credavamo o che ci hanno fatto credere di essere, disgregando la nostra integrità ed allontanandoci sempre più dalla nostra essenza.
Mai come ora la tecnica metamorfica può essere un valido strumento per vivere questo movimento di trasformazione con profondità e magari … equilibrio/squilibrio.

La tecnica Metamorfica è un grandissimo strumento di auto-guarigione che tutti possono imparare, per sè stessi,  per i propri figli, per la famiglia. Si tratta di un leggero sfioramento su piedi, mani e testa per entrare in contatto con la propria essenza e liberare il proprio potenziale attingendo alla forza vitale insita in ciascuno di noi, un approccio semplice, delicato e rispettoso.

La Tecnica Metamorfica esprime un modo rivoluzionario di guardare la vita e contemporaneamente un catalizzatore per trasformarci, è una possibilità per scoprire chi siamo veramente oltre le convinzioni e i pensieri limitanti che impediscono di realizzarci nel rispetto di noi stessi.

Se siamo vivi possiamo sempre rinascere in una nuova forma; nella pace, nel silenzio e nella presenza possiamo abbracciare il nostro vero sé e quando la forza vitale della persona si manifesta tutto è possibile.

Lasciamo la crisalide di ciò che abbiamo sempre creduto di essere e permettiamo a ciò che realmente siamo di nascere.

In questi due giorni si imparerà la Tecnica Metamorfica e la necessaria attitudine interiore per utilizzarla in famiglia o con gli amici. Insieme affronteremo alcuni dei Principi Universali che sono il fondamento di questo eccezionale  lavoro.
Coloro che parteciperanno al corso potranno usufruire di incontri  gratuiti per lo scambio reciproco di sessioni a cadenza mensile.

Per informazioni ed iscrizioni:
cristiana@dottorpiccini.it
Cristiana Naldi 340 2870987

 

 

LA VITA NELL’ ADESSO

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Finchè respiriamo, la vita scorre dentro e fuori di noi.
Ogni respiro è vita, ogni battito del cuore è vita, la vita è sempre Adesso, tutta la nostra vita si svolge in questo costante Adesso.

L’Adesso, qui e ora è l’attimo che accoglie tutte le nostre potenzialità, dove non c’è separazione, dove c’è unità, pace, silenzio, gioia, amore e apertura…è vita. Solo la vita può generare la vita, nella presenza siamo dove c’è Vita e Intelligenza, dove incontriamo l’ignoto, dove liberiamo il nostro potenziale, dove sciogliamo i nostri schemi.

Il qui ed ora, non è altro che uno stato naturale dell’essere.

Perché è così difficile ritrovarci in questo stato di grazia?
Perchè la mente, strumento meraviglioso quando si tratta di ricercare, diventa uno dei maggiori ostacoli nella nostra vita, perchè si rifiuta di ammettere di essere una manifestazione limitata della vita.
Come diceva Gaston: “poichè nella mente non c’è vita, essa non può generare vita, ma trova la sua definizione nella separazione. La funzione della mente è quella di separare. Può l’occhio vedere sé stesso, l’orecchio udire sé stesso? La loro funzione consiste nella separazione tra l’oggetto illuminato e l’occhio e tra il rumore sentito e l’orecchio. Sebbene la mente possa concettualmente interpretare la propria attività, non può concepire sé stessa come un mero prodotto della vita e dell’intelligenza. Nessuna vita può essere generata come il risultato dell’attività della mente. La vita è sempre presente, la vita non può essere prodotta…non c’è creazione separata dalla vita, c’è solo vita. La vita è intelligenza, è creazione…”.

Spesso la mente diventa un limite e ostacola l’espressione delle nostre potenzialità, diventa la prigione della nostra essenza. Tutto ha origine nella separazione che la mente genera, e nell’identificarci con essa viviamo nel dolore e nella sofferenza…ma in realtà siamo esseri completi e ogni respiro e battito ci ricordano che siamo vivi e se c’è vita, c’è perfezione.

Noi non siamo la nostra mente, la mente è limitata, è esperienza e memoria ma la vera realtà, la verità può essere rivelata solo dall’interno, il nuovo, la creatività non possono rivelarsi attraverso la memoria perchè la memoria non è nuova.

Quando entriamo in contatto con i piedi della persona entriamo in contatto con la Vita con l’Intelligenza e la Creazione che si presentano sempre nel Qui ed Ora, attraverso il distacco mettiamo a disposizione lo spazio e l’ambiente privo di direzione all’interno dei quali la forza vitale della persona si manifesta, dove tutto è possibile dove c’è pace e silenzio, dove possiamo abbracciare il nostro vero sé.

Cristiana Naldi

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IL POTERE DELLA VITA E LA TECNICA METAMORFICA

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La forza vitale presente nella ghianda provvede alla trasformazione della stessa in una rigogliosa quercia, la direzione verso la quercia è contenuta nella ghianda stessa. La vita all’interno del seme libera il suo potenziale di crescita.

Cosa serve alla ghianda per diventare una quercia?
Occorre un ambiente speciale.
L’ambiente speciale è la terra. La terra non fa nulla per far crescere la pianta ma sarà la vita nella ghianda a far sciogliere la sua dura scorza e a consentirgli di nutrirsi attraverso le proprie radici delle sostanze di cui ha bisogno per germogliare, mentre i germogli attingeranno dall’aria e dalla luce. Più la terra è ricca di minerali più le radici possono attingere ad essa.

Noi praticanti per la persona siamo terra, non siamo qui per dare nulla ma semplicemente per essere un catalizzatore, sapendo che è la forza vitale della persona ad agire nella maniera giusta. Come la terra è indifferente, noi siamo “distaccati”, essere distaccati non significa non essere interessati, ma che ci interessa così tanto che permettiamo all’altra persona di “essere” e mettiamo da parte i nostri limitati mezzi, la nostra limitata comprensione e la nostra folle immaginazione per lasciare che l’intelligenza e la vita della persona facciano ciò che è giusto per quella persona, ciò che è assolutamente necessario per lei.

La vita è il potere che guarisce, l’uomo di oggi ha perso la capacità di entrare in contatto con sé stesso e la Tecnica Metamorfica offre semplicemente lo spazio vitale e l’ambiente speciale privo di qualsiasi interferenza, giudizio o direzione, all’interno del quale la nostra energia vitale ha la possibilità di fluire liberamente e operare la trasformazione necessaria in quel preciso momento.

Non possiamo incoraggiare la forza vitale, la forza vitale c’è; ma possiamo metterci da parte. Se lascio una ghianda sul tavolo non succederà nulla. Se la metto in terra si scatenerà il potenziale di trasformazione. C’è bisogno di un contatto tra seme e terra. Il contatto per noi sono le dita che toccano i piedi, le mani e la testa della persona che viene a ricevere una sessione.

Cristiana Naldi

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TECNICA METAMORFICA E UNITA’

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Abbiamo la necessità di ricongiungere le energie individuali a quelle universali, di entrare in contatto con la nostra fonte suprema che ci dona forza e potere, di riconnetterci al regno dello spirito per riceverne aiuto e sostegno.
L’albero, con le sue radici che affondano nella terra e i suoi rami protesi verso il cielo è il simbolo che collega la Terra con il Cielo, l’individuo con l’Universo, è l’individuo che si collega con il tutto. Nel momento in cui viviamo nella verità, onestà, chiarezza siamo in comunione con la parte sacra di noi, consapevoli del fatto che la vita, in ogni sua manifestazione è sacra. Non abbiamo bisogno di dogmi, di religioni, di maestri, di assoluzioni perchè sappiamo che tutto parte da noi e che tutto è dentro di noi.

Se accettiamo di morire alle vecchie forme che ci costituiscono, se accettiamo di morire alle abitudini e ai condizionamenti da noi trattenuti e moriamo alle esperienze e memorie passate, possiamo rinascere e vivere rinnovati. La coscienza e la luce non sono mai legate al passato, quando irrompono nella nostra consapevolezza annullano tutti i programmi precedenti in modo da poter accedere ad un nuovo piano di coscienza.

“Il senso di responsabilità e la giustizia sono elementi del nostro essere forgiati nel fuoco del movimento dinamico del Principio di Corrispondenza. La parola ‘corrispondenza’ viene dal latino cum respondere il cui significato etimologico sta per ‘garantire, promettere o impegnarsi’. Questo mette in luce una particolare abilità presente negli esseri umani, cioè la responsabilità cosciente…E’ importante mettere in chiaro la differenza fra ‘prendersi la responsabilità’ ed ‘essere responsabili’. Le due azioni hanno luogo a livelli completamente diversi. Per prendersi una responsabilità, si deve proiettare attraverso la propria mente uno scopo dopo aver considerato una strada da seguire. Questo movimento sarà sempre limitato poichè la mente è limitata. Essere responsabile significa esercitare la propria capacità di rispondere sul momento a qualsiasi fatto o situazione si presenti effettivamente: implica un’acuta attenzione al fatto e una disponibilità a lasciare che il fatto sia, consentendo che questo trovi la sua direzione di liberazione o di trasformazione. Noi sappiamo che il potere del fatto è sufficiente a trasformarlo dall’interno. Questo significa anche non attaccamento ad alcuna particolare forma o struttura, sia essa famiglia, religione o nazionalità”. Gaston Saint Pierre I Principi Universali

Nella Tecnica Metamorfica e nella vita attraverso il lavoro con il Principio della Corrispondenza entriamo in livelli più sottili, questo principio può essere correlato all’idea di passaggio, il movimento di trasformazione da uno stato ad un altro. In quanto esseri umani essendo il passaggio mediato spesso da simboli, e rappresentando il piede, sia in ambito religioso che rituale, un potente simbolo per risvegliare la coscienza divina, mediante il tocco del piede possiamo risvegliare il grande potere della trasformazione.

Cristiana Naldi

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L’AMBIENTE DELLA MAGICA TRASFORMAZIONE

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La terra che accoglie il seme, il grembo che accoglie la vita, rappresentano l’ambiente della magica trasformazione.

La terra è al tempo stesso materna e nutriente, ed anche pratica, concreta, solida e potente. La terra fertile e creativa, nutriente e rigogliosa, racchiude in sé le caratteristiche del grembo materno che accoglie la vita e offre gli elementi necessari allo sviluppo del nuovo essere, il quale attraverso la propria forza vitale si nutrirà dalla madre nella misura a lui necessaria.

Terra e grembo si fanno “vaso-contenitore” che protegge, accudisce e accoglie, racchiudendo al proprio interno qualcosa di invisibile e misterioso.

Terra e ventre rappresentano in modo evidente sia il Regno del mondo sotterraneo, oscuro, buio e minaccioso, sia il “grembo” fecondatore che sostiene, favorisce la crescita di una nuova e luminosa vita, rendendo possibile, attraverso la forza vitale del seme o del feto, una propria individuale autonomia.

All’atto del concepimento precipitiamo sulla terra nel ventre materno, abbandonando la dimensione cosmica e divina e… dal “nulla” (la mancanza di spazio, di tempo, di forma e di identità) ecco la prima cellula che comincia a crescere giorno dopo giorno, conquistandosi il diritto di esserci e di esistere.

Ci troviamo nell’incessante movimento della vita e la forza vitale e intelligenza innata che l’hanno creata sono sempre presenti in noi, chiedono urgentemente di essere liberate e di poter vivere l’immenso potenziale a nostra disposizione per poterci abbandonare al continuo flusso di una profonda trasformazione.

Tutto questo significa aprire la mente e il cuore all’infinito mistero dell’Essere e della Vita in ogni sua forma, permettere all’energia della vita di fluire in noi, di generare e rigenerare, di sapersi dare ed offrire completamente e nel saper ricevere con piacere.

Nella Tecnica Metamorfica, il praticante è un semplice catalizzatore, come la terra per il seme e come il grembo per il nuovo essere.

Cristiana Naldi

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TECNICA METAMORFICA IL VIAGGIO ATTRAVERSO I SENTIERI DELL’ANIMA

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Tecnica Metamorfica: il Viaggio attraverso i sentieri dell’anima

Nel momento in cui decidiamo di intraprendere il nostro Viaggio nella vita occorre coraggio ed energia. La strada da percorrere può essere scorrevole come tortuosa ed impervia ma quella strada è il nostro destino.
Il luogo d’arrivo è il riuscire a vivere i talenti che la vita ci ha offerto, quelle potenzialità dormienti ma vive.

Coraggio è osare, andare oltre il lato esteriore e visibile, è superare l’immagine che presentiamo agli altri e al mondo, è riconoscere le parti nascoste senza dover offuscare i doni che per inerzia si sono cristallizzati in un immagine voluta dall’ambiente o dalle circostanze della vita, permettere a ciò che è separato di fondersi e purificarsi affinché l’Unità sorga dalle ceneri.

Scoprire chi siamo veramente, esprimerlo e realizzarlo è nostro compito, è armonizzazione, è evoluzione, è realizzazione del “Sé”, il risveglio dell’Eroe addormentato.

Recuperiamo la capacità di sentire e vedere, impariamo a vivere e non sopravvivere, attiviamo il nostro potenziale interiore con la luce della coscienza.

Salviamo la nostra natura, usciamo dalla gabbia dei nostri schemi, scongeliamo i nostri sogni, viviamo ed esprimiamo il nostro “essere” nel mondo; che il Viaggio della Vita diventi Viaggio dell’Anima.

Ricongiungiamoci all’Uno in noi, incontriamo il Saggio e il Folle, moriamo a vecchie forme per rinascere rinnovati da una nuova consapevolezza.

Le vie da percorrere sono tante, ciascuno seguirà la propria, il Viaggio è esperienza, conoscenza e vita.

Il Viaggio è l’incontro fatale con lo sconosciuto che cambierà il nostro destino, è magia e mistero.

Il Viaggio è trasformazione.

Cristiana Naldi

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TECNICA METAMORFICA E MOVIMENTO

 

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La nostra vita va molto al di là della quotidianità e di ciò che è percepibile con i sensi, non siamo limitati al solo mondo materiale e tangibile ma siamo anche parte di qualcosa di più grande e indefinito.

Ritornare alla propria originalità, a sentire e vivere ciò che siamo nella nostra grandezza, a prenderci per mano e condurci con grande responsabilità verso il centro di noi stessi è l’impegno che ciascuno di noi può assumere.

Viviamo un ritmo alternato di alti e bassi, pieni e vuoti, nulla avviene nello stesso momento, ma seguiamo un ordine che nella sua alternanza ci conduce, a volte inaspettatamente ed improvvisamente su frequenze diverse, liberando un energia che se non direzionata è in grado di trovare la sua propria via di trasformazione.

La vita è un continuo movimento di energia ed ogni movimento che generiamo crea una reazione per niente casuale, che rispecchia l’individuo, la sua realtà e il mondo. Ciò che è fuori di noi appare anche dentro e ciò che è in noi è nelle persone e nella realtà che ci circonda, in misura e livelli di profondità diversi.

In questo perenne movimento possiamo nutrire il potere della vita e, liberando la nostra forza vitale, trasformare e abbattere ogni barriera lasciandoci sorprendere dalla forma che la vita assume ad ogni istante, senza cercare cause, ragioni od obiettivi ma scegliere, attraverso la presenza, “l’essere” nella sua totalità.

Se c’è vita, se siamo vivi tutto è sempre in continuo movimento, eternamente.

La Tecnica Metamorfica può essere la nostra meravigliosa danza che ci accompagna silenziosamente nel flusso della vita, rispettando i nostri tempi, i nostri ritmi, ma soprattutto la nostra unicità.

Cristiana Naldi

LA TECNICA METAMORFICA E IL VERO VUOTO

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Viviamo gran parte della nostra vita in modo conflittuale dominati dagli schemi e dalle influenze che abbiamo in parte ereditato ed in parte creato.
Molti approcci puntano, chi più chi meno, verso la necessità di trascendere la carne e liberare lo spirito cercando di raggiungere chissà quale visione e di chiudere allo stesso tempo con tutto ciò che è materialistico.Nel lavoro con i Principi Universali possiamo stimolare i due lati della nostra natura, sviluppare un movimento naturale tra i due regni (materiale e spirituale) e vivere attraverso questo rituale la realizzazione di una metamorfosi che ci conduce dal conflitto all’armonia e dall’oscurità alla luce. E’ vero… siamo esseri di luce ma non dimentichiamoci che siamo rivestiti di materia e che possiamo abbracciare e godere della stessa dentro i suoi limiti.

 

Noi siamo costantemente in presenza della perfezione e creiamo in quello che ci circonda una perfetta immagine di noi stessi e della nostra coscienza, proprio in base al principio di corrispondenza quando noi cambiamo anche il nostro ambiente cambia.

Come scrive Gaston “verranno dei periodi in cui ci sarà uno sfasamento nel tempo tra il nuovo ‘te’ e il suo ambiente. La coscienza si muove ad una velocità di vibrazione superiore a quella della materia, e il tuo livello di consapevolezza può cambiare più rapidamente della tua struttura fisica. Quando ciò accade è possibile che tu provi la sensazione di essere preso dentro in una specie di vuoto; non il vuoto dei mistici…ma piuttosto un inquietante senso di disorientamento, in cui le cose pare non abbiano senso…questo vuoto va accolto come un segno che stiamo avanzando su un sentiero di entusiasmanti scoperte. Se ci arrendiamo a queste nuove energie e passiamo a nuovi livelli di consapevolezza, il vuoto della confusione farà posto al vero vuoto.”
“Quando il vuoto è pieno” (Emilio del Giudice e Giuseppe Vitilello) diventa un vuoto che contiene, come un grembo di madre, il Caos che genera la vita e tra le sue trame, l’armonia nascosta…

Il vero vuoto è ben lungi dall’essere vuoto ma rappresenta e contiene una mare infinito di potenzialità creative. Se poniamo l’attenzione al distacco e pratichiamo la vera presenza nel qui ed ora piuttosto che sulla mente, se attraverso quel silenzio sano e consapevole entriamo in noi stessi, iniziando un dialogo intimo e ci accostiamo come dice Gaston ‘all’amore nel cuore’ questo vuoto diventa un’occasione sacra dove tutto è possibile, dove siamo in comunione con noi stessi e il tutto, risuonando e armonizzandoci con la luce della vita.

Possiamo ogni giorno decidere di riconoscerci, amarci ed essere nel luminoso tempio del nostro cuore o di lasciarci travolgere dall’avvoltoio mente che tutto controlla e dirige. La mente è un ottimo strumento nel momento in cui ci ricorda ed evoca la nostra vera natura (dentro e fuori tempo, spazio e materia, materia e spirito).

Cristiana Naldi